SCIOPERO

Abruzzo, Fiom: giovedì sciopero di 8 ore dei metalmeccanici

«Non accettiamo accordi a perdere»

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ABRUZZO. Sciopero generale e manifestazione regionale dei metalmeccanici, giovedì 6 dicembre, in Abruzzo organizzata dalla Fiom Cgil.




L'iniziativa e' nell'ambito della mobilitazione nazionale indetta dalla Fiom per la democrazia, il contratto, il reddito, l'ambiente e l'occupazione e contro l'accordo separato e l'intesa sulla produttività.
Il sindacato denuncia l’esclusione (appoggiata anche da Fim e Uilm) del tavolo che porterà ad un rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici che sarà una sommatoria dell’accordo di primo livello del Gruppo Fiat e delle linee guida proposte da Federmeccanica.
In questo ci sono 250 ore di straordinario annue esigibili per l’impresa, lo straordinario comandato che passa da 40 a 120 ore annue, le cosiddette misure anti-assenteismo che prevedono la penalizzazione sul pagamento dei primi 3 giorni di malattia, le sanzioni per i Sindacati che non rispettano gli accordi siglati.
La Fiom avverte che «non accetterà un accordo separato e a perdere per i metalmeccanici, che peggiora le condizioni salariali, di vita e di lavoro, e metterà in campo tutte le iniziative e le lotte necessarie per contrastare e rendere inapplicabile nelle fabbriche lo smantellamento del contratto nazionale».
Anche Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero e si mobilita a sostegno della difesa dei diritti dei lavoratori: «non ci meraviglia», dice Carmine Tomeo, responsabile Lavoro, « questa piattaforma di maggiore sfruttamento dei lavoratori e di cancellazione dei diritti: è l’ovvio proseguimento dell’articolo 8 della “manovra di Ferragosto”, approvata dal governo Berlusconi su richiesta di Marchionne e Confindustria e contro il quale Rifondazione Comunista sta raccogliendo firme per la sua abrogazione attraverso un referendum. Oggi, quindi, Fim e Uilm firmano un accordo che è la sintesi delle pretese padronali e che va, di conseguenza, contro ogni interesse dei lavoratori. Infatti, mentre c’è bisogno di più lavoro e più salario, questo accordo prende la strada che porta a più disoccupazione e minore reddito per le famiglie».