SANITA'

I sindacati: «meno tagli al personale delle cliniche dalla spending review»

La Regione cerca una soluzione per alleggerire il taglio del budget ai privati

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ABRUZZO. Si apre uno spiraglio nella vertenza che contrappone le case di cura private alla Regione per l’applicazione della spending review del governo Monti.
E si intravede un minor numero di esuberi del personale al 31 dicembre prossimo. Questa contrapposizione ha già visto il ricorso delle cliniche al Tar contro le decisioni della Regione, con tanto di polemica per il ritardato accesso agli atti che in un primo momento Chiodi non voleva concedere.
Ma ieri c’è stato un incontro dei sindacati con il sub commissario Giuseppe Zuccatelli, accompagnato da Maria Crocco, direttore dell’assessorato alla sanità, ed al termine è passata l’indicazione che la Regione lavori per cercare di alleggerire il taglio e per evitare conseguenze occupazionali drammatiche. Tutto ruota attorno al decreto 39 che impone nel 2012 un taglio dello 0,5% ai consuntivi dei contratti in essere, ma a  sorpresa le cliniche si sono viste applicare un taglio del 9,9%.
Ciò in quanto, applicando alla lettera il decreto, in Abruzzo il taglio è stato effettuato sul budget totale del consuntivo 2011, senza tener conto che alcune cliniche – causa terremoto – non avevano operato e che altre avevano speso meno del previsto. E così invece di operare su 139,5 mln (che è il budget totale della sanità privata) alla fine il taglio è stato effettuato su 122,5 mln effettivamente spesi e a consuntivo del 2011, cioè con 14 mln in meno. Poi questo totale è stato rispalmato su tutte le cliniche, con tagli arrivati al 9,9%.

Tra l’altro questo escamotage contabile aveva penalizzato maggiormente le cliniche che più avevano lavorato e che addirittura avevano superato il budget. A nulla sono servite le proteste degli imprenditori della sanità abruzzese, segno che l’Aiop (l’associazione che raccoglie quasi tutte le cliniche abruzzesi) non ha più il peso politico del passato. Migliore sorte invece per le pressioni sindacali, dopo l’annuncio dei possibili esuberi al 31 dicembre annunciati la scorsa settimana dall’Aiop come conseguenza di questo taglio del budget. Nella riunione i sindacati Uil, Cgil e Cisl hanno sottolineato come alcune cliniche (ad esempio la Santa Maria e la Sanatrix) non avevano operato, per cui era poco corretto inserirle nel conteggio. Di fatto la Regione era consapevole di questo fermo e lo si evince anche dal suo decreto. Ma tutti i tentativi di convincere il tavolo romano “Massicci” - e comunque il ministero - si sono scontrati con l’impossibilità di far approvare un emendamento preparato proprio per l’Abruzzo, visto che sul decreto il Governo ha posto la fiducia.
Ciò non toglie, ha assicurato il sub commissario Zuccatelli, che la Regione continuerà a cercare una soluzione che possa alleggerire il taglio alle cliniche virtuose, salvando così molti posti di lavoro a rischio. Poi si è discusso anche del potenziamento della medicina territoriale, che potrebbe dare occupazione a molti infermieri e medici. Se ne riparlerà in un prossimo incontro previsto a breve.

Sebastiano Calella