LA SENTENZA

Bando turismo Abruzzo, rigettati i ricorsi. Il Tar: «aggiudicazione regolare»

Sconfitte le due agenzie che si erano appellate, assegnazione regolare per Pomilio Blumm

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CLAIM ABRUZZO TURISMO

ABRUZZO. Dopo il ricorso di due ditte contro l’aggiudicazione di un appalto  il Tar de L’Aquila ha compensato le spese e rigettato in parte il ricorso e per un’altra parte lo ha ritenuto inammissibile.
Il contratto stipulato tra la Regione e la società Pomilio Blumm (che si è aggiudicata l'appalto per la realizzazione di un nuovo claim, produzione di supporti grafici e multimediali e la proposta di piano mezzi per campagna pubblicitaria), resta dunque valido a tutti gli effetti almeno per ora e se la sentenza diventerà inappellabile.
L'importo a base d'asta era di 125 mila euro più iva e la gara era propedeutica ad ulteriore budget per la campagna pubblicitaria da 1,3 a 1,6 milioni di euro da spendere in Italia e all'estero. Ad aggiudicarsi l'offerta la Pomilio, con un distacco dai secondi classificati (e ricorrenti) di 5 punti sull'offerta tecnica e 5,45 punti su quella economica (69.875 euro). Dieci punti di differenza in totale, dunque.
Dopo l’apertura delle buste, però, le due società, la Jack Blutharsky group di Bologna e la Mirror di Roseto (secondi classificati) avevano presentato ricorso al Tar denunciando, tra le altre cose, una «evidente» difformità tra il giudizio analitico e la votazione numerica dei lavori della vincitrice, la mancata rispondenza agli obiettivi del capitolato con la presenza di un logo che con l'Abruzzo c'entra ben poco e sembra più adatto alla Sicilia (se non altro per la presenza dell'Etna e delle arance).
La Regione ha replicato al ricorso con una memoria e il collegio si è «limitato alla rilevazione di vizi macroscopici, quali la illogicità manifesta». Per i giudici «non si rinvengono vizi logici nell’attribuzione di un punteggio inferiore al massimo allorchè l’elemento portante della proposta (il claim) non è oggetto di alcuna valorizzazione nell’ambito del giudizio analitico».
Altra contestazione delle ditte ricorrenti: la commissione non poteva giudicare positivamente il gruppo di lavoro dell’aggiudicataria visto che il curriculum del responsabile di progetto non era esaustivo. Ma per i giudici il dettaglio mancante delle date non è «elemento idoneo ad impedirne la valutazione».
«L’accoglimento del motivo sarebbe in grado di soddisfare l’interesse del raggruppamento ricorrente», si legge ancora nella sentenza, «nel solo caso in cui al giudizio analitico corrispondesse un punteggio pari a zero. Non sarebbe infatti sufficiente ad alterare l’ordine della graduatoria nemmeno la valutazione di “mediocre” (5 punti), visto che la decurtazione di 10 punti lascerebbe comunque la contro interessata (Pomilio, ndr) al primo posto, sia pure con soli 0,45 punti di scarto sul secondo».