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Trasporti locali, Ruffini (Pd): «la riforma non si farà»

Per il consigliere regionale «hanno vinto i conservatori»

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Trasporti locali, Ruffini (Pd): «la riforma non si farà»
ABRUZZO. L’assessore ai Trasporti Giandonato Morra ha lasciato il Pdl per aderire alla Destra di Storace.


Lo ha fatto, ha spiegato lui, «perché non mi ritrovo all’appoggio del Pdl al Governo Monti». La decisione l’ha presa adesso per anticipare le «evoluzioni eterodirette» dei prossimi mesi in vista delle politiche, dalle quali già prende le distanze.
Ma secondo il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini l’addio al Popolo delle Libertà dell’assessore sarebbe legato a diversi malumori e all’impossibilità dello stesso Morra di portare avanti il progetto di riforma del TPL in Abruzzo.
«I nostri timori», dice Ruffini, «erano fondati e si stanno rivelando con tutta la loro drammaticità. La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale è alle prese con divisioni interne e regolamenti di conti che ostacolano la creazione dell’azienda unica dei trasporti. Salvare le poltrone e salvare loro stessi è la priorità, altro che le riforme necessarie per i cittadini abruzzesi. Il colpevole di questa situazione è in primis il Presidente Chiodi che ha lasciato solo Morra e non l’ha sostenuto con forza all’interno della maggioranza».
Ruffini ricorda inoltre che la maggioranza si appresta a fare la nomina del quinto componente del consiglio di amministrazione dell'Arpa. Ieri il Cda è saltato a causa dell’assenza del delegato della Regione (Carla Mannetti) che ha inviato una giustificazione per malattia.

La nuova nomina viene definita dal Pd «una vergogna che fa inorridire tutti i cittadini abruzzesi alle prese con la crisi economica» ma anche «l’ennesimo segnale che questa maggioranza non vuole la riforma dei trasporti».
«Dove sono finite tutte le promesse di Chiodi e di Morra sull’azienda unica approvate con leggi regionali e risoluzioni del consiglio regionale?», chiede Ruffini. «I cda non sono diminuiti, anzi sono rimasti tutti e tre e la maggioranza si appresta a “coprire” tutte le caselle».
E ciò che fa più discutere è che mentre si nomina il nuovo componente dell’Arpa, una società inglobata dalla stessa (la Cerella Trasporti è controllata per l’85% da Arpa) annuncia il licenziamento di 7 dipendenti.
«Ma la cosa è ancora più grottesca», continua Ruffini, «se si pensa che l’Arpa sta prevedendo l’assunzione di nuovi autisti attraverso agenzie interinali».