IL CASO

A Gissi un “Ospedale di Comunità" che «non poteva essere realizzato»

La denuncia di Giuseppe Forte: «Chiodi e Zavattaro si dimettano»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2537

Giuseppe Forte

Giuseppe Forte

GISSI. Un ospedale non contemplato e che non si sarebbe dovuto mai aprire.

A sostenere questa tesi è oggi Giuseppe Forte, presidente del Consiglio Comunale di Vasto, il quale è venuto a conoscenza che il cosiddetto “Ospedale di Comunità di Gissi” non si sarebbe mai potuto realizzare ed attivare.
«Ho notizia – dice Forte – che lo scorso 23 novembre il dirigente del Servizio Direzione Politiche della Salute della Regione Abruzzo, Rossano Di Luzio, ha inviato una nota a Chiodi e al sub Commissario Giuseppe Zuccatelli e ad altri».
Cosa c’è scritto in questa nota? «Di Luzio», spiega Forte, «sostiene che non essendo gli ospedali di comunità contemplati in alcun atto di programmazione regionale, la stessa non è, allo stato
procedibile».
«Una notizia clamorosa – prosegue il presidente Giuseppe Forte – che non può passare in secondo piano».
«Il presidente Gianni Chiodi, commissario ad acta alla Sanità, il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, ed alcuni dirigenti della Regione dovrebbero avere il buon gusto di farsi da parte, di dimettersi immediatamente dai loro incarichi», tuona Forte.
Nel momento in cui veniva ideato quel tipo di Sanità per la riconversione dell’Ospedale di Gissi ci si era sbizzarriti nell’esaltare quel nuovo servizio con comunicati stampa e perfino con una cerimonia di inaugurazione alla quale aveva partecipato lo stesso Chiodi. 


Ora ci si rende conto che l’”Ospedale di Comunità” non è contemplato in nessun atto di programmazione regionale.
Ed in effeti proprio un comunicato dello scorso mese di luglio si parlava di «un modello di assistenza inedito, che assume una dimensione ibrida mettendo insieme caratteristiche differenti. Nasce con queste caratteristiche l’ospedale di comunità, la nuova formula adottata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti che sceglie Gissi per ripartire dal territorio con una proposta assistenziale mai sperimentata prima in provincia di Chieti, e destinata a pazienti affetti da patologie croniche».
In sostanza l’ospedale di comunità è la struttura «dedicata a malati che pur non necessitando di un ricovero in ospedale per vari motivi, non possono vedere risolto il loro problema di salute in ambito domiciliare».
Secondo le intenzioni della Regione dovrebbe trattarsi di «un luogo di cura intermedio, adatto a gestire per un periodo di tempo limitato processi di riabilitazione e terapie programmate in ambiente protetto. Pur avendo la struttura una connotazione tutta sanitaria, non trascura la ricaduta sociale delle patologie croniche, gravose per i malati e impegnative per i famigliari, ai quali può risultare di sicuro giovamento un periodo di sollievo dal carico assistenziale».
Nel Presidio territoriale di assistenza di Gissi sono stati attivati i primi 10 posti letto (su un totale di 18) riservati ai pazienti accolti presso l’ospedale di comunità, «la cui responsabilità clinica è affidata ai medici di medicina generale», questi medici oltre ad avanzare «la proposta di ricovero per un proprio assistito, ne seguono il piano terapeutico, gestito in collaborazione con i medici della continuità assistenziale presenti nella struttura nelle 24 ore, e quindi pronti a intervenire in caso di emergenza. La parte assistenziale, invece, è a cura degli infermieri, la cui presenza è garantita ugualmente giorno e notte».


«Per la nostra Azienda è tempo di investire sulla medicina del territorio», aveva detto allora il Direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro, «partendo da un modello di assistenza che permette di dare alle patologie croniche e degenerative una risposta improntata a efficacia ed efficienza. La cura della popolazione anziana, in particolare, deve passare per nuove tipologie di servizi che modificano alcune logiche assistenziali, e l’ospedale di comunità va proprio in questa direzione: configura una struttura in grado di fornire risposte di tipo sanitario appropriate e alternative ai regimi impropri. Guardiamo con fiducia e grandi aspettative a quest’esperienza che in Abruzzo non è ancora molto diffusa, e che abbiamo potuto realizzare grazie all’intesa raggiunta con i medici di medicina generale e quelli della continuità assistenziale, che hanno mostrato grande disponibilità e spirito di collaborazione, e all’impegno del Direttore del Distretto, Fiore Di Giovanni».
«Qui si continua a scherzare con la salute dei cittadini e soprattutto con i servizi che ad essi devono essere assicurati. Mi chiedo», dice oggi Giuseppe Forte, «quanta è costata tutta quella operazione? Chi pagherà il danno erariale arrecato? Che fine faranno i malati assistiti all’interno dell’Ospedale di Gissi? Voglio augurarmi che qualcuno intervenga per fare piena luce e chiarezza su questa sconcertante vicenda che suona, ancora una volta, come una beffa per i cittadini del Comprensorio del Vastese».