TRASPARENZA INVISIBILE

«Il presidente della Fira non può negare i documenti ai consiglieri»

L’ufficio legale della Regione chiarisce che… la trasparenza non è un’opinione

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Micucci

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ABRUZZO. La Fira deve essere un "palazzo di vetro"... tra l'altro costruito da poco.
Non c'è verso e non c'è alternativa: la posizione -peraltro oggi più scomoda- del presidente della Fira, Rocco Micucci, di pretendere di non essere controllato da chi per mandato e per legge ha l'obbligo ed il diritto di farlo è più che insostenibile. Lo è sempre stato ma ora arriva il parere ufficiale della massima autorità in materia della Regione che per compiti e specializzazione è chiamato a dirimere controversie giuridiche ben più complicate di questa.
In una audizione ormai di molti mesi fa il presidente della Fira, Rocco Micucci, si era rifiutato di consegnare tutti i documenti che alcuni consiglieri regionali gli avevano chiesto più volte ed in più forme. L'opacità ed il mancato controllo evidentemente non sono pratiche che possano trovare sostegno giuridico nell'attuale sistema legislativo (democratico).
Di fatto da quando si è avviato il nuovo corso (ormai dal 2008) la Fira non è mai stata controllata dalla Regione di cui è ente strumentale nonostante il fatto che gestisca centinaia di milioni di euro di finanziamenti e conceda appalti senza alcuna trasparenza e per le stesse ragioni sul sito non pubblica nessun atto. Una situazione incredibile se si pensa che altre società, magari spa, a totale capitale pubblico non solo in Italia ma persino in Abruzzo si comportano diversamente. Come si spiega che la legge sia la stessa e la condotta diversa?

«Circa quattro mesi fa», ha spiegato Cesare D’Alessandro (Idv), «inascoltati da Chiodi e Castiglione, chiedevamo se “la Regione può mantenere in piedi una Società che, nei fatti, sfugge a qualsiasi vigilanza da parte dell’Ente che pur la finanzia con fondi pubblici, considerato che a garantire l’adeguato controllo dovrebbe essere, in quanto rappresentante della Regione eletto presidente in seno al Cda, per l’appunto il sig. Micucci”».
Oggi, a riscontro di una richiesta di parere presentata dalla Commissione di Vigilanza, l’Ufficio legislativo regionale afferma che non possono «trovare giustificazione le limitazioni al diritto dei consiglieri regionali di accedere agli atti e ai documenti della società e di acquisire dalla stessa tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato consiliare».
Un cartellino rosso per Micucci che peraltro ha goduto del sostegno della giunta regionale (che lo ha nominato) che con il suo silenzio ha di fatto acconsentito a questa vicenda che non può essere considerata decorosa per le istituzioni pubbliche.
«Il parere» aggiunge D’Alessandro, «è un bel calcio alle pretese senza fondamento di chi avrebbe voluto gestire la Finanziaria regionale, pagata con i soldi di tutti, senza renderne conto ai cittadini.
«Adesso – senza ‘se’ e senza ‘ma’ – Micucci deve fornirci, tutte e subito, le carte richieste.
In caso contrario, se Chiodi non vorrà essere complice di un atteggiamento assunto in violazione delle leggi e dello Statuto regionale, sarà obbligato a revocarne la nomina con effetto immediato».

Il neo-dottore Rocco Micucci, oltre ad essere presidente Fira percepisce un compenso aggiuntivo di circa 20mila euro l’anno per lo «svolgimento ‘di fatto’ di alcune non meglio precisate funzioni».

Ufficio Legislativo - Parere Su Accesso Agli Atti Della FIRA