LAVORO E INDUSTRIA

700 esuberi alla Micron, Chiodi chiama il ministro Passera

Maretta in casa Pdl: Di Bastiano contro Castiglione e Gatti

Redazione Pdn

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700 esuberi alla Micron, Chiodi chiama il ministro Passera

Gianni Chiodi

L’AQUILA. Il giorno dopo la tragica notizia dei 700 esuberi la Regione passa al contrattacco.

Questa mattina il presidente della Regione, Gianni Chiodi ha parlato con il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, per fissare un incontro urgente che si terrà nei prossimi giorni per chiedere al Governo ogni sforzo al fine di scongiurare una crisi più profonda per la multinazionale americana. «In questi mesi - ha spiegato Chiodi - abbiamo seguito da vicino la vertenza Micron ed oggi la Regione intende mettere in campo, da subito, ogni azione che possa evitare effetti più gravi».
Per Chiodi occorre offrire una prospettiva industriale al sito di Avezzano dal momento che si tratta di una realtà produttiva di primaria importanza, «un'eccellenza riconosciuta e un asse portante della filiera produttiva abruzzese per la quale si avverte l'esigenza di preservare l'elevato livello delle produzioni e di superare le molteplici difficoltà che attualmente compromettono la prosecuzione dell'attività ai medesimi livelli».
Il presidente ha annunciato che chiederà al Governo un impegno «forte in questa direzione e la Regione sarà in prima linea anche e soprattutto in difesa dei posti di lavoro». «L’imperdonabile colpa della Micron è di non avere sede legale a Teramo o a Pescara, altrimenti avremmo assistito a ben altra mobilitazione a difesa di tale stabilimento», commenta Walter Di Bastiano, consigliere regionale del PdL.
A Di Bastiano l’assenza della Regione e in particolar modo degli assessori regionali competenti Paolo Gatti e Alfredo Castiglione al tavolo romano per discutere del “caso Micron” non è proprio andata giù.
«Non posso nascondere l’amarezza – continua Di Bastiano – per l’assenza di assessori di solito solerti a difendere realtà economiche del loro territorio certamente rispettabili ma infinitamente meno importanti del secondo insediamento industriale d’Abruzzo. Un’assenza ingiustificata e ingiustificabile, perché non potevano esserci impegni più importanti di quello richiesto a Roma per scongiurare un’ipotesi, la chiusura della Micron, che avrebbe effetti devastanti per l’economia marsicana e dirompenti anche per l’intera economia abruzzese».
Di Bastiano chiede un vertice di maggioranza immediato che ribadisca l’emergenza Micron «quale priorità politica principale nell’agenda politica del governo regionale e che metta immediatamente a punto le iniziative necessarie a rilanciare la Micron e a salvaguardare i posti di lavoro minacciati dagli annunciati settecento esuberi. Ansie elettorali e legittime ambizioni dei singoli possono aspettare».