DISORDINE SUL RIORDINO

Provincia Teramo, Catarra: «se non si cambia il sistema è al dissesto»

Catarra: «il riordino è pura demagogia»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

997

Provincia Teramo, Catarra: «se non si cambia il sistema è al dissesto»

Valter Catarra

TERAMO. «In tre anni abbiamo immesso sul territorio 39 milioni di euro in meno soldi che sono stati sottratti all’economia locale non certo ai dipendenti pubblici della Provincia».

Soldi spesi fra investimenti infrastrutturali e interventi a supporto delle imprese, delle associazioni e dei singoli cittadini.
Questo il primo dato fornito dall’assessore al Bilancio, Davide Calcedonio Di Giacinto, ieri mattina quando in conferenza stampa insieme al presidente Valter Catarra ha rappresentato la situazione delle casse dell’ente, una situazione comune alla maggioranza delle Province italiane.
Stando alle cifre dell’Upi – che in questi giorni ha incontrato il presidente della la Corte dei Conti, Luigi Giampaolino - solo 21 saranno in grado di chiudere il bilancio 2013. Sono gli effetti dei numerosi provvedimenti dello Stato centrale che ha significativamente tagliato i trasferimenti agli enti locali e alle Province in particolar modo. L’Upi, con il suo ufficio studi, sta monitorando il reale impatto che i tagli stanno producendo sui bilanci e c’è molto alllarme sulla legge di stabilità 2013.

«Il provvedimento di riordino delle Province è pura demagogia, gli enti locali, di fatto, sono già stati commissariati, visto che non possono decidere nulla dell’azione amministrativa e sono costretti a fare i tecnici: tagliare» ha affermato il presidente Catarra che ha aggiunto: «sono fra quelli che hanno chiesto al proprio partito di staccare la spina al Governo Monti e insieme ad altre Province stiamo valutando se, anche nel caso di questi tagli operati in grave pregiudizio delle comunità locali, vi sia la possibilità di un ricorso per le vie amministrative».

E la Provincia di Teramo, per l’assestamento di bilancio che ha portato in Consiglio ieri sera, è «stata costretta ad azzerare tutti i capitoli di spesa che non hanno già un impegno o un vincolo a monte» ha spiegato ancora Di Giacinto. Nel 2012 i tagli dei trasferimenti sono arrivati a 7 milioni e mezzo nel 2013 il Governo Monti ha già comunicato un altro taglio per 1 milione e 800 mila euro.

«Se la situazione rimane questa non chiuderemo il bilancio 2013 ma soprattutto sono a rischio gli interventi sulla manutenzione stradale e quella sugli edifici scolastici, i finanziamenti alle istituzioni culturali, il Braga, la Riccitelli, il Centro Ceramico Castellano, il Teatro stabile».
Di Giacinto ha poi sottolineato quelle che secondo lui sono le incongruenze più evidenti del Governo: «Da una parte ci sono i provvedimenti che impongono di pagare entro 30 giorni i fornitori, dall’altra, con il Patto di Stabilità e pur con i soldi in cassa, ci è vietato saldare i conti alle ditte. E’ una situazione imbarazzante».

Infine, ha chiosato il presidente: «una cattiva campagna politica e di stampa ha fatto credere agli italiani che in questo modo si risparmia sulla spesa improduttiva; ma quelli che non ci sono più sono i servizi».