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Regione Abruzzo, 21 posti per dipendenti pubblici esterni. E gli altri scalpitano

Perché non utilizzare il personale degli enti strumentali soppressi?

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Federica Carpineta

Federica Carpineta

ABRUZZO. Nuovi concorsi in Regione per coprire 21 posti.

Lo ha deciso la giunta regionale il 19 novembre scorso per «sopperire alla carenza di organico»: cerca 8 amministrativi, 2 economisti, 3 tecnici, 1 per il sistema informatici, 4 esperti amministrativi, 1 esperto tecnico e 2 avvocati.
Nonostante la Regione debba collocare fra le varie strutture interne il numeroso personale derivante dagli enti soppressi (come ad esempio Arssa, Aptr o Abruzzo Lavoro) ha deciso però di attingere altrove. Per questo la procedura è aperta al personale in posizione di comando proveniente da altri enti, di categoria D1 e D3, escludendo, tra l'altro, quello di altre categorie anch'esse in posizione di comando.
Malumori tra chi da tempo aspetta di conoscere la propri sorte lavorativa dopo la chiusura degli enti strumentali e si domanda come mai non si sia andati a pescare proprio da quel gruzzolo di dipendenti desideroso di mettersi nuovamente in moto.
I sindacati hanno trovato un accordo con la Regione mentre c’è chi garantisce di riuscire a ‘prevedere’ tutti i nomi dei vincitori «ben sponsorizzati».
E la domanda da giorni è sempre la stessa: se già ci sono persone con categoria D1 e D3 nell'organico (quelle degli entri soppressi) perché si vanno a cercare altrove altre 21 persone che comporteranno un aggiuntivo che si sarebbe potuto evitare?
Nella stessa delibera sempre la Regione spiega che proprio a causa del personale da riorganizzare a seguito della soppressione di Arssa, Arta e Aptr non procederà più ad ulteriori attivazioni di comandi.
Nelle scorse settimane, quando le nuovi assunzioni erano solo nell’aria e non concretizzate da una delibera di giunta, il consigliere regionale dell’Idv Carlo Costantini chiese spiegazioni e definì la Regione «un carrozzone improduttivo con migliaia di dipendenti in parte sfaticati ed in parte impossibilitati a rendere adeguatamente le proprie prestazioni lavorative».
Proprio Costantini chiese se non fosse il caso di fare prima una radicale riorganizzazione dell'azienda e solo dopo, e solo se strettamente necessario, considerate le difficoltà finanziarie del momento, il ricorso ad altre assunzioni.
L’assessore Carpineta spiegò che si stava semplicemente ottemperando alle precise richieste venute dal tavolo di monitoraggio sulla sanità e, in particolare, dal sub commissario, finalizzate a garantire attività essenziali di quella Direzione Regionale. «I costi», aggiunse, «non aumentano perché sono quelli già sostenuti».