Parco Costa Teatina, Febbo contro il Ministero: «serve un altro anno di tempo»

Bocciata la risoluzione presentata da Acerbo (Rifondazione). La riqualificazione non parte

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ABRUZZO. Sul Parco della Costa teatina i nodi vengono al pettine ma si preferisce rinviare e prendere tempo.
La risoluzione presentata dal consigliere Maurizio Acerbo è stata bocciata. Un'altra risoluzione, presentata questa mattina da Mauro Febbo e sostenuta da tutto il Pdl, doveva essere discussa in fondo al consiglio ma il numero legale nel frattempo è venuto a mancare e la risoluzione sarà votata alla prossima convocazione. In un primo momento il presidete del consiglio Nazario Pagano aveva chiesto di riunire le due risoluzioni ma il consigliere Acrbo si è rifiutato.

A confondere le acque alcuni comunicati diramati da Febbo e dall'ufficio stampa della giunta regionale che davano già per approvata la risoluzione di Febbo.

Sulla pagina Facebook Acerbo riferisce la parole di Mauro Febbo pronunciate pochi minuti fa: «con questa maggioranza il parco non si farà mai!»

«Mi pare evidente che l'assessore Febbo», commenta Acerbo, «vuole che tutte le lobbies contrarie al Parco lo sostengano. Dobbiamo prendere atto che tutto il centrodestra, visto che nessun consigliere nemmeno della Provincia di Chieti ha dissentito, è compatto sulla posizione di boicottaggio del Parco portata avanti dall'assessore Mauro Febbo. Una grande occasione di valorizzazione del nostro territorio continua a essere persa grazie a una classe dirigente inadeguata in primo luogo sul piano culturale. Ma non possiamo tacere la nostra convinzione che dietro al boicottaggio al Parco c'è la volontà politica di proseguire con lottizzazioni e cementificazioni».

Il tentativo della risoluzione presentata da Rifondazione (sottoscritta anche dal consigliere dei Verdi Walter Caporale) era quello di costringere il presidente Chiodi e la sua maggioranza a dire una parola chiara sulla costituzione del Parco e chiarire il «boicottaggio portato avanti dall’assessore Mauro Febbo».
Nel frattempo è intervenuta la bocciatura da parte del Ministero sulla procedura adottata circa la perimetrazione “a isole” proposta dall’assessore Febbo.
Al di là dei tecnicismi e dei linguaggi burocratici il tema del contendere è in definitiva decidere quali aree dei diversi territori comunali includere dentro il parco tenendo presente che quelle aree, in quanto protette, presenteranno vincoli stringenti e dunque verranno sottratte a speculazioni di vario genere.
Vista la bocciatura del ministero e la pronuncia eterogenea delle varie amministrazioni comunali, Febbo ritiene oggi opportuno «chiedere ancora un anno di tempo per lavorare con l’ausilio di un Tavolo Tecnico per arrivare ad una eventuale proposta definitiva di perimetrazione tenendo conto di tutti gli attori e di tutte le istanze del territorio. La valorizzazione di una parte di territorio è innanzitutto partecipazione - conclude Febbo - oltre ad essere conservazione degli ecosistemi di pregio e incentivazione per concreti modelli di sostenibilità. La proroga serve a offrire un’importante occasione di recupero per i soggetti titolati e rientrare con i tempi nella procedura ordinaria evitando confusione e pasticci burocratici».
«Sono venuto ad assistere al Consiglio regionale anche perché Febbo è più di un anno che non ci tiene informati», dice Andrea Natale (PRC), assessore all’Ambiente del Comune di Fossacesia, «la risoluzione di Acerbo è stata bocciata: E’ chiara la volontà della maggioranza in Regione Abruzzo, prendere tempo! Chiedere una proroga ulteriore e nominare un altro “Tavolo tecnico”, come si propone Febbo con la risoluzione che a presentato prima del Consiglio, vuol dire rimandare una scelta che non si vuole prendere, per ignoranza, per interesse o per mancanza di coraggio».


«L’idea di Parco di cui parla Febbo – continua Natale - non ha le gambe per camminare, e gli è stato detto da più fronti, per ultimo dal Ministero dell’Ambiente. Anche se a noi Comuni non lo ha ancora comunicato. Purtroppo l’abbiamo dovuto apprendere dalla stampa. Gli strumenti per gestire in chiave moderna e necessaria un Parco Nazionale in ambito costiero esistono – afferma l’Assessore Natale - li indicano lo IUCN e la Unione Europea. Seguendo questi indirizzi e affidandosi a tecnici di comprovata esperienza all’interno del futuro Ente Parco si può gestire la Costa dei Trabocchi senza “ingessarla”, come invece teme Febbo e di chi è contrario al Parco. Ma questa paura nasce appunto dalla non conoscenza di queste linee guida o nasconde altri interessi».
Nel frattempo il tempo passa, le risorse stanziate dal Ministero dell’Ambiente vengono perse, e secondo Rifondazione la cifra in pericolo è vicina ai 2mln di euro.
La risoluzione del Pdl che sarà discussa al prossimo consiglio regionale invece prescrive «lo slittamento di un anno, al 31/12/2013, della conclusione del procedimento dell’istituzione del Parco della Costa Teatina; l’istituzione di un Tavolo prettamente tecnico composto da professionisti della Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni ricadenti sulla fascia interessata al fine di coadiuvare e affiancare il Tavolo di coordinamento affinché si arrivi ad una definitiva e concreta proposta da sottoporre al Ministero dell’Ambiente da integrare, soprattutto, al Progetto Territoriale della Costa dei Trabocchi già avviato e finanziato con fondi FAS»
Il Parco può attendere e nel frattempo tutto può accadere.