MISTERI SIDERALI

La Selex cita in giudizio la Regione Abruzzo: vuole 29 mln di euro

La società di Finmeccanica è socià di Abruzzo Engineering che è in liquidazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

15694

GIANNI CHIODI

GIANNI CHIODI

ABRUZZO. Pian piano i nodi vengono al pettine ma le imprese si muovono più velocemente delle inchieste penali che invece sono pachiderma che non si schiodano.
Così trapela -dopo mesi di tensioni- che la Selex Service Management vuole 29 mln di euro dalla Regione Abruzzo perché sarebbe quest’ultima la causa della crisi di Abruzzo Engineering, società partecipata appunto dalla Regione Abruzzo e da Selex tra gli altri. Una crisi indotta poiché c’è un piano industriale non rispettato e commesse non girate più direttamente che avrebbero fatto colare a picco la società partecipata che ha anche lavorato per la ricostruzione.
Il contenzioso è emerso nel corso di recenti incontri tra il collegio dei liquidatori, guidati dal presidente Di Ae, Francesco Carli ed alcuni politici regionali.
Secondo il capogruppo regionale Pd, Camillo D'Alessandro, la situazione emersa dalle spiegazioni dei tecnici è diversa da quella illustrata dal presidente Chiodi.
Per Finmeccanica, la Regione è inadempiente perché non ha attuato le attività previste nel piano industriale approvato nel 2009, per questo vi sarebbero state perdite negli esercizi 2009 e 2010. Abruzzo Engineering, nata nel 2007 per iniziativa dell'allora presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, con l'obiettivo di abbattere il digital divide in Abruzzo, occupa circa 200 persone, di cui metà in cassa integrazione, le altre impiegate in commesse sul terremoto da Comune e Provincia dell'Aquila (quest'ultima detiene il 10% del pacchetto azionario). Dopo l'arresto, nel 2008, di Del Turco e dell'ex presidente di Abruzzo Engineering, Lamberto Quarta, anche la Spa é stata oggetto di inchieste della magistratura.
Se nella “gestione Quarta” la società mista veniva dipinta come fiorente o particolarmente attiva, dopo gli arresti, nel giro di pochi mesi, la società è entrata in crisi. In un famoso consiglio straordinario Chiodi pronunciò parole di fuoco per descrivere i rapporti tra Abruzzo Engineering e la Selex parlando apertamente di sospetta truffa ai danni della Regione.

Chiodi si espresse chiaramente nel settembre 2010 in Consiglio regionale su Ae ed il suo personale: «una struttura dirigenziale manageriale da far rivoltare i cadaveri nelle tombe» per i suoi costi, «una società nata molto male con finalità assistenziali per il recupero di una serie di lavoratori socialmente utili, con apporto finanziario del governo e regione». Però «dopo questo nobile scopo la società si è trasformata in una struttura funzionale alla politica, sono state fatte assunzioni strumentali con soldi pubblici». Questo il panorama generale che ha anche visto un passaggio repentino da 100 a 200 dipendenti «senza nessuna necessità e finalità, quelle si sono create dopo».
Insomma per Chiodi Abruzzo Engineering è «un buco nero vero e proprio».
In quel Consiglio regionale si votò anche per la costituzione di una commissione di inchiesta che a quanto se ne sa non si è mai costituita né riunita e soprattutto non ha mai prodotto alcun documento in grado di far conoscere cosa sia davvero accaduto.
Su Abruzzo Engineering pendono ancora alcune inchieste alla procura de L’Aquila da diversi anni con sospetti di tangenti e fondi neri mentre altre lambiscono solo di striscio parte dell’operato della società nell’ambito del progetto Sistri.

Nel frattempo Chiodi ha decretato la messa in liquidazione della società mentre l’Europa ha bloccato gli affidamenti diretti della regione a Abruzzo Engineering. Negli anni di maggiore floridezza la Regione girò direttamene senza appalti commesse per una cifra che supera abbondantemente i 500 milioni di euro ad Ae che tuttavia non aveva competenze e strutture tali da poter espletare i progetti che venivano girati direttamente a Selex, socia nella società mista.   Tra le altre cose (ma è dettaglio che non ha mai interessato nessuno) molti dei progetti faraonici pagati non sono mai stati realizzati o sono risultati carenti o addirittura di scarsissima utilità pubblica come ampiamente documentato in una serie di inchieste di PrimaDaNoi.it sulla grande beffa tecnologica.
Sempre il governatore Chiodi incaricò, tra le polemiche, il suo socio di studio Carmine Tancredi per controllare i conti della società. La relazione del consulente non è stata mai resa pubblica e pare che nessun consigliere regionale l’abbia mai vista.

AUDIO 1. CHIODI, DIPENDENTI E CLIENTELISMO. 

AUDIO 2. CHIODI, E' IN HOUSE O NON E' IN HOUSE?

 AUDIO 3: CHIODI, TRE CASI CHE SEMBRANO TRUFFE...


CHIODI ED IL BUCO DA 26 MLN. STORNELLI:«COLPA DELLA REGIONE»
E Sabatino Stornelli ha spiegato in una recente audizione nella commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti anche i rapporti tra Regione, Selex ed Abruzzo Engineering attribuendo le colpe del buco milionario di A.E. solo ed esclusivamente alla Regione.
«Uno degli obiettivi di A.E.», ha detto Stornelli, «è quello di realizzare queste infrastrutture nell'ambito dell’informatica applicativa, con particolare attenzione all'ambiente e alla protezione civile, attraverso i fondi che venivano dai Por regionali dai Docup, Cipe, Por Fers, Asse III 1.1. Tutti fondi europei per intenderci».
«A un dato momento, però», ha spiegato Stornelli, «queste attività, con l'avvento del presidente Chiodi, hanno subìto difficoltà, con ritardi nei collaudi e altre attività che non arrivavano e, quindi, noi abbiamo cercato di dare una mano alla struttura durante questi periodi di buco. È successo poi anche il terremoto, che ha ritardato ulteriormente questo periodo e noi non abbiamo creato problemi, perché sapevamo che c'era una situazione disastrosa. È passato altro tempo a causa di questo tema. Dopodiché, le attività del piano non andavano avanti. Noi avevamo contribuito, ma da parte della Regione non arrivava nulla, ragion per cui io chiesi o la ricapitalizzazione, dal momento che eravamo già in debito di 26 milioni, oppure la liquidazione. È la Regione, non la Provincia, a essere responsabile che non ha mantenuto i suoi contratti».

Ora dopo tre anni di silenzio per Chiodi forse è arrivato il momento di tornare a parlare di quel «buco nero» sempre che la Regione Abruzzo voglia far valere le sue ragioni e giustificare il netto cambio di rotta (interrompendo appunto gli affidamenti diretti sanzionati).
Per alcune vicende che negli anni abbiamo raccontato, PrimaDaNoi.it è stato querelato da Sabatino Stornelli (ex Ad di Selex Se.ma finito agli arresti domiciliari per l’inchiesta sul “Gruppo Stati” ) e dall’attuale collegio dei liquidatori e dal presidente Francesco Carli. Da anni i processi sono in corso.

a.b.