QUESTA E' L'ITALIA

Conciliazione obbligatoria: è incostituzionale ma oggi si richiede l'Iva sull’importo già versato

Migliaia di bollettini spediti in tutta Italia su input del Ministero

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Angelino Alfano

Angelino Alfano

ABRUZZO. Questa potrebbe essere una delle storie esemplari per far capire ad uno che proprio non conosce l’Italia che tipo di Paese è il nostro.

Le camere di conciliazione e gli organismi che per quasi due anni hanno svolto la conciliazione obbligatoria stano inviando bollettini di pagamento per richiedere l’Iva sugli importi già pagati. Una tassa su un servizio vessatorio, dichiarato per giunta anticostituzionale.
Nel 2010 la mediazione obbligatoria fu voluta dal Pdl e dal ministro Angelino Alfano e dalla sua maggioranza. Prevedeva che per molte delle cause giudiziarie si dovesse prima esperire obbligatoriamente la mediazione, cioè un tentativo -spesso inutile- di mettersi d’accordo tra le parti e così evitare di oberare il sistema giudiziario di nuovi procedimenti.
Un obbligo più che vessatorio ma di fatto largamente inutile poiché in minima parte i contendenti si sono messi d’accordo (la media nazionale parla del 30%) sconfessando con i numeri lo scopo che la legge voleva raggiungere. Tra le altre cose il costo esoso era stabilito su tabelle ministeriali che a scaglione decidevano quanto le parti dovevano pagare per il servizio.
Lo scaglione tuttavia era deciso unilateralmente dall’attore (cioè chi chiamava in giudizio) che chiedeva la cifra per il rimborso del presunto danno subito. Inutile dire che la parcella si doveva pagare anche in caso di mediazione infruttuosa, cioè senza aver raggiunto alcun risultato, dunque servizio inutile, ma sborsando cifre anche ingenti (anche più di 2mila euro).
Per via di interpretazioni non sempre univoche questa spesa per la mediazione non è stata tassata dell’Iva.
Lo scorso 24 ottobre la Corte Costituzionale, pronunciandosi su un ricorso attesissimo, ha dichiarato la mediazione obbligatoria incostituzionale ed in contrasto con alcune norme alla base del nostro diritto.
Dunque la mediazione continua ad esistere ma non è più obbligatoria e condizione di procedibilità: chi vuole la fa altrimenti si procede come sempre.
La burocrazia che spesso ha logiche imperscrutabili, oltre che tempi biblici, però, riserva in questi giorni delle sorprese per quelle migliaia di persone già “cornute e mazziate” che loro malgrado sono incappate in un meccanismo incostituzionale.
Infatti oltre ad aver già pagato il servizio, oggi abolito, ora devono sganciare anche l’Iva su quel servizio. Un risoluzione ministeriale (del 29 novembre 2011 – cioè un anno fa) ha stabilito che l’Agenzia delle entrate deve richiedere l’Iva a tutti gli organi di mediazione costituiti dagli Ordini Forensi.
Insomma la mediazione obbligatoria era vessatoria e anticostituzionale, chi ha pagato le cifre ha di fatto sborsato cifre che in un Paese normale non avrebbe mai dovuto pagare e nonostante tutto arriva oggi anche la tassa (Iva) legittima (?) su un servizio illegittimo.
Anche così i cittadini contribuiscono a pagare gli errori dei politici.