LA MANIFESTAZIONE

Scuola, Cobas confermano sciopero sabato

Profumo: «Protesta sia pacifica. Noi non responsabili del ddl Aprea»

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Francesco Profumo

Francesco Profumo

ROMA.   I Cobas confermano lo sciopero di sabato 24 novembre.

I sindacati della scuola, fatta eccezione per la Flc-Cgil, hanno deciso di sospendere lo sciopero della scuola indetto per sabato, 24 novembre. La decisione e' stata presa dopo l'incontro avuto ieri con il Governo per sciogliere il nodo del pagamento degli scatti stipendiali per il personale del settore. La questione era il principale motivo all'origine dello sciopero e della manifestazione. Per il governo presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà e i ministri Grilli, Patroni Griffi e Profumo.
 Alla luce della nuova situazione i Cobas propongono alla Cgil e agli studenti di organizzare, oltre alle manifestazioni a Roma, anche iniziative unitarie a livello cittadino «per invertire radicalmente la rotta governativa che porta all'immiserimento continuo della scuola e alla sua completa dequalificazione». Secondo il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, la revoca dello sciopero da parte di Cisl, Uil, Snals e Gilda «dimostra che questi sindacati non avevano mai pensato sul serio di condurre una lotta contro la politica scolastica del governo».
E' vero che il governo per cercare di placare la protesta, ha fatto marcia indietro sull' aumento dell' orario per i docenti, ma «di certo - afferma Bernocchi - il movimento di protesta non può fermarsi qui, perché: la legge di in-stabilità prevede comunque altri tagli di finanziamenti, posti di lavoro, istituti e classi, mentre continua il generoso finanziamento della scuola privata (223 milioni ad essa nella legge); permane il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, forse fino al 2016; l'accordo raggiunto oggi non sblocca affatto gli scatti ma ne compensa, data l'esiguità della somma stanziata, solo una piccola parte, per un anno, e per giunta imponendo l'accettazione dell'accordo sulla produttività firmato a livello nazionale e per tutte le categorie da Cisl e Uil, che impone il legame tra aumenti salariali di qualsiasi tipo e 'produttivita''; prosegue l'espulsione dei precari, per i quali è confermato il concorsaccio, così come la deportazione degli 'inidonei' e il conseguente licenziamento di migliaia di Ata precari, la mancata assunzione in ruolo dei collaboratori scolastici e il non-rinnovo del 'salva-precari'; avanza la legge Aprea-Ghizzoni, che mette le scuole nelle mani di Consigli 'di amministrazione' con presenze e finanziamenti di aziende e di privati, abolisce gli organi di democrazia interna, impone la scuola-quiz degli indovinelli Invalsi e lo strapotere dei presidi».

META' ISTITUTI OCCUPATI; PRESIDI: ABBANDONATI DA ISTITUZIONI
 La metà degli studenti italiani è coinvolta in occupazioni o autogestioni. E' quanto emerge da un sondaggio proposto da Skuola.net a circa mille studenti delle scuole superiori. Poco meno della metà degli studenti intervistati si trova alla prese con la sospensione della didattica: in particolare il 25% frequenta una scuola occupata, mentre il 23% dei votanti appartiene a un istituto che è attualmente in autogestione/cogestione. Il 52% dei partecipanti all'indagine dichiara invece che nella propria scuola tutto procede come se nulla fosse.
«Mi auguro che tutte le iniziative di protesta della giornata di sabato si svolgano pacificamente, nel rispetto reciproco», ha detto intanto il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, in una lettera aperta indirizzata a docenti e studenti. L'attuale Governo «non ha nulla a che fare con il ddl 953 detto ddl Aprea», ha aggiunto Profumo.
«Auspico - scrive il ministro - che tutte le forze politiche ascoltino il dissenso e recepiscano modifiche durante la discussione avviata al Senato».

OLTRE MILLE STUDENTI IN CORTEO A LANCIANO
Sono stati oltre mille, fonte del Commissariato, gli studenti lancianesi che oggi hanno manifestato con un corteo per le vie della città. La manifestazione, partita da piazzale Cuonzo e conclusasi in piazza Plebiscito, sotto il Municipio, è stata indetta per protesta contro la politica del Governo Monti sulla scuola in merito al patto di stabilità 2013 e la spending review per reperire fondi.
Da una settimana molte scuole superiori di Lanciano sono in occupazione. In diversi istituti superiori anche i corpi docenti hanno attuato, all'unanimità, forme di protesta, condividendo le azioni non violente, ma intransigenti degli studenti. Gli insegnanti hanno deciso di sospendere l'ora di ricevimento antimeridiana dei genitori, utilizzandola per la correzione dei compiti e la preparazione delle lezioni; quindi la revoca della disponibilità ad effettuare corsi di recupero pomeridiano, il blocco temporaneo dell'organizzazione delle uscite didattiche e visite d'istruzione, tranne quelle prenotate e programmate, il blocco della compilazione della scheda relativa alla prima valutazione intermedia di novembre infine l'astensione dalla correzione delle prove Invalsi.