DISORDINE SUL RIORDINO

Riordino Province, ministro Patroni Griffi apre a modifiche

«Questa è una fase di transizione ma non snaturare il decreto»

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ABRUZZO. «Da parte del Governo c'é una ovvia disponibilità al confronto e ad eventuali modifiche, soprattutto nella fase transitoria, purché resti salva l'impronta del decreto».

Lo ha detto, parlando del decreto che riguarda il riordino delle Province, il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, al termine della Conferenza Unificata.
Sul riordino tutta Italia è in subbuglio. Da Chieti ieri è partito l’annuncio di un ricorso al Tar e alla Corte Costituzionale.
La fase transitoria, ha ammesso il ministro, «é complessa e potrebbe richiedere tempi diversi o diversi soggetti che gestiscono il cambiamento».
«Più difficile - ha aggiunto Patroni Griffi - è poter tenere conto di tutte le istanze a livello locale che rischierebbero di sconvolgere il decreto».
Quanto al problema dei tagli previsti dalla spending review ai danni delle Province, «é un tema che rappresenterò ai colleghi del governo e che attiene all'esercizio delle funzioni. Spero si abbia il coraggio di cambiare - ha concluso il ministro - il nuovo assetto previsto è solo il primo tassello in vista di una riforma più complessiva che spetterà attuare alla nuova legislatura».
Il decreto «contiene una riforma per noi epocale», ha commentato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio riferendosi all'istituzione delle città metropolitane. «Se il principio è dunque assolutamente condivisibile, la stesura del testo in qualche caso è un pasticcio. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti e osservazioni».
Nello specifico, Delrio parla di criticità riferendosi «ai meccanismi elettorali, alla definizione dei confini delle nuove Province e dei Comuni capoluogo».
Intanto oggi il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, nel corso della Conferenza Unificata ha ribadito che nel 2013 il 70% delle Province andrà fuori dal Patto di stabilità e non riuscirà a dare garantire i servizi necessari, a partire dalla scuola e dalla viabilità.
«I servizi erogati dalle Province non avranno la copertura finanziaria», ha spiegato Saitta. «Il presidente della Corte dei Conti ha convenuto sulla nostra analisi».

E sempre oggi una delegazione dell'Upi è stata ricevuta dai capigruppo del Senato Angela Finocchiaro (Pd), Maurizio Gasparri (Pdl), Felice Belisario (Idv). «Sono stati incontri molto soddisfacenti – ha detto Saitta - anche perché a riceverci insieme ai capigruppo abbiamo trovato numerosi senatori. Ci hanno assicurato di avere compreso che l'allarme che abbiamo lanciato sulla possibilità che le Province non abbiano più nemmeno le risorse per pagare le bollette dei riscaldamenti delle scuole non è stato strumentale e non ha nulla a che fare con l'accorpamento previsto dal riordino. Massima attenzione anche alle nostre proposte di modifica sul decreto legge di riordino delle Province - prosegue Saitta - in particolare sulla nostra richiesta di portare gli organi eletti a scadenza naturale, di cancellare la norma che taglia le giunte a partire dal gennaio 2013, di fare chiarezza sulle funzioni delle Province e di prevedere l'elezione diretta dei nuovi organi».