Carceri lager, penalisti in sciopero: «rispettare i diritti umani»

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Carceri lager, penalisti in sciopero: «rispettare i diritti umani»
ABRUZZO. Oggi i penalisti abruzzesi, come i colleghi di tutta Italia, incrociano le braccia (salta così, tra gli altri, anche il processo ‘Sanitopoli’)


L’iniziativa è nata come segno di protesta per l’attuale condizione di degrado di molti istituti penitenziari italiani e per la situazione spesso indecorosa in cui si trovano i detenuti a causa del perdurare delle condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane.
I penalisti sollecitano misure immediate, «modificando il sistema delle pene e rafforzando le misure alternative al carcere; per il rispetto dei diritti umani, che sono inviolabili; per favorire il recupero dei condannati e far diminuire la recidiva».
La Camera Penale dell’Aquila ha organizzato in collaborazione con la Presidenza del Liceo Classico Cotugno un incontro con gli studenti, dal titolo “Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri...Emergenza Carcere”, che si terrà alle ore 11.00 nel plesso scolastico.
Nel corso dell’incontro verrà illustrato agli studenti il concetto di pena e di finalità della pena e, quindi, sarà proiettato il cortometraggio Prigioni d’Italia, realizzato dall’U.C.P.I., film-documentario che evidenzia le condizioni della detenzione oggi in Italia.
Seguirà un dibattito con gli studenti.
Presso il palazzo di Giustizia di Lanciano-Aula Falcone e Borsellino, invece, alle ore 11,00 si terrà un incontro-dibattito-conferenza stampa dal titolo “Carceri e Diritti Umani. Lo stato della detenzione in Italia”.

Interverranno il Presidente del Tribunale di Lanciano Gilda Brindesi, Ciro Riviezzo, il Procuratore della Repubblica di Lanciano Francesco Menditto ed il Comandante della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Lanciano, Nicola Pellicciaro
«Si tratta di un tema delicato, che sicuramente non riscuote l’approvazione di molti cosiddetti “benpensanti”», commentano i penalisti, «ma noi non abbiamo mai inseguito l’applauso facile ed il consenso delle masse: a parte quanto prevede la nostra Costituzione basta ricordare che il detenuto è prima di tutto una persona, e come tale va rispettato nella sua dignità e nel suo decoro. Del resto, già nel 1700 Voltaire affermava che dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese».