NUMERI E MORTE

Morti bianche, in Abruzzo i luoghi di lavoro più a rischio

6 morti ogni 100 mila lavoratori

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EDILIZIA INCIDENTI SUL LAVORO
ABRUZZO. C’è una classifica tristissima dove l’Abruzzo continua a primeggiare.

Quella delle morti sul lavoro. In attesa del rapporto annuale dell’Inail Abruzzo per l’anno 2011, Carmine Tomeo, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista Abruzzo, segnala i dati resi noti dall’Osservatorio di Vega Engineering sui casi di infortunio mortale avvenuti in regione aggiornati al 31 ottobre.

«La nostra regione è quella dove con più frequenza si muore nei luoghi di lavoro», commenta Tomeo. Muoiono nella nostra regione 6 lavoratori ogni centomila occupati. Dati impressionanti che fanno dell’Abruzzo la regione italiana con i luoghi di lavoro più rischiosi. A livello territoriale due province abruzzesi, Pescara e Chieti, occupano posizioni tra le prime dieci nella graduatoria delle province con l’incidenza di mortalità sul lavoro più alta.
Ma purtroppo, nonostante cifre agghiaccianti che l’Abruzzo registra già da molto tempo, quelle morti sul lavoro rimangono nell’ambito della sterile contabilità. «Volendo azzardare un paragone cinico, ma che può rendere immediatamente l’idea della portata del fenomeno», sottolinea Tomeo, «dal 2008 ad oggi sul lavoro sono morti un numero di lavoratori più che triplo dei soldati caduti nello stesso periodo in Afghanistan».
Ma a fronte di morti sul lavoro che si susseguono come se si fosse in guerra, «non si segnalano», protesta Rifondazione, «a livello regionale, né analisi del fenomeno infortunistico che siano esaustive, né provvedimenti di contrasto e di prevenzione delle condizioni di rischio nei luoghi di lavoro».
Tomeo fa notare che il Comitato di coordinamento regionale, la cui costituzione è imposta dalla legge, si è riunito solo quattro volte dal 2008 (anno di costituzione) mentre dovrebbe farlo con cadenza almeno trimestrale; l’organico in forza nella nostra regione con compiti di vigilanza e qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria è di poco più di 40 unità, che dovrebbero controllare ognuno quasi 1.400 aziende.
Rifondazione Comunista presenterà a breve un dettagliato rapporto sul fenomeno infortunistico e delle malattie professionali abruzzesi.