POLITICA

Pescara, aiuti ai pescatori, il Governo: «sarà una strada in salita»

Sottosegretario Catricalà avverte che sarà difficile

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Gianni Letta e Guerino Testa

Gianni Letta e Guerino Testa

PESCARA. Tante le sollecitazioni che il Governo Monti sta ricevendo in questi mesi da tutta Italia, visto il difficile momento storico.


E tra le tante ci sono anche quelle inerenti le difficoltà degli armatori di Pescara a seguito del porto paralizzato e il dragaggio non ancora partito. La richiesta d’aiuto è stata lanciata ma sul risultato c’è da aspettare e, soprattutto, sperare.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, si è messo in contatto ieri sera con il presidente della Provincia di Pescara.
Guerino Testa aveva sollecitato un suo intervento diretto per ciò che riguarda gli aiuti agli operatori portuali, considerato che lo scalo è chiuso dal mese di febbraio.
Ieri la questione è stata al centro di un incontro tra Testa, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il parlamentare dell'Udc Lorenzo Cesa, e una delegazione di armatori e balneatori, i primi preoccupati dalla perdurante chiusura del porto e i secondi dalle conseguenze della direttiva Bolkestein.
La riunione si è tenuta a margine della Convention delle Imprese promossa da Confindustria Abruzzo. Le difficoltà di queste categorie sono state sintetizzate a Letta e Cesa, nella speranza che il grido di allarme partito da Pescara possa essere raccolto dai ministeri competenti, anche grazie all'intercessione del ministro Mario Catania, pure lui presente alla Convention delle imprese.
Catricalà ha spiegato che le sollecitazioni avanzate alla presidenza del Consiglio dei ministri saranno girate al ministero dell'Economia ma non ha nascosto che l'iter della moratoria potrebbe essere tutto in salita, considerate le molteplici situazioni di crisi a cui il Governo deve far fronte in questo particolare momento storico.