VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo, arriva Casini: grandi manovre per una nuova formula politica ed elettorale

Incontro a quattro con Giorgio De Matteis, Paolo Gatti e Nicoletta Verì

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Pierferdinando Casini

Pierferdinando Casini

PESCARA. “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”.

Fa venire in mente la canzone di Gino Paoli il convegno sul welfare organizzato venerdì pomeriggio all’auditorium Petruzzi di Pescara. A parlare sul tema “Dalla crisi socio-economica alla nuova solidarietà sociale” ci saranno Nicoletta Verì, presidente della quinta commissione regionale sulla sanità, Paolo Gatti, assessore della giunta Chiodi, Giorgio De Matteis, vice presidente della Regione e Pier Ferdinando Casini, già leader nazionale dell’Udc ed ora ispiratore della Lista per l’Italia, un’operazione politica che va oltre il significato di partito nel tentativo di coinvolgere la società civile che ha gli stessi valori.
Infatti tutti i quattro relatori sono in qualche modo collegati da un denominatore comune e cioè la formazione politica di matrice cattolica nella declinazione democratico-cristiana. Nicoletta Verì è ampiamente accreditata per la sua vicinanza al mondo cattolico. Giorgio De Matteis in effetti era proprio un esponente dell’Udc, in verità più vicino a Marco Follini e poi in rotta proprio con Casini, Paolo Gatti è uscito a suo tempo dall’Udc di Teramo. Infine c’è proprio il leader nazionale Casini, il “quarto amico al bar”, quello che sta smarcando l’Udc da una caratterizzazione personale con la cancellazione del suo cognome sul prossimo simbolo elettorale. Sempre citando la canzone di Gino Paoli, siccome Casini - superando anche vecchie incomprensioni con lo stesso De Matteis - non viene a Pescara solo per “ritrovarsi come le star a bere del whisky al Roxy bar” è probabile che il convegno sul welfare abbia almeno due significati: la prova finale di un superamento dei partiti tradizionali e forse l’inizio della diaspora nel Pdl. Si allarga l’Udc o, al di la delle sigle, prende corpo la nuova Lista per l’Italia?
«La situazione italiana è tale che non ha senso parlare di ritorno ai partiti tradizionali - spiega De Matteis – D’altra parte tutti sanno che io all’Aquila ho iniziato un percorso nuovo, una specie di esperimento politico che cerca di aggregare le forze politiche su obiettivi comuni. Insomma una sorta di convergenza parallela. Non dico che sarà l’Udc a venire da me, ma è altrettanto impreciso dire il contrario. Di vero c’è solo che su temi come il welfare abbiamo idee comuni».
«Quando mi hanno invitato a questo convegno, mi sono comportato come sempre secondo le disponibilità del mio calendario – dichiara Paolo Gatti – e sul tema welfare non mi tiro mai indietro. Sono sicuro che non sarà un trappola politica per me, anche perché sono ancora valide le ragioni per cui in anni lontani sono uscito dall’Udc. Adesso il mio punto di riferimento è l’associazione “Futuro in” e le decisioni politiche le prendiamo insieme. E prima del nostro “conclave” di dicembre non è in vista nessuna adesione a nessun partito. Io sono abituato a guardare avanti, speravo in un centrodestra di libertà, ma vedo che ci sono problemi. Però un ritorno al passato lo escludo».
 Secondo Nicoletta Verì «non si tratta di nessuna prova di adesione ad un partito, ma solo di condivisione di interessi. Questi temi del sociale e del territorio mi appassionano da sempre e sento forte il richiamo di un approfondimento comune. Mal di pancia verso il Pdl? Non è questo il problema. Già in passato mi ero interessata alla nascita di un’iniziativa politica legata al territorio (Forza del sud, di Miccichè, ndr), ma poi non se ne è fatto nulla. Adesso, più che di schieramenti, preferisco parlare di problemi reali degli abruzzesi». Le dichiarazioni sembrano sincere e d’altra parte sul convegno – per scelta comune - non ci sono simboli di partito da cui risalire alla paternità politica. Ma le operazioni pre-elettorali di riposizionamento sembrano ormai mature.
Sebastiano Calella