LA CRISI E' SOCIAL

Di Pietro e Idv, su Facebook non ci sono più i commenti di una volta

Così il social network misura la crisi del leader: i fans lo attaccano e sulle primarie il consigliere Costantini si dissocia

Redazione Pdn

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Di Pietro e Idv, su Facebook non ci sono più i commenti di una volta

L'immagine della pagina Fb

INTERNET. Anche i social network non sono più quelli di una volta. La pagina Facebook di Antonio Di Pietro ha subito il contraccolpo delle notizie di Report.

Anche così si misura la crisi di un partito che sta vivendo il suo momento più difficile ed or ci si mettono anche i “fans” con i loro malumori. Non cittadini qualunque ma i ‘fedeli’, gli elettori che oggi in larga parte prendono le distanze dall’ex pm di Mani Pulite.
Di Pietro è stato uno dei primi politici a credere alla potenza di fuoco di internet, ad apprezzarne l’interattività con i cittadini e stabilirne un rapporto quotidiano. Ma oggi con i ‘suoi’ il rapporto si è incrinato e gli vengono addebitati errori recenti (come l’arresto dell’avvocato Vincenzo Maruccio) ma anche passati (come le candidature di Sergio De Gregorio, Razzi e Scilipoti). Se questo amore sia finito lo dirà soltanto il risultato elettorale. Ad oggi, intanto, il consenso del partito è talmente basso che si rischia addirittura di non entrare in Parlamento.
E così su Facebook avviene che ci sono gli amici, i commenti, i ‘mi piace’ del pre scossone Report e i contestatori, gli insulti, gli ‘addii virtuali’ del post trasmissione. Uno spartiacque più che netto tra l’era ante-Report ed il post-Report.
Lui, Tonino, ci sta provando (e lo sforzo si vede) a reggere alla botta di quelle notizie che lui definisce «killeraggio» ma la trasmissione di Rai Tre e l’autrice dell’inchiesta rivendicano con forza quanto andato in onda.
Di Pietro come immagine del suo profilo dieci giorni fa ha inserito una suo foto sorridente con una sorta di visura in mano. Sullo sfondo un cielo azzurro (di nuvoloni all’orizzonte nemmeno l’ombra) e la scritta ‘Operazione trasparenza, contro le calunnie semplicemente la verità’.
Eppure da giorni ogni volta il leader dell’Idv scrive qualcosa sulla bacheca viene attaccato pesantemente. La cosa più preoccupante, sulla quale il partito starà certamente riflettendo, è che non si tratta di nemici di fazioni politiche avverse ma di elettori delusi.
Ieri l’ultima ‘rivolta’ eclatante contro Di Pietro. «L'Italia dei Valori parteciperà alle primarie del centrosinistra», annuncia lui, «e darà indicazione di votare per Nichi Vendola o Pierluigi Bersani in quanto ''alternativi'' al programma liberista di Monti».

Si è scatenato il putiferio: Tonino agguanta 350 commenti in larga parte negativi. C’è chi ricorda che Bersani sta appoggiando Monti, chi si augura che un hacker abbia rubato l’account al leader dell’Italia dei Valori perché altrimenti «questa genuflessione sarebbe alquanto avvilente».
«Tonino lo so che il vino molisano è buono, però non esagerare...», «ma fammi il piacere, Bersani ha dichiarato che chiamerebbe la Fornero a fare il Ministro del Lavoro!», «Che sconforto...siamo senza speranza...e per chi voto adesso io...non ve ne frega niente dell'Italia, questa è la verità».
E poi ancora, «Sfiducia totale!», «Non capite che ormai agli occhi delle persone nessuno di voi ha più credibilità?», «Tonino ma che stai combinando?», «tonino stai uscendo di senno prenditi un mese di ritiro spirituale», «Onorevole Di Pietro non la capisco più mi scusi ma che gli è successo?», « Il tuo essere alternativo finisce nel fare comunella per avere certezza di una poltrona in Parlamento?».
«Finisce qui la tua battaglia? Deluso», gli scrive qualcun altro. «Toni' ci fai o ci sei? », «caro Di Pietro: questo è il tuo canto del cigno», «Antonino! Andare da Giletti... t'ha fatto male assai!», «Da elettore Idv ho il terrore; alleanza con pd, con Bersani? E che ci "azzeccano" con gli ideali idv?», «Bersani ALTERNATIVO? State diventando pazzi tutti. CHE DELUSIONE!», «Toni' che tristezza». E così per un altro centinaio di commenti.

IL REFERENDUM
Giovedì altro tzunami quando Di Pietro annuncia di aver scritto al presidente della Rai Anna Maria Tarantola, per denunciare la scarsa copertura dedicata ai 4 referendum la cui raccolta firme è in corso in queste settimane in tutta Italia e pubblica un foto con la scritta ‘Meno casta, + lavoro 0 4 referendum’. Ma anche sui referendum, sostenuti sempre con grande fervore dai dipietristi, nasce la bagarre e gli amici virtuali prendono la palla al balzo per rinfacciare l’arresto del suo avvocato, o la questione delle «56 case», pure smentite ma rimaste ormai impresse nell’immaginario collettivo.
«Lei invece è un proletario, vero Sig. Di Pietro? Che noia questi slogan, che noia questa retorica strumentale. Detto da chi possiede 56 appartamenti poi....», «Povero Tonino...bisogno di soldi per comprare altri immobili? Ahahah», «Scriva al ministro dell' interno per quelle scene cilene di ieri, non pensi solo alle case», «avevo tanta stima per lei.....solo tanta tristezza», «Di Pietro, sei solo chiacchiere e immobili...», «Di Pietro... più casta di te....... comincia a farti da parte, e goditi le case comprate "onestamente"», «Smettila coi referendum Tonino poi ti pigli i rimborsi elettorali anche da quello », «caro Di Pietro .... perchè invece non avviare una protesta per quei referendum già approvati, di cui sei anche tu fautore, ma ancora disattessi da questa politica cialtrona?», «Caro Tonino, ti sei bruciato le ali. Qualunque argomento pur di non parlare di Maruccio»

LA DIFESA E LE PRESE DI DISTANZA
E la valanga di insulti che ormai da giorni investe la pagina smuove anche alcuni sostenitori che lanciano l’appello alla calma. «Sentite», scrive un supporter, «avete rotto le scatole con ste critiche. Qui nessuno vi obbliga a votare Idv. Se tutte le carte messe a disposizione nel sito, le dichiarazioni e i filmati di "servizio pubblico," che hanno smontato tutte le accuse e le condanne per diffamazione che pesano come macigni sulla testa degli accusatori di Di Pietro, a voi non bastano per credere nella sua innocenza, votate per chi vi pare, ma smettetela di scrivere insulti».
Dall’Abruzzo il consigliere regionale Carlo Costantini prende velatamente le distanze sull’indicazione di voto sulle primarie lanciata dal suo leader. «Rispetto ai rilievi ed alle osservazioni di molti, ricordo che Di Pietro non ha ordinato di votare alle primarie. Dunque nessun dovere, ma solo libertà di scelta. Io personalmente, pur rispettando profondamente chi non la pensa come me, non andrò a votare!»

Alessandra Lotti