ROTELLE FURIOSE

Pattinaggio, Aracu l’indagato si ricandida. Associati in rivolta: «lasciamo il Coni»

«Gestione privatistica della Federazione» ma il deputato ci riprova

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5227

sabatino aracu

Sabatino Aracu

ABRUZZO. Il prossimo 25 novembre si terranno le elezioni per il rinnovo del presidente e del Consiglio federale della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (FIHP).
Una data importante per tanti sportivi e federati poiché c’è la possibilità di voltare pagina e interrompere la gestione che da oltre 10 anni è in capo al deputato Pdl, Sabatino Aracu. Una gestione da sempre criticata (da pochissime persone interne alla federazione, per la verità), da qualche contestatore isolato (come la ex moglie Maria Maurizio, anche lei federata) ed ora pare da qualcuno che si è fatto coraggio affidandosi all’associazione Codici.
Tra questi ci sono le società federali di Pescara, Montesilvano, Giulianova, Roseto, Foligno, Altamura, Pesaro, Bari, Verona.
Maria Cristina Piccioni, della Asd Castrum Giulianova, si è chiesta «come faccia a ricandidarsi Aracu, considerate le vicende di cui è protagonista anche a livello giudiziario. Il Coni deve prendere provvedimenti urgenti cercando soluzioni mentre ora appare latitante. Noi siamo pronti ad uscire dalla Federazione - prosegue - e vogliamo formare una nuova lega perchè non ci sentiamo più tutelati e non andremo a votare».
Al momento per quanto se ne sa Aracu deve difendersi dalle accuse a lui mosse nell’ambito del processo Sanitopoli dal quale sono emerse proprio irregolarità legate alla gestione della federazione che presiede. Tali elementi sono poi stati stralciati e farebbero parte di un nuovo e distinto fascicolo della procura di Pescara.

IERI IN AULA
Proprio ieri nell’ambito dell’ultima udienza del processo -che vede imputati tra gli altri Ottaviano Del Turco- sono stati analizzati in aula i movimenti bancari di Aracu, i suoi guadagni, i regali ricevuti e fatti, le sue spese, la sua guida occulta di alcune aziende, tra cui la 3G di Sulmona, il rapporto con alcune persone del rango di Walter Lavitola e del suo giro, dell’editoria di partito, della vicinanza con il senatore Sergio Di Gregorio, ex Idv poi confluito nel Pdl.
Fatti, circostanze e dubbi finora mai chiariti da Aracu.
Ieri si è solo accennato alle vicende dei rimborsi e dell’utilizzo facile delle carte di credito delle federazioni sportive per cene, benzina, alloggi, regali, argomenti che PrimaDaNoi.it ha trattato per primo alcuni anni fa.
La Procura regionale della Corte dei Conti per il Lazio nella memoria redatta il 22 febbraio 2012 in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ha parlato di «illiceità contabili per l'uso anomalo dei beni federali, per eccesso di spesa di rappresentanza, per spese di trasferta ingiustificate e per l'uso spregiudicato delle carte di credito ufficiali» e ha parlato di «anomalie nei rimborsi, nei rendiconti amministrativi e nell'uso dell'appartamento romano».

PER IL CONI E’ TUTTO IN REGOLA
Il danno erariale riscontrato dalla Commissione d'inchiesta nominata dal Coni ammonta a 380.861,78 euro
La realtà è che il Coni dopo l’ispezione interna non ha ravvisato le ragioni per sanzionare Aracu pur accertando e confermando quanto trapelato nell’indagine penale. Nessun provvedimento sanzionatorio è stato mai richiesto dal Coni ai danni di Aracu.
Per questo l’ex moglie del deputato, Maria Maurizio, testimone chiave anche nel processo Sanitopoli, ha riscritto una nuova lettera lo scorso mese di marzo indirizzandola al presidente Coni, Gianni Petrucci, al vice, Riccardo Agabio, a Luca Pancalli, a Giancarlo Abete, Franco Arese, Manuela Di Centa, Giovanni Malagò, Renato Di Rocco e molti altri membri della giunta del Coni. Ancora una volta silenzio assoluto e nessuna spiegazione.
«Vorrei gentilmente sapere che tipo di provvedimenti siano stati presi da lei e dalla sua giunta», scrive Maria Maurizio, «in dipendenza degli addebiti mossi al signor Aracu ai quali ha fatto esplicito riferimento la massima carica inquirente della Corte dei Conti. A tale proposito si torna ad evidenziare l’assoluta incompatibilità dell’incarico del ruolo appartenenti all’Aracu con le esigenze di buon funzionamento dell’organizzazione federale e di tutela della dignità e del prestigio dello stesso così come previsto dall’articolo del regolamento “giustizia e disciplina”. Da ultimo si fa presente che l’incarico di segretario generale facente funzione, è attualmente ricoperto dalla signora Laura Morandi, compagna di Sabatino Aracu, come a tutti noto».
L’idea che trapela è quella di un sistema di potere ormai fortemente radicato ed in questo caso riconducibile all’intera famiglia Aracu.
Non fatti vecchi ma attualissimi che riguardano anche i recenti finanziamenti piovuti alla federazione di Aracu anche dalla Regione Abruzzo e da alcuni Comuni che hanno fatto del pattinaggio una presunta leva di attrazione turistica. E così la federazione può continuare a beneficiare di contributi pubblici.