IL CORTEO

L’Abruzzo sciopera, a Pescara migliaia in piazza: «siamo diecimila»

Sindacati: «Chiodi la smetta con la retorica»

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Carla Cantone

Carla Cantone

PESCARA. Migliaia di persone - c'é chi dice più di diecimila – hanno sfilato in corteo per le vie del centro di Pescara.

La manifestazione regionale è stata organizzata dalla Cgil Abruzzo in occasione della Giornata Europea di mobilitazione promossa dalla Conferenza Europea dei Sindacati (Ces), "per il lavoro, per la solidarietà e per dire no all'austerità".
Tra striscioni, cori e bandiere – hanno partecipato lavoratori di ogni categoria, oltre a studenti, docenti, personale scolastico e assieme a partiti politici, associazioni ed enti locali.
L'imponenza della manifestazione è data dai numeri: quando la testa del corteo aveva già raggiunto Piazza Sacro Cuore, dove si è tenuto il comizio finale, la coda era ad alcuni chilometri, poco distante dal punto di partenza.
«Vorrei mandare un telegramma a tutti quelli che pensavano che questo sciopero, organizzato solo dalla Cgil, sarebbe stato un fallimento. I destinatari di questo telegramma, lo dico sommessamente, sono anche la Cisl e Uil», ha detto il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, nel corso del suo intervento. Sottolineando di essere «per l'unità sindacale» la Cantone ha affermato che «per promuovere l'unità bisogna aiutare quelli che cercano di dividerci. Quelli che oggi scioperano con noi - ha concluso - sono i nuovi eroi del lavoro».
«E' in atto una macelleria sociale senza precedenti», ha continuato Cantone, «è un problema che riguarda il lavoro, il welfare, le nuove o vecchie povertà e le tante disuguaglianze che stanno venendo avanti e non si intravede un futuro per i giovani. Allora bisogna cambiare registro, bisogna cambiare agenda».
«Per cambiare agenda bisogna ripartire dal lavoro e dalla condizione sociale delle persone - ha proseguito il segretario».
Ma in piazza, con i lavoratori, c'erano associazioni e comitati di ogni tipo: da quelle dei disabili al Forum abruzzese dei Movimenti per l'acqua, fino ad una delegazione della marineria pescarese, oltre ad esponenti politici di tutti i partiti del centrosinistra. Poi, ancora, migliaia di studenti delle scuole di tutta la regione e decine di docenti, che da giorni protestano contro i provvedimenti del Ddl stabilità e la legge ex Aprea. Il corteo ha preso il via nei pressi del Ponte del Mare ed ha sfilato lungo le vie del centro di Pescara, fino a raggiungere piazza Sacro Cuore, dove si è svolto il comizio finale, presente il segretario nazionale Spi-Cgil, Carla Cantone. Per l'occasione sono arrivati in città circa 40 pullman da tutto l'Abruzzo. Per tutta la mattina il capoluogo adriatico è stato 'blindato': decine gli uomini delle forze dell'ordine sono stati impegnati a controllare che tutto si svolgesse regolarmente e senza incidenti. Nonostante la Cgil nazionale abbia proclamato quattro ore di sciopero, i lavoratori abruzzesi hanno incrociato le braccia per otto ore. 

I MOTIVI DELLA PROTESTA
Tra le motivazioni locali della protesta, i livelli della disoccupazione giovanile, che supera il 35%, la cassa integrazione in crescita, le 426 vertenze aziendali in atto, oltre alla necessità di riforme, come quelle dei trasporti, della sanità e della macchina regionale, e alle iniziative da intraprendere per dare concreta attuazione al Patto per lo Sviluppo dell'Abruzzo. «In Abruzzo - ha affermato il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare - la crisi sta peggiorando. Bisogna mettere mano a questioni quali i diritti essenziali, l'uguaglianza e la sanità. La disoccupazione è aumentata in un solo anno del 5%; Chiodi la smetta con la retorica ed affronti con il Governo nazionale le grandi vertenze in corso, perché da solo l'Abruzzo non può farcela».