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Abruzzo, passa il progetto di legge Vita Indipendente

Aiuti a progetto per i disabili. Ecco cosa prevede la legge

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DISABILI, LEGGE VITA INDIPENDENTE
ABRUZZO. Non molto tempo fa Cooperative, associazioni, Enti d'ambito e Comuni protestavano davanti all’assessorato regionale alle Politiche Sociali contro l’azzeramento del fondo sociale.

La Regione infatti non ha trasferito 1,9mln euro previsti per il fondo di non autosufficienza lasciando a bocca asciutta i più svantaggiati.
Ieri il consiglio regionale all'unanimità ha  approvato il progetto di legge “Vita Indipendente”.
L’iniziativa a firma Nicoletta Verì (presidente della V Commissione regionale) e Ricardo Chiavaroli (portavoce Pdl in Consiglio regionale) vuole garantire, come dice il nome stesso, l’indipendenza del disabile, il suo inserimento nella vita sociale, il suo diritto di autodeterminarsi.
Nella pratica, la legge prevede un iter fatto di domande, elenchi di progetti da approvare, soldi da stanziare «nel rispetto delle risorse regionali disponibili».
I proponenti esultano: «si tratta di una legge», hanno spiegato Chiavaroli e Verì, «con cui rompiamo l’assistenzialismo classico per affermare nuovi diritti e aiutare chi ne ha davvero bisogno, una legge che non si limita a concedere sostegni ma concretizza un nuovo welfare in grado di sancire interventi diretti e doverosi verso le persone, con interventi qualificati e la necessaria copertura finanziaria».

I DESTINATARI
Il progetto che si compone di 18 articoli si rivolge ai disabili gravi, residenti nella regione, con età dai 18 ai 67 anni, ed ai rappresentanti legali di questi soggetti nel caso di disabili psico-relazionali.
Sono esclusi dalla rosa dei beneficiari i cittadini la cui disabilità derivi da patologie strettamente connesse ai processi di invecchiamento.
Sarà un'équipe multidisciplinare ad individuare i bisogni, gli obiettivi, i metodi e gli interventi necessari.
IL CONTRIBUTO REGIONALE
La Regione stanzierà in un apposito capitolo di bilancio via via un fondo annuale che servirà per finanziare i progetti di assistenza.
L’Ente, si legge nella proposta di legge, «erogherà i contributi nel rispetto delle risorse disponibili sul bilancio regionale attraverso finanziamenti annuali diretti a consentire la realizzazione di progetti di assistenza personale autogestita. Sono ammessi a finanziamento i progetti annuali di assistenza personale autogestita che migliorino la qualità della vita della persona con disabilità, riducendone la dipendenza fisica ed economica, nonché l'emarginazione sociale e che favoriscano il suo mantenimento nel proprio contesto di vita».

COME FUNZIONERA’
Per accedere ai finanziamenti si procederà per gradi. Il soggetto disabile (o chi per lui) dovrà fare domanda all’ente d’ambito sociale. A questo punto un'equipe multidisciplinare del distretto sanitario competente per territorio verificherà l'indice di gravità del bisogno e la capacità di autodeterminazione relazionale del richiedente; deciderà se approvare la richiesta e quale progetto sia più adatto a lui. L’ente d’ambit, poi, presenterà, entro il 31 marzo di ciascun anno, le richieste di finanziamento alla Direzione della Giunta regionale competente in materia di politiche sociali.
La richiesta sarà corredata della descrizione dei progetti individualizzati di assistenza personale autogestita; dell’ indicazione del finanziamento richiesto per ciascun progetto, nonché di quello complessivamente richiesto per tutti i progetti; dell’indicazione di eventuale cofinanziamento mediante fondi propri dell'ente richiedente; della definizione del numero e individuazione degli utenti destinatari; della dichiarazione di possesso, da parte del soggetto richiedente, della certificazione idonea a comprovare lo stato di disabilità grave.
Gli enti d’ambito sociale, avvalendosi della collaborazione della propria equipe di valutazione multidisciplinare, provvedono anche al monitoraggio ed alla verifica dei risultati conseguiti da ogni singolo progetto.
La Giunta regionale, con apposito provvedimento e nel rispetto delle risorse disponibili sul bilancio regionale, provvederà poi annualmente alla quantificazione del finanziamento che varierà in base al livello di intensità del bisogno assistenziale. I livelli sono: molto alto, quello che riguarda le persone pluriminorate o non autosufficienti con necessità di assistenza e sorveglianza per 24 ore giornaliere e dipendenza costante e continuativa per 24 ore giornaliere da ausili che permettono la sopravvivenza o la comunicazione; alto, con riferimento a persone pluriminorate o non autosufficienti con necessità di assistenza o sorveglianza per 24 ore al giorno; livello medio, con riferimento a persone pluriminorate o non autosufficienti senza necessità di assistenza notturna e sorveglianza costante per 24 ore al giorno, ma comunque giornaliera; livello basso, con riferimento a persone pluriminorate o non autosufficienti senza necessità di sorveglianza e assistenza costante per 24 ore giornaliere.
In caso di parità nella graduatoria costituisce criterio preferenziale il minor reddito del richiedente.
I fondi disponibili sono assegnati annualmente agli enti d’ambito sociale che provvederanno a fornire i servizi.

200.000 EURO PER COMINCIARE
Per cominciare, si legge nel progetto di legge, agli oneri derivanti dall’attuazione della legge, stimati per l’anno 2012 in euro 200.000,00, si farà fronte con le risorse stanziate sull’unità previsionale di base (U.P.B.) 13.01.007 “Interventi socio assistenziali per la maternità e l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia” capitolo di nuova istituzione denominato “Interventi regionali per la vita indipendente”. Per il biennio 2013-2014, agli oneri pari a 100.000,00 euro per ciascun anno, si provvederà con le risorse iscritte nella unità previsionale di base 13.01.007 “Interventi socio assistenziali per la maternità e l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia” del bilancio pluriennale 2012-2014 . Alle spese per gli esercizi successivi si farà fronte con la legge di bilancio.
Walter Caporale, presidente del gruppo Verdi in Consiglio regionale, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della legge.
Secondo Caporale questa legge recepisce l’idea di fondo della Vita Indipendente che nacque molti anni fa, negli anni Sessanta, presso l'Università di Berkeley in California, «vale a dire il principio dell’autodeterminazione della persona disabile». Resta per il capogruppo dei Verdi il problema delle risorse, sempre scarse ma ora quasi estinte.
La responsabile del dipartimento Diversabilità Idv, Barbara Monaco in collaborazione con Manolo Pelusi e Francesco Coccia, ha suggerito alla Regione «di impiegare le risorse provenienti dalle entrate derivanti dall’Irpef per coloro che soffrono più di tutti».
m.b.