AMBIENTE

Cave, colpo di spugna del Consiglio regionale sulla moratoria

«Torna il far west», presto nuove concessioni

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Castiglione e Sertorio

Castiglione e Sertorio

ABRUZZO. Alla fine è caduto il muro che impediva da oltre un anno il rilascio di nuove licenze minerarie per scavare nel sottosuolo della Regione Abruzzo.

Uno stop promosso per frenare uno sviluppo senza regole e voluto dallo stesso Consiglio regione che adesso sconfessa se stesso nonostante il fatto che una legge organica non ci sia. Uno stop imposto nell’attesa del varo del piano cave, che equivale ad un piano regolatore edilizio per le città e dovrebbe favorire uno sviluppo organico delle concessioni. Strumento indispensabile specie per una "regione verde", quella dei parchi e delle aree di pregio che potrebbero essere in teoria deturpate dalle miniere autorizzate in futuro
Ma il piano ad oggi non esiste: lo si attende da oltre 30 anni.
Da mesi ormai le pressioni per ritornare allo stato precedente erano molte e questa notte il Consiglio regionale, con voto a maggioranza (con il sì anche della consigliere Pd Sclocco e dell'Udc e Fli), ha fatto tornare la regione ad un piano normativo che di fatto viene giudicato da alcuni caotico e di certo senza una normativa ad hoc.
La giunta Chiodi, attraverso il vice presidente Alfredo Castiglione, ha avviato l’iter per il piano cave, non senza contestazioni. Ma il procedimetno è lungo ed è sotto l’osservazione del giudice amministrativo. Il risultato è che prima di due o tre anni una legge organica in materia non ci sarà ed allora si fa largo l’ipotesi «far west».
«La maggioranza e settori dell'opposizione dimostrano di essere asserviti a lobbies e incapaci di portare avanti un progetto di futuro per la nostra regione», attacca il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «Tutta Europa coniuga ambiente ed economia. In Abruzzo regna ancora la vecchia logica da far west. Dopo 30 anni in cui in Abruzzo si cava senza piano questi signori festeggiano l'abolizione della moratoria».
Di «ritorno al Far West» parla anche il consigliere Cesare D’Alessandro (IdV), «la diligenza assaltata è l’Abruzzo, già svaligiato da anni e anni di attacchi inconsulti che ne hanno deturpato il paesaggio e l’ambiente. Eravamo riusciti a far inserire nella Finanziaria, dopo battaglie fatte di ostruzionismo e ricorsi, la moratoria delle attività estrattive di ghiaia e inerti, sollecitando la Giunta verso l’adozione di un piano cave ormai indispensabile per l’Abruzzo, che fosse in grado di stabilire punti fermi a tutela non solo del territorio e del paesaggio, ma anche degli stessi cavatori, i quali avrebbero potuto programmare la loro attività. Questa notte, purtroppo, con un colpo di mano della maggioranza», prosegue D’Alessandro, «la moratoria è stata cancellata e si torna al punto di partenza: senza un piano cave, senza regole certe, con il territorio abruzzese in balìa degli interventi più scellerati e di certi insaziabili appetiti».


In questi mesi le potenti lobbies delle società minerarie (che vedevano minacciati dalla moratoria guadagni per migliaia di milioni di euro) hanno fatto pressioni sulla politica affinchè venissero rilasciate nuove concessioni e per salvare un settore che era minacciato dal congelamento per legge.
Ci sono anche imprenditori che, in vista di nuovi investimenti milionari, avevano chiesto chiaramente come condizione alla politica di cancellare la moratoria. Il risultato a breve termine sarà dunque che la Regione concederà nuove licenze per scavare il sottosuolo ed aprire nuove cave senza una pianificazione organica che possa tenere conto delle diverse istanze e dell’interesse pubblico al territorio e alla salubrità.
«Quali sono gli inconfessabili motivi che impediscono l’adozione di un piano cave? La Giunta, la maggioranza, non sono stati in grado di dircelo, ma possiamo immaginarli senza troppa fatica», ha aggiunto il consigliere Idv, «come nel Far West, da adesso in poi, anche in Abruzzo vince chi spara per primo, chi mette la taglia più alta e chi se ne frega degli indiani (gli abruzzesi) e del loro territorio. Ci rimarranno, tra qualche tempo, soltanto le lacrime di coccodrillo sparse da quanti si rendono responsabili dello scempio idrogeologico del nostro Abruzzo». 

«E’ un risultato importante – commenta Berardo Rabbuffo – raggiunto attraverso la condivisione con i Consiglieri di maggioranza ed è frutto di una mediazione, resasi necessaria, per superare lo stallo e la paralisi che la precedente norma aveva determinato. Era una situazione paradossale, dove le responsabilità della politica, incapace di approvare un piano per quasi trent’anni, venivano scaricate su tutte le imprese operanti nel settore estrattivo. E’ grazie alla presenza determinate di Fli in aula, e al nostro voto favorevole, che il provvedimento è stato approvato. Questa è una prima risposta al problema: dobbiamo ancora chiarire i tempi e le procedure che porteranno all’approvazione definitiva del Piano cave, atteso dal 1983. Ricordo che – continua Rabbuffo – insieme ai colleghi Stati, Menna e Milano, avevamo presentato mesi fa un progetto di legge che voleva superare la paralisi del settore estrattivo anche attraverso l’adozione di una procedura che dettava tempi certi per l’approvazione del Piano Regionale Attività Estrattive. Ieri in Consiglio – conclude Rabbuffo – si è scelta una strada diversa».

A questo punto è difficile non pensare alla contestatissima nomina del tavolo di lavoro per la redazone del piano cave recentemente presentato in pompa magna dal vicepresidente della Regione Alfredo Castiglione con a capo il numero uno dell’associazione dei cavatori, l'avvocato Marco Sertorio, professore incaricato di diritto privato presso L'Università di Torino, presidente nazionale di Assomineraria, affiancato da Nando Ferranti, ingegnere minerario, Antonello Fanti, ingegnere minerario e Simone Donati, geologo, professore a contratto presso l’Università di Genova.
Solo le prossime settimane potranno svelare davvero quali gruppi imprenditoriali hanno avuto la meglio: basterà spulciare l’elenco delle nuove concessioni che la Regione rilascerà.