Consiglio regionale: studio epidemiologico per Bussi e legge edilizia contestata

Cade anche la moratoria sulle cave

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Verì e Di Paolo

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ABRUZZO.  Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta regionale a promuovere tutte le iniziative necessarie, nei confronti dell’Istituto Superiore di Sanità, per reintegrare il territorio della discarica dei veleni di Bussi sul Tirino nel progetto “Sentieri” (acronimo che sta per Studio epidemiologico nazionale dei territori e insediamenti esposti a rischio inquinamento).
Via libera, sempre all’unanimità, alla legge sulla “Vita indipendente”, che garantisce ai diversamente abili la possibilità di programmare autonomamente la propria assistenza, assumendo direttamente uno o più assistenti personali, grazie a un contributo che dovrà essere successivamente rendicontato e sottoposto alla valutazione di appositi organi di controllo istituiti presso gli Enti d’Ambito Sociale. All’unanimità è passata anche la legge che disciplina il trattamento economico dei dipendenti dell’Arssa, dell’Aptr e di Abruzzo Lavoro, trasferiti alla Regione dopo la soppressione degli enti di provenienza.

ABOLIZIONE DELLA MORATORIA SULLE CAVE
Il Consiglio regionale ha abolito l’articolo della Finanziaria regionale 2012 che prevedeva il divieto al rilascio delle autorizzazioni per l’apertura di nuove cave. L’Assessore regionale alle Attività Produttive Alfredo Castiglione ha annunciato che entro i primi di dicembre sarà pronto il disciplinare sulle cave, che verrà portato all’esame della Quarta Commissione (Industria-Commercio, Turismo). Soddisfatto il Presidente della stessa Commissione Nicola Argirò. «Per ben tre volte – sottolinea Argirò – il provvedimento era stato licenziato in Commissione, ma sistematicamente il Consiglio lo rinviava nuovamente alla Commissione a causa delle centinaia di emendamenti ostruzionistici presentati da una parte dell’opposizione. Oggi, finalmente, diamo una risposta concreta a un settore che da tempo chiedeva interventi».

EDILIZIA CONTROVERSA
A maggioranza, invece, sono passate alcune modifiche alla legge sull’edilizia approvata lo scorso settembre. Le integrazioni «si sono rese necessarie», si legge in una nota del consiglio regionale, «per garantire una maggiore applicabilità della norma, su cui erano state sollevate alcune difficoltà interpretative da parte dei Comuni. I lavori stanno proseguendo con l’esame del progetto di legge sulla moratoria al divieto di rilascio di nuove autorizzazioni per l’apertura di cave in Abruzzo».
«Grazie alle legge edilizia approvata oggi», dice il capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni, «abbiamo posto i presupposti non soltanto per aiutare il settore edilizio a uscire dalla crisi ma per rilanciare l’economia abruzzese e lo sviluppo armonico del nostro territorio. La casa è l’investimento più importante per le famiglie italiane – sottolinea il capogruppo del PdL in Consiglio Regionale – e questo dato culturale ancora prima che economico spiega quanto sia importante questa legge e quanto sia stata attesa dai cittadini, dagli imprenditori edili e dall’intero indotto che si muove attorno all’edilizia. La politica del non fare – conclude Venturoni – è il vero freno alla ripresa di questa regione e troppo a lungo ci siamo trovati a dover affrontare un ostruzionismo irresponsabile quanto strumentale. Oggi, grazie alla determinazione della maggioranza, sia riusciti a scrivere una pagina importante per l’Abruzzo».
Di segno opposto il parere di Franco Caramanico (Sel)
«Il testo sull’edilizia approdato in consiglio regionale non risponde alle esigenze del nostro territorio, visto che si tratta di una legge che non va a vantaggio della regione Abruzzo ma che anzi rischia di portare avanti norme devastanti per il nostro territorio».
Caramanico ha aggiunto anche che «rispetto al progetto licenziato ci sono state decine di modifiche che hanno snaturato il provvedimento. Approvare questo testo significa mettere in discussione tutti i piani regolatori e creare enormi difficoltà alle amministrazioni comunali nell’applicazione delle norme previste. La verità è che si è approfittato della discussione in Commissione per inserire norme che non c’entrano nulla con l’edilizia e che modificano la legge sull’urbanistica. E, cosa ancor più grave, permettono il cambio di destinazione d’uso agli alloggi di edilizia popolare. Per questo ho deciso di esprimere il mio voto negativo».