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Sanità Abruzzo, domani nuovo esame a Roma: restano criticità

Domani nuovo tavolo di monitoraggio, verso la fine del commissariamento

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Gianni Chiodi

Gianni Chiodi

ABRUZZO. Un altro esame domani per la sanità abruzzese commissariata.

Il tavolo di monitoraggio romano deve valutare se ci sono stati progressi nell’attuazione del Piano di rientro dai debiti e se le richieste pressanti del ministero dell’economia sono state soddisfatte o no. In realtà l’esame è così complesso che sarà difficile avere l’ok su tutto e può capitare, come la volta scorsa, che alla fine il commissario Gianni Chiodi e l’assessore al Bilancio Carlo Masci tornino esultanti per la “promozione” sostanziale della loro attività, senza soffermarsi sulle criticità che ancora si registravano su molti punti.
Insomma proprio come a scuola: ammesso all’anno successivo, ma con qualche “debito” da recuperare negli esami successivi. E così domani, ad esempio, alla delegazione abruzzese sarà chiesto – tra le altre cose – a che punto sono il Piano sulla residenzialità, quello sull’accreditamento e l’altro sull’appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni. Tutte cose che sono state messe in pista da mesi, ma che obiettivamente sono difficili da realizzare in poco tempo. Quindi è probabile che l’ok definitivo slitti al prossimo anno, quando saranno completate le trasformazioni di molti Drg da attività ospedaliera ad attività ambulatoriale in modo da soddisfare le prescrizioni previste dai Lea (livelli essenziali di assistenza) per il 2012. E se tutto andrà per il verso giusto anche sul versante economico, è probabile che termini anche il commissariamento della sanità, dopo tre anni di bilancio in positivo.

 Un risultato a cui Chiodi tiene moltissimo per potersi presentare con questo successo politico alle prossime elezioni locali o nazionali. La sanità infatti è forse il settore in cui si sono registrati i risultati concreti più evidenti, anche se il risanamento dei conti è stato raggiunto con tagli dolorosi e diminuzione dei servizi e con l’imposizione dall’alto di scelte che toccavano alla politica. Ma la moda che ha preso piede, in Abruzzo come altrove, è che debbono essere i tecnici a pilotare il cambiamento. Come capiterà per la nuova organizzazione della rete ospedaliera, per la quale si prevede – pur con lo scetticismo di molti che però non hanno letto il Regolamento del ministro Balduzzi – che in Abruzzo ci saranno in totale otto ospedali di base e quattro di 1° livello. Nessuno ospedale invece per il 2° livello, quello più avanzato, visto che qui sono previste specializzazioni (come ad esempio i Grandi ustionati o la Cardiochirurgia infantile) il cui bacino di utenza è da due milioni di abitanti.

Sebastiano Calella