ABRUZZO

Turismo Abruzzo, allevatori ed agricoltori: «anche noi siamo parte del sistema»

Marcelli scrive alla Regione: «non possono dimenticarsi di noi»

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Turismo Abruzzo, allevatori ed agricoltori: «anche noi siamo parte del sistema»

La Regione pensa a nuove iniziative che investiranno il territorio abruzzese per la promozione turistica con fondi della Comunità Europea.
In arrivo ci sono 3,2 milioni di euro per iniziative di vario genere http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/534830/Abruzzo-turismo--arrivano-3-2.html
Ma una vera promozione turistica, che non voglia essere effimera e che sia competitiva con altri territori che da tempo hanno inserito le produzioni territoriali come elementi di riconoscimento verso i flussi turistici, «non può e non deve dimenticare l’agricoltura e la zootecnia», sottolinea Nunzio Marcelli, presidente dell’Arpo, associazione di produttori Ovicaprini.
Settori che hanno rischiato di scomparire e che ancora soffrono le difficoltà di un mercato sempre più piegato alle logiche della grande distribuzione, ma che oggi – in tempi di crisi – rappresentano di nuovo una risorsa per le prossime generazioni.
«Purchè ci si ricordi che esistiamo», continua Marcelli che scrive una nota agli assessori Regionali al Turismo e all’Agricoltura, sollecitando il loro pronto e congiunto intervento perché non si ripetano errori già visti.
«Con i fondi comunitari all’agricoltura, nei Gruppi di Azione Locale», spiega Marcelli, «abbiamo già subito una estromissione da parte del settore del turismo. Con una possibilità economica molto più forte di quella di agricoltori e allevatori, gli operatori turistici hanno acquisito quote di maggioranza, e il risultato è che nei nostri alberghi e ristoranti, tranne rare eccezioni, non si trova traccia dei prodotti locali e tradizionali, a tutto svantaggio non solo del nostro settore, ma dell’economia abruzzese in generale, e dell’offerta che diamo ai turisti, che vengono qui anche per assaggiare il meglio delle nostre produzioni».
Ma se quello enogastronomico è un aspetto del turismo sempre più di traino, bisogna allora integrare nei bandi turistici anche i produttori agricoli e zootecnici: questa la proposta che Marcelli sottopone alle istituzioni regionali, prima che i fondi europei vengano distribuiti e il settore primario resti di nuovo la Cenerentola della Regione.
«O riusciamo ad agire tutti insieme», conclude Marcelli, «o possiamo solo piegarci a chi della mela rossa o della mortadella hanno già fatto una bandiera, mentre intanto l’agnello servito nei ristoranti e alberghi viene quasi tutto da fuori Regione, e nelle località turistiche e nei Parchi il pecorino abruzzese non si vede neanche da lontano».