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Abruzzo. Centrali eoliche e piste di sci, «così ammazzano l’orso»

L’associazione di Orlandini chiede l’attuazione del Patom

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Abruzzo. Centrali eoliche e piste di sci, «così ammazzano l’orso»
ABRUZZO. ‘Salviamo l'Orso’ ha incontrato i responsabili regionali per l'ambiente per discutere di alcuni temi riguardanti la salvaguardia dell'orso bruno marsicano e dell'ambiente in cui vive.

L’associazione, costituitasi a settembre per favorire la salvaguardia dell'orso marsicano, si è così confrontata con il direttore generale del dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Abruzzo Antonio Sorgi e la responsabile dell'Ufficio Parchi Annabella Pace.
«Il colloquio è stato franco e proficuo», dicono con soddisfazione dall’associazione. «Abbiamo fatto
presente», spiega il presidente Stefano Orlandini, «il problema non più rimandabile di una pronta attuazione del Piano di Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano da parte degli organi competenti in primo luogo della Regione Abruzzo. Troppi sono ancora i ritardi che ne impediscono la piena attuazione e quindi
una corretta gestione dell'orso simbolo delle aree protette abruzzesi e della fauna italiana».
E’ stato chiesto un intervento anche sul fronte delle attività di allevamento del bestiame domestico specialmente in area Parco Nazionale d'Abruzzo dove si è raggiunta una situazione «non più tollerabile di sovra pascolo, di allevamento brado fuori controllo con animali spesso provenienti da fuori regione e di conseguenti rischi sanitari per l'orso e per il consumatore delle carni come la recente vicenda della epidemia di TBC bovina nel comune di Gioia dei Marsi ha evidenziato».
Situazione che al momento non appare affatto sanata.
«Riteniamo sia urgente», continua Orlandini, «riformare l'intero comparto con un'azione coordinata tra Regioni, Comuni, Asl Ministero della Salute Aree Protette e non ultimo il Matt di cui lamentiamo la totale mancanza di iniziativa in tutto cio' che riguarda le politiche di conservazione dell'orso bruno marsicano. L'Associazione auspica una graduale riduzione del pascolo brado e il progressivo recupero delle forme tradizionali di zootecnia ovi-caprina».
"Salviamo l'Orso" è ulteriormente preoccupata dal proliferare dei tentativi di infrastrutturare alcune aree di connessione, strategiche per la sopravvivenza dell'orso.
Il recente progetto di una centrale eolica a cavallo dei comuni di Pizzoferrato e Gamberale e' «inaccettabile essendo l'area stessa un cruciale territorio di collegamento tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ed il Parco Nazionale della Majella», direttrice attraverso la quale la popolazione di orso tende a spostarsi tra le due aree protette.

Lo stesso discorso vale per il progetto eolico di Tornimparte, area di connessione tra il Velino Sirente - Duchessa ed il Reatino – Monti della Laga.
«Chiediamo che vengano tutelati gli ultimi lembi di natura che tra l'altro sostengono attivita' economiche importanti come il turismo naturalistico ed escursionistico, attività peraltro in forte crescita in Italia e in Abruzzo».
«Grande preoccupazione» è stata espressa riguardo un eventuale piano di ampliamento dei bacini sciistici dell'Altipiano Rocche e la drastica riduzione dei confini Parco Regionale Sirente-Velino.«Ferma opposizione», assicura Orlandini, «anche al tentativo di collegamento sciistico tra Castel di Sangro e l'Aremogna (Roccaraso) brutta copia di quello tentato anni fa con il Monte Greco ed a tal riguardo ci rallegriamo per la posizione critica ed il no a questo progetto espresso nei giorni scorsi dai vertici del Pnalm».