SANITA'

Mobilità passiva 2010 a quota 67 mln secondo il Ministero della salute

Un report dell’Asr chiarisce che l’Abruzzo spende 47 mln solo per i ricoveri

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L'assessorato alla sanità

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ABRUZZO. C’è un nuovo importo di spesa per la mobilità sanitaria passiva 2010 dell’Abruzzo.

E’ di 67 mln, cioè la differenza tra i 100 mln di crediti ed i 167mln  di debiti, secondo la tabella dell’accordo sul fondo sanitario nazionale presentata dal ministro della salute alla Conferenza Stato-Regioni. Finora però la mobilità passiva 2010dell’Abruzzo era di 47 mln.
Allora è aumentata?
Chi chiama la Regione per avere riscontri e dati ufficiali si imbatte però in un muro di gomma ed anche in un piccolo mistero: la domanda è se risulta confermato o no il dato di 47 mln e se magari ci sono novità oppure anche le proiezioni per il primo semestre dell’anno in corso. La funzionaria addetta risponde che per il 2012 bisogna aspettare il prossimo anno (giusto: i dati ufficiali si conoscono almeno un anno dopo), mentre per i dati precedenti bisogna inoltrare una richiesta al suo dirigente. Il quale conferma: «mi mandi una mail e risponderemo».
Come si fa a non pensare al solito muro di gomma quando i dati in realtà sono tutti già disponibili sul sito dell’Asr, l’Agenzia sanitaria regionale?
 Un report pubblicato da tempo offre infatti un panorama completo del fenomeno e spiega con precisione come e perché si emigra per curarsi, anche se per la nostra risposta la Regione non fa chiarezza.


Insomma la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Allora c’è contraddizione con i dati presenti sul Report?
«Nient’affatto – risponde tranquillo Angelo Muraglia, commissario straordinario dell’Asr - la differenza è solo dovuta al fatto che il nostro Report si basa sulle Sdo (le schede di dimissioni ospedaliere), cioè sui ricoveri, mentre il totale della mobilità comprende anche le visite specialistiche, la spesa farmaceutica ecc.»
 Allora forse il mistero è un altro, a leggere bene i dati dello studio pubblicato: l’Asr ha messo a disposizione di tutti il suo report, ma la politica regionale non sembra fare molto per contrastare il fenomeno che costa milioni di euro sottratti all’economia abruzzese.
E poco fanno i direttori generali che perdono “clienti” anche – e soprattutto – per patologie banali. Forse anche loro non leggono i documenti dell’Asr, eppure i dati del report sono precisi e perciò impietosi: le Asl si vedono sfilare cataratte e interventi di otorino, quando in Abruzzo ci sono eccellenze che sono un punto di riferimento in tutta Italia, a Chieti per gli occhi o per l’orecchio bionico a Pescara.
 E poi partono dall’Abruzzo molti, forse troppi pazienti per le malattie reumatologiche. L’ottimo lavoro dell’Agenzia sanitaria svela infatti la realtà della mobilità passiva e la sostanziale impossibilità delle Asl nel contrastare questa emorragia di soldi, viste le scelte regionali. Ancora una volta torna dunque in primo piano l’assurda scelta della politica commissariale sulla mobilità: addirittura sono stati imposti tetti di spesa alle cliniche private che volevano lavorare su questa mobilità passiva per recuperare fatturato tagliato dei contratti. Dunque ci sono altri 20 mln – oltre i 47 già noti - che la Regione Abruzzo continua a farsi scippare, facendo balenare la possibilità (finora naufragata) di possibili accordi di confine con le altre regioni per limitare i danni. Promesse inutili sia al tempo del sub commissario Baraldi sia fino ad oggi per il suo sostituto Giuseppe Zuccatelli.
Le Marche, il Lazio, l’Emilia, la Lombardia – sono le regioni che beneficiano di questa mobilità e che quindi “succhiano” più soldi dall’Abruzzo - non hanno alcun interesse a perdere questi introiti che assicurano migliaia di posti di lavoro a medici, infermieri e amministrativi. Che potrebbero invece restare in Abruzzo, dove invece questa occupazione viene tagliata. 


Sebastiano Calella