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Intossicazione funghi. «In Abruzzo mancano strutture di riferimento»

Nella circolare del Ministero della Salute nessun ospedale di riferimento abruzzese

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Intossicazione funghi. «In Abruzzo mancano strutture di riferimento»

ABRUZZO. In Abruzzo non ci sono strutture ospedaliere di riferimento cui rivolgersi in caso intossicazione da funghi. O almeno, non sono state comunicate.
E’ quanto emerge dalla circolare del Ministero della Salute che dispensa consigli, suggerimenti ed indicazioni su come prevenire gli avvelenamenti.
L’associazione dei consumatori, Robinhood Abruzzo ha salutato con soddisfazione la circolare ministeriale, «anche se diffusa in ritardo rispetto alla stagione dei funghi».
Sono numerosi gli episodi di avvelenamento ed intossicazioni registrati questo autunno. In alcuni casi si è reso necessario persino il trapianto di fegato per i soggetti intossicati.
Per prevenire episodi del genere il Ministero della Salute ha predisposto l'opuscolo “I funghi: guida alla prevenzione delle intossicazioni” ed  il decalogo “Consumare funghi... in sicurezza” con utili consigli per i consumatori.
Il Dicastero sconsiglia prima di tutto il consumo di funghi non controllati dal micologo professionista presso l’Ispettorato micologico locale della Asl di riferimento.
Poi, il Ministero consiglia di consumarli in quantità moderate, di non somministrarli ai bambini, a donne in gravidanza, di accertarsi che siano in perfetto stato di conservazione e ben cotti; è opportuno, secondo le dritte del Dicastero, sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro sei mesi, non mangiarli se raccolti lungo le strade o vicino ai centri industriali, non regalarli se non prima sottoposti a controllo; è importante anche  sapere che nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina del botulino.
Sul sito del Ministero è pubblicato anche l’ elenco delle strutture ospedaliere di riferimento per le intossicazioni da funghi.
Ci sono centri in Campania, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana; non sono indicate strutture in Abruzzo.
Nella nostra regione, però, sono segnalati gli ispettorati micologici a cui i consumatori possono rivolgersi in caso di dubbi sulla commestibilità del fungo raccolto.
Si tratta della Ausl numero 1 Avezzano Sulmona, Ausl numero 4 L’Aquila, Ausl Pescara.
«L’Ausl di Avezzano non è più operativa», lamenta Robinhood Abruzzo, «a causa del taglio dei fondi. Il servizio nella Asl di Teramo è stato delegato all’Izts (Istituto zooprofilattico), Chieti risulterebbe priva di presidi, mentre la Asl di Avezzano risulta accorpata a L’Aquila».
L’associazione dei consumatori muove anche una critica nei confronti della trasmissione Sky “Club delle donne” «che ha diffuso, a più riprese tecniche non corrette per individuare la velenosità del fungo».
«La semplificazione del messaggio dato», dice Robinhood Abruzzo, «è di una gravità assoluta in linea con altre dicerie medievali che non hanno alcun fondamento scientifico e possono portare ad un approccio leggero di una problematica la cui rilevanza è stata sottolineata dal Ministero della Salute».
Secondo l’associazione l’unica vera arma contro l’avvelenamento resta l’informazione capillare sul territorio, soprattutto attraverso l’affissione di manifesti  nelle sale di attesa mediche.