L'IMPREVISTO

ABRUZZO. Concorsone L’Aquila, il Ministero stana la talpa. Ecco chi è

«Episodio deprecabile». E' stato a capo della Sge la struttura che ha governato l'emergenza ricostruzione

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Petullà e Di Stefano

Petullà e Di Stefano

L’AQUILA. Un segreto che non è rimasto tale troppo a lungo.

Mentre in città infuriano le polemiche e da più parti arrivano richieste di sospensione del concorsone da 300 posti, al Ministero per la Coesione territoriale si è lavorato alacremente per risolvere il ‘caso’ che ha sconvolto la già non facile selezione pubblica. Dopo la denuncia del sindaco Massimo Cialente la Procura ha aperto un fascicolo ma i tempi della magistratura, si sa, sono ben più lenti di una ispezione ministeriale.
Dopo una rapidissima indagine interna il Formez aveva garantito che non c’era stata alcuna falla nel sistema.
Tesi completamente diversa quella che viene fornita dal ministero diretto da Fabrizio Barca che in poche ore ha stanato la talpa che lo scorso 26 ottobre avrebbe passato ad un sito aquilano un “quiz-tipo” relativo alle prove preselettive del concorso Ripam Abruzzo, prima che la “banca dati dei test” venisse pubblicata sul sito del Formez.
«La deprecabile diffusione di questo “quiz tipo” ha creato significative ansie nei candidati, dubbi sulla correttezza della procedura e vivaci polemiche a livello locale», denuncia il Ministero.
Sempre da Roma, però, assicurano che si è trattato della anticipazione di un quiz-tipo, comunque non sorteggiabile e non somministrabile il giorno dei test, all’interno di una prova preselettiva di cui il prossimo giorno 9 novembre (secondo il bando di concorso) saranno rese pubbliche tutte le risposte.
Comunque l’indagine interna è partita comunque. Dalla verifica condotta dal Formez, «non è emersa alcuna falla nella banca dati del Formez né nella procedura, né è emerso alcun comportamento irregolare tra i dipendenti dell’istituto».
Dalla verifica nelle strutture del Ministro per la coesione territoriale, è emerso ben altro e si fa anche il nome della talpa: «il dr. Roberto Petullà, in servizio presso le strutture del Diset dal 1 giugno scorso, alle ore 8,58 del 26 ottobre – utilizzando la propria e-mail di servizio – con sorprendente leggerezza, ha trasmesso il “quiz tipo” alla giornalista che poi ha pubblicato la notizia. Il dr. Petullà ha immediatamente trasmesso al Capo Dipartimento del Diset una nota con cui ha manifestato la propria intenzione di lasciare l’attuale incarico di rientrare da subito negli uffici di appartenenza del Dipartimento della Protezione civile».
L’ingegner Mancurti ha condiviso con il Ministro Barca l’amarezza per questa vicenda e ha accolto la richiesta, «con la quale si evita che un singolo atto individuale abbia riflessi sul buon andamento dell’Amministrazione».

CHI E’ PETULLA’
Roberto Petullà è una vecchia conoscenza de L’Aquila essendo stato Coordinatore della SGE dal dicembre 2010.
Proprio lui in uno dei suoi primi interventi spiegò il ruolo della Struttura gestione emergenza (SGE). «Fin dal primo momento», si legge in un vecchio comunicato, «la Struttura ha proseguito egregiamente l’attività svolta dalla Direzione di comando e controllo (Dicomac) resa operativa dal Dipartimento della Protezione civile nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 6 aprile 2009. Per quanto riguarda i dipendenti comunali che lavorano presso la SGE, essi sono stati assegnati alla Struttura da un decreto del Commissario Gianni Chiodi, su richiesta del Sindaco Massimo Cialente, per eseguire compiti di rilevante importanza connessi all’assegnazione degli alloggi antisimici (Progetto C.A.S.E e MAP) e del Fondo immobiliare e per procedere ai controlli necessari, affinché sia garantita equità, legittimità e trasparenza nelle procedure di consegna e revoca degli alloggi medesimi».
Insomma Petullà ha svolto ruoli apicali nei momenti critici del passaggio della gestione dalla Protezione civile al commissario straordinario per la ricostruzone occupandosi di tutte le questioni nevralgiche come l’assegnazione degli alloggi, le relazioni con i vari Fondi immobiliari.
Durante la campagna elettorale infuocata per il nuovo sindaco de L’Aquila l’attuale assessore regionale, Gianfranco Giuliante, mise in crisi più volte la gestione commissariale della ricostruzione con una serie di rivelazioni che riguardavano affidamenti di appalti fatti dalla Sge
Di fatto la struttura ai tempi di Petullà aveva rapporti di consulenza con Formez, Selex (Finmeccanica), Linea Amica e Adsu poi non più rinnovate. Dopo la polemica sollevata per consulenze troppo onerose lo stesso Petullà annunciava l’interruzione di quei rapporti e di fatto orientandosi verso soluzioni più vantaggiose.
Tra le consulenze –come detto- anche quelle alla Selex, partner privato di Abruzzo Engineering, in quei giorni al centro dell’attenzione del presidente della Regione (e commissario straordinario), Giani Chiodi, per aver denunciato presunte truffe (di cui nessuno ha mai più parlato) proprio da parte di Selex che avrebbe venduto servizi e progetti a prezzi fuori mercato. Chiodi lanciò le rivelazioni in un coniglio regionale straordinario.
Sempre Giuliante colpì la Sge e Chiodi per altri appalti in affidamento diretto.
Un altro momento di tensione fu vissuto dalla Sge quando si iniziò a parlare di un misterioso documento che ha agitato le acque per diversi giorni. Si trattava della “relazione” dell’ingegnere Sergio Iovenitti, ex consulente Sge, in cui il tecnico segnalava al commissario Chiodi le criticità nella gestione di due organismi, la Sge (struttura gestione emergenza) e la Stm (struttura tecnica di missione) deputati alla ricostruzione de L'Aquila e guidati da Gianni Chiodi.
Inutile dire che la relazioni rimase blindata e sia Iovenitti che Petullà negarono il documento a PrimaDaNoi.it che chiedeva di visionarlo parlando di atto interno e dunque “segreto”.