SPENDING REVIEW?

L’Arssa, competenze (e soldi) trasferiti al Consorzio Bonifica Ovest

L’agenzia non c’è più ma i costi si sentono ancora

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2383

Chiodi e Febbo

Chiodi e Febbo

ABRUZZO. La soppressione dell’Arssa è uno dei vanti più grossi del governo Chiodi.


Il provvedimento, passato a luglio dello scorso anno,
«è stato salutato come un miglioramento dei servizi garantiti sul territorio» e il rafforzamento del «contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica».
La soppressione viene sempre citata (al pari delle soppressioni di Aptr e Abruzzo Lavoro) come modello di risparmio e comportamento virtuoso. Ma gestire oggi quanto prima doveva gestire l’Arssa costa alla Regione ancora un bel po’ di soldi. Inizialmente si era detto che le funzioni dell’agenzia regionale sarebbero state svolte dagli stessi dipendenti confluiti in regione, risparmiando così i costi di gestione del CdA. Ma oggi, a fronte di quel risparmio, quanto si sta spendendo in più?

E’ arrivata infatti la legge regionale 42/2012 del 10 agosto scorso
che affida la gestione di alcune funzioni Arssa al Consorzio Bonifica Ovest -Bacino Liri – Garigliano che adesso dovrà occuparsi da solo delle opere e delle infrastrutture di bonifica nell’alveo dell’ex lago del Fucino.
Così è stato stipulato tra la Direzione regionale Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, sulla base di apposita delibera della Giunta regionale, una convenzione con il Consorzio e vengono stanziati anche 400.000 euro solo per il 2012 Per gli anni successivi sono previsti altri 600 mila euro di spesa «pari alla spesa storica annualmente sostenuta dall’Arssa per la gestione e la manutenzione ordinaria di tali opere, rivalutati su base Istat». Dunque almeno su questo nessun risparmio. Viene poi chiarito che «possono essere stanziati importi maggiori qualora situazioni non prevedibili lo richiedano» e che «i costi connessi all’attuazione degli interventi di manutenzione straordinaria sono a carico della Regione Abruzzo».
Allo stesso tempo la Regione ha trasferito al Consorzio i beni immobili del complesso immobiliare di "Via Nuova" ad Avezzano, già appartenenti al patrimonio disponibile dell’Arssa, «quali opere derivanti dalla Riforma Fondiaria, indispensabili per l’espletamento dei compiti connessi con la bonifica integrale del Fucino».

Se i dipendenti sono stati svuotati di queste mansioni avranno dunque una cosa in meno a cui pensare. Ma il loro costo, quello sì, resta invariato.

ARSSA: «SI RISPARMIANO 3,6 MILIONI DI EURO»
L‘assessore Febbo conferma comunque un risparmio per l’Ente di «3 milioni 600 mila euro annui di spese fisse» e sottolinea che i dipendenti dell’ex Agenzia regionale sono stati ricollocati presso gli uffici della Direzione Politiche agricole, «con un positivo effetto sull’attività degli uffici che possono così beneficiare della professionalità di tecnici altamente qualificati e se ci sono stati dei fisiologici e iniziali problemi organizzativi (magari artatamente sollevati da lobby interne), questi sono in via di risoluzione».
L’assessore non mette in dubbio «gli effetti positivi della manovra» e assicura: «l’Arssa così come era strutturata non aveva più motivo di esistere, era necessario procedere ad una incisiva riorganizzazione che permettesse di rendere efficienti ed efficaci le risorse reali a nostra disposizione e non a produrre debiti e sprechi».

Per il Consorzio di Bonifica Ovest il passaggio delle funzioni  è stato «necessario per permettere al Consorzio stesso di continuare a realizzare quei lavori necessari alla fondamentale manutenzione delle opere presenti nel Fucino. Inutile sottolineare quanto siano importanti tali attività per quell’area che è a rischio di dissesto idrogeologico: per questo quei 600 mila euro, da sempre destinati a tali attività, sono necessari per il Fucino. Ma probabilmente tutto questo è secondario quando si vuole costruire critiche strumentali nei confronti di questa Amministrazione regionale».
Un altro risparmio, insiste Febbo, è quello inerente le spese per l’attività di promozione, che prevedono la partecipazioni a eventi e manifestazioni all’estero. Per questa voce prima dell’insediamento della Giunta Chiodi, in Abruzzo «si spendevano 6/8 milioni di euro annui», riferisce l’assessore. «Oggi grazie alla lungimiranza di questa amministrazione, si spendono 600/800 mila euro che equivalgono a un decimo delle cifre degli anni passati con un incremento della partecipazione a fiere e manifestazioni internazionali».

a.l.