L'UDIENZA

ABRUZZO. Sanitopoli: in aula quadri, consulenze, e viaggi degli imputati

Ieri nuova udienza del maxiprocesso tra scontri e accuse ormai all’ordine del giorno

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Carmelo de Santis

Il giudice Carmelo De Santis

PESCARA. Quadri venduti per acquistare la casa di Guido Del Turco, figlio dell’ex governatore Ottaviano.
Poi le consulenze alla Regione di quattro collaboratori segnalati direttamente da Del Turco e acquisti in contanti di Quarta e Cesarone.
Ancora una udienza ieri nell’ambito del processo Sanitopoli a Pescara. Sono sfilati ancora testimoni dell’accusa tra i quali alcuni consulenti che hanno parlato dei conti e dei bilanci del gruppo Villa Pini e alcuni finanzieri che si sono occupati di intercettazioni e accertamenti patrimoniali.
La vicenda dei quadri venduti da Ottaviano Del Turco alla galleria di amici Mucciaccia di Roma è stata al centro della mattinata. A deporre sui risultati delle indagini un maresciallo della guardia di Finanza di Pescara che poi si è scoperto rendere conto di una indagine parallela avviata da pochi mesi dalla stessa procura di Pescara su documenti e fatti già emersi dalle perquisizioni del 2008.
La circostanza ha fatto saltare sulla sedia le difese che hanno contestato la circostanza, chiaramente esclusa dal codice poiché non possono finire dentro il processo atti che non siano stati già depositati o risultanze di investigazioni compiute dopo la chiusura delle indagini.
Il presidente del collegio, Carmelo De Santis, ha assicurato che le circostanze raccontate e gli atti di indagine successivi non saranno considerati.
La questione dei quadri venduti riusale al 2006 e si tratta di cinque pezzi, tra cui uno Schifano, da parte di Del Turco alla galleria Mucciaccia di Roma. Il ricavato e' servito, come ha detto lo stesso Del Turco in una precedente udienza, per acquistare un appartamento al figlio Guido. I quadri poi sono stati venduti dalla galleria romana alla società Global service, del gruppo Tosinvest. L' accusa sostanzialmente mette in correlazione questa vendita con l'assegnazione di 25 posti letto alla clinica San Raffaele di Sulmona (L'Aquila) del gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci.

Alcuni esponenti e dirigenti del gruppo Tosinvest erano stati intercettati durante le indagini per cui i contatti e le relazioni sono un fatto non contestato.
Durante il controesame del teste, che ha parlato di una serie di anomalie nella compravendita dei quadri (ricevute e fatture con date diverse e dichiarazioni dei redditi tra i diversi soggetti non congruenti), il difensore dell'ex governatore abruzzese, l'avvocato Giandomenico Caiazza, ha chiesto se in prossimità della vendita sono stati adottati o discussi atti amministrativi relativi alla Tosinvest. Il finanziere ha risposto che nel 2006 si discuteva l’assegnazione di posti letto fatta poi con la legge approvata nel 2007.
Caiazza ha poi depositato dei documenti in cui risulta che i 25 posti letti non furono assegnati per volontà della giunta regionale.
In mattinata si è parlato anche dell'acquisto in contanti, nel 2007, di due pellicce per un valore totale di 5 mila e 400 euro da parte della moglie dell'ex capogruppo del Pd alla Regione, Camillo Cesarone, anche lui imputato nel procedimento. Tra gli argomenti portati all'attenzione del tribunale anche alcuni contratti di collaborazione stipulate dalla Regione con persone legate da rapporti di amicizia o di tipo personale con l'ex presidente Del Turco.
Si tratta dei collaboratori della segreteria regionale di allora: Roberta Galeotti, Silvia Pegoraro, Egidio Marzicola (il fotografo ufficiale) e Angelo Salucci, vignettista istituzionale, figlio del sindaco di Collelongo.
Anche in questo caso il finanziere ha parlato di diverse anomalie sulle procedure adottate per l’assunzione dei collaboratori, procedura iniziata sempre con una lettera dell’ex governatore che indicava i nomi (come nel caso di Marzicola e Salucci) o comunque con una richiesta di collaboratori. Per quanto riguarda il caso di Galeotti il finanziere ha raccontato che durante le perquisizioni non hanno mai trovato i documenti originali dei titoli che dovevano essere prodotti per superare la selezione pubblica, mentre hanno trovato una lettera di sollecito del dirigente regionale che li richiedeva, dopo l’assunzione, entro un termine perentorio. Lo stesso finanziere ha anche raccontato che da contratto i collaboratori dovevano presentare una relazione mensile che invece non è stata mai presentata.
Boschetti a metà mattinata è stato allontanato dall’aula per comportamento scorretto dopo aver inveito contro un testimone.
Il pomeriggio ha invece avuto come oggetto i risultati degli accertamenti finanziari fatti nei confronti dell'ex segretario generale dell'Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta, e dell'ex capogruppo del Pd, Camillo Cesarone.
Tra i testimoni, il maresciallo della Guardia di Finanza Giampaolo Ioannone che ha ricostruito i movimenti sui conti correnti dei due imputati e in particolare, per quanto riguarda Quarta, tutta una serie di versamenti in contanti fatti dal 2003 al 2008. Particolarmente accurata, inoltre, la ricostruzione fatta in aula delle modalità di acquisto della casa di Quarta, secondo quanto emerso dagli accertamenti, e di un' Audi A6, dopo un anno venduta ad un società di leasing e poi finita ad Abruzzo Engineering, di cui l'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della Regione era presidente. Per quanto riguarda Cesarone, il finanziere ha riferito che gli accertamenti fecero emergere viaggi in Kenya, Grecia e Ischia, fatti con pagamenti in contanti, oltre all'acquisto di orologi di marca, tra cui cinque Rolex trovati in casa durante una perquisizione.