Abruzzo. Taglio tribunali, domenica avvocati in piazza a Casalbordino

La protesta continua in tutta Italia

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Abruzzo. Taglio tribunali, domenica avvocati in piazza a Casalbordino
ABRUZZO. Avvocati e giudici di pace stanno protestano in tutta Italia.

Indossando le loro toghe e sfilando in corteo contro «la nuova riforma della giustizia e la chiusura dei tribunali».
A Roma il 23 ottobre scorso, un corteo con tanto di bara di cartone, un modo per dire «la giustizia è morta». Chiuderanno, dunque, almeno per ora e sulla carta, 220 sedi distaccate di tribunali e 667 uffici di giudici di pace. Prosegue l'impegno promossa dall'Ordine Avvocati Tribunale di Vasto e gli avvocati di Casalbordino coordinati dal vicesindaco di Casalbordino, Vincenzo Cocchino. Si mobilitano per manifestare contro la chiusura del Tribunale di Vasto, domenica 4 novembre a Casalbordino saranno allestiti 2 gazebo per la raccolta delle firme contro la chiusura.
Uno in Piazza Garibaldi (centro storico), l'altro vicino alla Basilica Madonna dei Miracoli (vicini ufficio giudice di Pace). Sarà presente una delegazione del Consiglio dell'Ordine con a capo il presidente Nicola Artese e tutti gli avvocati di Casalbordino.
«Siamo scesi in piazza per tutelare i cittadini, - spiegano gli avvocati - i nostri diritti sono sempre più compromessi e in molti casi addirittura preclusi dall'esponenziale aumento dei costi dei processi, dalle riforme procedurali che impediscono l'effettivo svolgimento del giusto processo, dalla indiscriminata cancellazione di presidi territoriali di giurisdizione, dalla sottrazione di fondi e di personale alla giurisdizione e dalla privatizzazione della giustizia con l'introduzione di costosi istituti meta-giuridici».

Intanto in Sardegna i giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno rigettato la richiesta di sospensiva della legge che sopprime le sezioni staccate dei Tribunali in Italia, fra cui Olbia e La Maddalena, presentata dagli avvocati e dall'amministrazione di Olbia.
Il Tar, però, ha rinviato al 23 gennaio prossimo la discussione nel merito, perché all'interno del ricorso si sono prospettate «alcune questioni di costituzionalità rilevanti e meritevoli di approfondito esame proprio della fase di merito»", si legge nel dispositivo depositato.