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ABRUZZO. Il Governo ha deciso: in Abruzzo 2 Province. Questione chiusa

Passa l’opzione L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti

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CARTINA PROVINCE ABRUZZO

La cartina diffusa oggi dal Governo

ROMA.  Confermate le previsioni dei giorni scorsi: il governo Monti mantiene in Abruzzo 2 Province che saranno L’Aquila –Teramo  e Pescara- Chieti.
 Quella che ha promosso il Governo è  l’ipotesi che ha avuto il via libera dal Comitato per le autonomie locali (con appena 8 voti su 20) ma che ha creato allo stesso tempo molti malumori.
Non è stata invece rispettata la volontà del Consiglio regionale che nei giorni scorsi ha chiesto la soppressione di tutte le Province. Si preannuncia dunque una battaglia e a questo punto l’ente regione dovrebbe proporre un ricorso alla Corte Costituzionale, così come annunciato.

Bocciata anche la richiesta del sindaco di Chieti Umberto Di Primio che questa mattina aveva incontrato il ministro Patroni Griffi per spingere l’ipotesi delle tre Province: L’Aquila e Chieti (che hanno i numeri per restare in piedi da sole) e quella unificata di Pescara-Teramo.

«SCELTA IRREVERSIBILE», ECCO COSA CAMBIA
Il decreto sulle Province approvato oggi dal Consiglio dei Ministri prevede 51 Province comprese le città metropolitane.
Dal 1° gennaio prossimo le giunte provinciali italiane saranno soppresse e il presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. Questo fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014.
Solo in quella data, infatti, la riforma delle Province sarà attiva. A novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici.
Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le Province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto.
«Per assicurare l’effettività del riordino posto in essere», ha spiegato il ministro Patroni Griffi, «senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il Governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta».
Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta altresì ferma l’abolizione degli assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo. «Il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto», ha spiegato ancora il ministro. «Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma». 

«GOVERNO DA’ RAGIONE AL CAL»
«E’ una conferma decisiva, che attesta la valenza dei lavori del Cal Abruzzo, contro alcune previsioni, – ha dichiarato il presidente Antonio Del Corvo - un risultato che ha tenuto conto dei pareri di tutti i protagonisti del territorio e che ha evidentemente trovato il pieno consenso, durante la seduta del Consiglio dei Ministri. Una soluzione che nasce dalle caratteristiche geografiche, economiche e sociali di due comprensori che presentano delle analogie, che unite possono fare leva sullo sviluppo e la valorizzazione della nostra terra».