INCHIESTA CHIUSA

ABRUZZO. Scomparsa Roberto Straccia, la procura archivia: «nessuna ipotesi di reato»

Per il pm non si esclude suicidio

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Roberto Straccia

L'ultima immagine di Roberto

PESCARA. Non ci sarà mai una risposta certa su quella scomparsa.

Il procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli, ha chiesto l'archiviazione per il caso Roberto Straccia. Così come anticipato già a febbraio scorso da PrimaDaNoi.it  l’indagine si è chiusa senza soluzioni. Il gip adesso dovrà decidere se procedere con la chiusura o chiedere ulteriori indagini. Anche la famiglia Straccia potrebbe (e lo farà sicuramente) opporsi alla richiesta del pm.
Il giovane 24 enne di Moresco è sparito a Pescara il 14 dicembre 2011 mentre faceva footing; il corpo è stato poi ritrovato davanti alle coste di Bari il 7 gennaio 2012. Il pm nel chiudere il fascicolo ha spiegato che non sono emersi fatti di reato.
Anche se non lo ha detto esplicitamente il magistrato non ha escluso l’ipotesi del suicidio anche se la famiglia ha continuato a ripetere di non credere a questa strada. I periti di parte sostengono che lo studente sia caduto in acqua in stato di incoscienza e dunque «uno stato di narcosi, le cui cause sono tutte da chiarire».
La verità è che nulla di rilevante è emerso da tutte le analisi effettuate su pc o lettore musicale che il giovane aveva in tasca, nessun elemento di violenza è emerso dalla autopsia che avrebbe accertato la morte per annegamento, cioè dando la certezza che il ragazzo era vivo quando è finito in acqua. Straccia quindi sarebbe morto lo stesso giorno della scomparsa. Al dolore si accompagnerà per sempre la rabbia di una morte non spiegata.

IL CASO DI SILVANA PICA
Va avanti invece l’inchiesta sulla scomparsa di Silvana Pica, sparita il 17 gennaio. Nessuno stop, dunque, come ha confermato nei giorni scorsi anche il prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono.
Eppure i due casi hanno un punto di contatto che potrebbe anche non significare niente per la risoluzione ma che si può definire comunque strano.
L’ex coinquilino della donna era, infatti, il ‘super testimone’ del caso Straccia: l’uomo aveva raccontato, ma non era stato creduto dagli inquirenti, di aver visto Roberto la sera della scomparsa e aveva raccontato di averlo visto parlare con qualcuno all’interno di un grosso suv nero.
Se nel caso di Roberto non ci sono mai state segnalazioni ritenute attendibili, nel caso di Silvana, invece, sono arrivati messaggi e indicazioni inquietanti come il plico anonimo con una ciocca di capelli bionda, due blister di medicine compatibili con il disturbo bipolare di cui la donna soffriva, una cartuccia di pistola calibro 38 e una lettera anonima con minacce e sconcertanti rivelazioni.