DISORDINE SUL RIORDINO

ABRUZZO. Riordino Province, Di Primio sospende lo sciopero della fame

Dopo ore di attesa ministro accorda incontro

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. Alle 9.58 l’annuncio su Facebook. Il sindaco Di Primio scrive: «da stamattina comincio lo sciopero della fame».

Nel Consiglio dei ministri di oggi, al massimo domani, il Governo Monti presenterà il decreto legge che ridisegnerà la mappa delle Province e ufficializzarà la nascita delle 10 Città Metropolitane italiane.
In Abruzzo c’è molta agitazione dal momento che la politica locale non è riuscita a trovare una soluzione che soddisfi tutti e il Consiglio regionale non ha avanzato ipotesi di accorpamento ma ha garantito che se dovesse accadere qualcosa di diverso rispetto all’abolizione totale di tutti e 4 gli enti si rivolgerà alla Corte Costituzionale.
Per la regione, come anticipato già nei giorni scorsi l’esecutivo monti punta all'accorpamento Chieti-Pescara e L'Aquila-Teramo.
Una ipotesi che scontenta soprattutto Chieti che teme di essere schiacciata da Pescara, di perdere la propria storia, i propri uffici e continua a ribadire che ha tutti i numeri per sopravvivere, anche da sola.
Per questo, stamattina il sindaco di Chieti Umberto Di Primio inizia lo sciopero della fame davanti a palazzo Chigi, come annuncia lui stesso sulla sua pagina Facebook.
«In Abruzzo, lo abbiamo già detto al ministro Cancellieri e scritto al premier Monti, la soluzione migliore di riordino é quella che prevede tre province L'Aquila, Chieti e Pescara-Teramo (le uniche due che non hanno i requisiti)», continua Di Primio.
«Il governo non può, per un mero calcolo ragionieristico, umiliare i territori, mortificare storie millenarie, negare il futuro a città come Chieti distruggendo la economia, il sistema economico, generato dagli uffici periferici dello Stato. Solo per Chieti parliamo di circa duemila dipendenti ed un indotto inestimabile. La verità é che il governo ha venduto, parlo di questa specie di riordino, come riforma una manovra inutile che soddisfa i populisti, ma non porterà alcun reale vantaggio ai territori ed al bilancio dello Stato. Non cesserò lo sciopero della fame fino a quando non avrò certezza che sia stata rispettata la legge e Chieti, unica provincia in Abruzzo ad avere i requisiti, continuerà ad essere capoluogo di provincia».
Su Facebook i cittadini sono solidali con Di Primio: « Siamo con Lei Sindaco. Senza una presa di posizione forte, questa città e questa provincia moriranno», «vai sindaco, difendi la città», «mi aspetto che vengano con lei anche Di Giuseppantonio, il senatore Di Stefano e perchè no anche senatore Legnini. Chi la lascia solo non merita il voto», «mai con Pescara».

«Non cesserò lo sciopero della fame – ha assicurato il sindaco - fino a quando non avrò certezza che venga rispettata la legge e Chieti, unica in Abruzzo ad avere i requisiti, continui a conservare il suo status di capoluogo di Provincia».

9 ORE DOPO, SCIOPERO SOSPESO
Di Primio su Facebook ha appena annunciato che il ministro Patroni Griffi ha accolto la sua richiesta di incontro: «ci vediamo domattina alle 18.15 al ministero della funzione pubblica. Nel frattempo il consiglio dei ministri ha soprasseduto alla adozione di provvedimenti sul riordino. È un primo segnale positivo speriamo bene».
Insieme al sindaco ci sono gli assessori comunali Mario Colantonio e Roberto Melideo e i consiglieri comunali Gianni Di Labio, Marco Di Paolo, Palmerino Di Renzo ed Emiliano Vitale. Di Primio ha annunciato che sospenderà momentaneamente lo sciopero della fame: «la mia non sarà una cessazione della protesta ma una momentanea sospensione in attesa di auspicabili positivi sviluppi».

D'ALESSANDRO (PD): «PATETICO»
«Quanto è patetico Di Primio? Sciopero della fame a Roma, ma abbuffata di silenzio all'Aquila davanti all'assessore regionale Mauro Febbo ed al presidente della Giunta Gianni Chiodi». Lo afferma il Capogruppo del PD in Regione Camillo D'Alessandro a commento dell'iniziativa del sindaco di Chieti Umberto Di Primio. «Costui sarebbe il difensore delle ragioni di Chieti? La verità è che il sindaco di Chieti non è riuscito neanche a convincere il suo compaesano Febbo. Entrambi non contano nulla».

DI GIUSEPPANTONIO: «PRESSIONI SUL PARLAMENTO»
Il presidente Enrico Di Giuseppantonio ha convocato la Giunta provinciale e ha espresso solidarietà al sindaco di Chieti Umberto Di Primio. «Se il Governo dovesse decidere per l’accorpamento, siamo pronti a concentrare ogni pressione sul Parlamento affinchè quella decisione venga profondamente rivista. Nel frattempo attraverso l’UPI, l’Unione Province Italiane, ci stiamo organizzando affinchè le giuste e legittime ragioni che portiamo avanti trovino il sostegno del maggior numero possibile di Province italiane».

RICCARDO (IDV) NON APPROVA
«Non si tutela il futuro di Chieti difendendo un ente anacronistico come la Provincia», commenta invece il coordinatore Regionale Giovani Italia dei Valori Abruzzo, Giampiero Riccardo. «Modernità non è solo scattare una ridicola foto con l'Iphone e postarla sulla propria bacheca Facebook. Bisogna sincronizzare idee e proposte al 2012, e soprattutto alle sfide che la crisi ci impone. Più che provare a sopravvivere nella Chieti di oggi, a me interessa vivere nella Chieti di domani. Una Chieti che possa offrire opportunità e che generi sviluppo».