Forest Oil, il comitato Via non decide: ambientalisti sospettosi…

Caporale (Verdi): «tira una brutta aria in Regione»

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Walter Caporale

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BOMBA. La seduta della commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) chiamata a pronunciarsi sul progetto di estrazione di gas della Foresto Oil in prossimità del lago di Bomba, si è risolta in un nulla di fatto. Il 23 ottobre il progetto di realizzazione dell’impianto di produzione e trattamento di gas è tornato nuovamente all’esame del Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale, come richiesto dai giudici del Tar. Uno dei punti controversi della seduta, secondo indiscrezioni, è stato il problema della qualità dell'aria che sarà discusso in un prossimo consiglio regionale.
Sull’argomento è intervenuto Walter Caporale capogruppo dei Verdi in Regione che ha stigmatizzato quanto accaduto. Per il rappresentante dei Verdi è arrivato il momento di dire basta ai continui rinvii della pratica.
«Questa è una storia infinita», ha dichiarato, «ancora un rinvio, ancora richieste di ulteriori studi alla Forest Oil. Vorrei capire perché si voglia tirare in ballo il Piano delle emissioni se il progetto è da bocciare a causa del rischio subsidenza in un’area geologicamente instabile e provata dalla presenza di un bacino idrico. La centrale idroelettrica del lago di Bomba è già definita per legge altamente pericoloso. Sempre per legge non è possibile allocare più impianti pericolosi in una stessa area soggetta a rischi idrogeologici».
E infatti, alla base delle contestazioni al progetto da parte di Comitati, ci sono proprio le preoccupazioni per i rischi idrogeologici e le emissioni ambientali sebbene la società abbia fornito diverse rassicurazioni in merito.
«Di cosa stiamo parlando?», ha rincarato Caporale, «perché questi ulteriori rinvii? Perché si tergiversa e si perde di vista il più palese dei motivi per la bocciatura del progetto? Ora si chiede al Consiglio regionale l’interpretazione autentica del Piano delle emissioni? Un consiglio regionale che ha appena bocciato una risoluzione che avrebbe liberato l’Abruzzo da nuove richieste estrattive di idrocarburi liquidi e gassosi? Un Consiglio regionale chiamato in causa dai tecnici per avallare un progetto che non avrebbe ragione di esistere e tantomeno di essere discusso dal Via? Tira una brutta aria in Regione!! Un’aria che permette ai petrolieri di sguazzare a piacimento e di rimettere in discussione ciò che è stato bocciato per motivi di sicurezza dei cittadini! Vergognoso!».
Critiche, anche dall’associazione Nuovo Senso Civico.
«La vicenda della raffineria Forest a Bomba», ha detto, «nel suo estenuante tira e molla in scena da troppi mesi, ha assunto un significato che va ben al di là del semplice progetto industriale. E’ ormai evidente lo scontro tra due opposte visioni della dialettica civile: la prevaricante prepotenza del denaro da una parte e la diffusa, ostinata resistenza popolare a quella che si reputa una palese ingiustizia. E’ mai possibile che la volontà generale non conti nulla nel processo decisionale? E’ così facile infischiarsene ed imporre le proprie scelte minoritarie così straordinariamente osteggiate? E’ logico che sia l’ospite a dettare le regole al padrone di casa?».
L’istanza presentata dalla Forest Oil per la concessione di coltivazione di idrocarburi finalizzata alla realizzazione del proprio progetto denominato "monte Pallano" prevede la perforazione e messa in produzione di ulteriori tre pozzi. Ma è prevista anche la realizzazione nel territorio del comune di Bomba di una centrale di raccolta e trattamento gas estratto e la costruzione di un metanodotto di allacciamento alla rete Snam.
Il 10 aprile scorso il Comitato Via de L’Aquila ha bocciato il progetto. La Forest allora ha contestato questa decisione facendo ricorso al Tar e chiedendo allo stesso Comitato Via un riesame dell’argomento con la presentazione di ulteriori documenti. Nel frattempo sempre la Forest ha avanzato la richiesta alla Regione Abruzzo di un risarcimento di oltre 140 milioni di euro in caso di bocciatura definitiva del progetto.
Il Tar di Pescara con un'ordinanza ha sospeso il parere negativo del comitato Via della Regione Abruzzo imponendo un nuovo passaggio al comitato stesso.