LA SENTENZA

Il giudice: «Salvatore Parolisi ha ucciso Melania Rea»

Questa sera la decisione del gup Tommolini:ergastolo (30 anni)

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7445

Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

TERAMO. Parolisi è stato condannato all’ergastolo: per il giudice è stato lui ad uccidere la moglie Melania Rea.

E’ quanto deciso questa sera dal gup Tommolini dopo poco meno di quattro ore di Camera di Consiglio. Parolisi viene dunque ritenuto responsabile di omicidio volontario pluriaggrevato dalla minorata difesa. Entro 90 giorni il gup dovrà motivare la sentenza.

Con il rito il caporal maggiore beneficia di un terzo della pena dunque dovrà scontare 30 anni di carcere.

TOLTA LA PATRIA POTESTA’
A Salvatore Parolisi sono state comminate tutte le sanzioni accessorie, dall'interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà genitoriale.
«Non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno», ha commentato con le lacrime agli occhi, il papa di Melania, Gennaro Rea. «La famiglia Rea è soddisfatta perché Melania ha avuto giustizia ma il nostro cuore è straziato», ha detto invece il fratello Michele Rea «non ci sono vincitori perché ad essere stato condannato è stato il marito di mia sorella e il padre della piccola».

PAROLISI ASSENTE ALLA LETTURA
Il giudice Tommolini ha anche disposto una provvisionale di un milione di euro a favore della piccola Vittoria e 500 mila euro ciascuno per i genitori di Melania.
Al momento del pronunciamento della sentenza Parolisi non era in aula a causa di un ritardo. Quando è arrivato e ha saputo della condanna gli hanno chiesto se voleva che venisse riletto: ha risposto di no. Gli avvocati la raccontano così: perché Salvatore non era in aula alla lettura della sentenza? «E' stata una imprecisione del giudice che non si è accorto che non c'era. E' stato il padre di Melania, Gennaro, a chiedere che Parolisi fosse in aula. A quel punto il giudice si è interrotto e lo ha chiamato, ma, ha spiegato Biscotti, in quel momento è stato lui stesso a dire a Parolisi della condanna».
Per poter partecipare alla lettura del dispositivo Salvatore nel pomeriggio di oggi non aveva fatto rientro nel carcere di Castrogno ma era rimasto in attesa nei sotterranei del tribunale, sorvegliato dalla polizia giudiziaria.

«SONO INNOCENTE»
«Innocente, sono innocente», lo ha ribadito ai suoi avvocati Salvatore Parolisi dopo che il gup del Tribunale di Teramo lo ha condannato all'ergastolo per la morte della moglie Melania Rea.
«Salvatore è un soldato e sa che bisogna combattere. E' una situazione difficile ma noi andremo avanti. Leggeremo con ansia le motivazioni della sentenza e le impugneremo», hanno detto poi gli avvocati.

PROCURATORE: «SIAMO SODDISFATTI»
Chiuso ancora in un mutismo il pm Davide Rosati. A parlare è invece il procuratore capo di Teramo Gabriele Ferretti il quale ha solo brevemente commentato: «siamo soddisfatti perché la sentenza ha rispettato in pieno l'impianto accusatorio nel quale abbiamo sempre creduto».
Ma già comincia la pioggia di critiche.

«CAPRO ESPIATORIO»
«Una condanna all'ergastolo singolare ed emessa in assenza di prove schiaccianti. C'era bisogno di un capro espiatorio. Questa sentenza getta una luce malinconica sulla giustizia italiana»: ha detto Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo. «Non ci sono neppure indizi concordi o convergenti tali da permettere una condanna al di la' di ogni ragionevole dubbio. Anzi in questo caso i dubbi sono parecchi, sia sulla dinamica sia sul movente che, francamente, e' labilissimo». Meluzzi sottolinea «l'assenza di corpi di reato e di prove documentali e scientifiche certe».

SENTENZA MOLTO ATTESA
Intanto a Somma Vesuviana, a casa della famiglia Rea stanno arrivando anche altri parenti. Dinanzi alla palazzina ci sono numerosi giornalisti, arrivati nelle prime ore della mattinata. Tanti gli automobilisti che si stanno fermando che vorrebbero abbracciare i familiari della donna.
La sentenza era molto attesa in tutta Italia, l’evento è stato seguito anche da alcuni canali all news che hanno  proposto dirette per tutto il pomeriggio. La famiglia di Melania è rimasta in attesa nei pressi del tribunale. Ci sono tutti i parenti tranne mamma Vittoria rimasta a Somma Vesuviana con la nipotina.
E’ la seconda volta in pochi giorni che in Abruzzo arriva una sentenza (la prima è stata quella della Grandi Rischi di lunedì scorso) che ha tenuto desta l’attenzione di tutta Italia. In tutti e due i casi si tratta di un pronunciamento che fa e farà discutere.

«SPERIAMO NON SIA LUI»
«Non credo ci possa essere una via di mezzo, a mio parere il giudice si esprimerà per l'ergastolo o per l'assoluzione», aveva detto a metà pomeriggio l'avvocato di Salvatore Parolisi.
«Siamo fiduciosi e crediamo nell'assoluzione di Parolisi – aveva detto ancora Biscotti - non è stato tralasciato nessun particolare per contestare il castello accusatorio. Il dibattimento è stato serio, ha avuto anche toni aspri ma sempre nel pieno rispetto dei ruoli di ognuna delle parti».
«La speranza che non sia stato lui c'è, ma gli occhi parlano e neanche oggi abbiamo incrociato quelli di Salvatore». Lo ha detto il padre di Melania Rea, Gennaro, in attesa della sentenza. «Spero sempre che non sia stato lui, ma gli occhi sono lo specchio dell'anima e neanche oggi abbiamo avuto modo di incrociare i nostri con i suoi».
E oggi sono tornati a parlare anche i concittadini di Melania. «Se i giudici lo riterranno colpevole si merita l'ergastolo – hanno detto alcuni residenti di Somma Vesuviana, nella centralissima via Aldo Moro - chi uccide a quel modo merita di tutto, anche di non rivedere più la piccola Vittoria. E poi se è colpevole ha ucciso la moglie solo perché è un vigliacco, non ha avuto il coraggio di lasciarla, ma gli piacevano le altre donne. Lui diceva di amare quella lì, la soldatessa, ma poi si sono scoperte tutte quelle altre storie. Che schifo di vicenda, e chi ne farà le spese sarà solo la figlia, che non ha più una mamma, e nemmeno un papà. Meno male che i nonni la adorano».
A casa della mamma di Melania c'é stato da stamattina un via vai di parenti ed amici oltre a qualche amichetta della piccola Vittoria. In molti a Somma Vesuviana sono rimasti incollati alle tv per seguire dirette e reazioni, ed in pochi sono passati davanti ai cancelli della famiglia Rea, dove, da stamattina, i giornalisti sono in attesa che da Teramo giungano notizie della sentenza.