LA PROTESTA

Abruzzo, dirigenti contro i tagli in Regione: «nessun intervento sui costi della politica»

«Non si taglia sui consulenti esterni»

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Abruzzo, dirigenti contro i tagli in Regione: «nessun intervento sui costi della politica»
L’AQUILA. I dirigenti regionali riuniti in assemblea a L'Aquila lanciano un grido di allarme e chiedono un cambio di passo al Governo regionale.

I dirigenti - spiega una nota del Direr Abruzzo, la federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni aderenti al Confedir - si sentono impegnati in prima persona nelle misure di contenimento della spesa e per questo contestano le recenti scelte della Giunta Regionale.
Parlano di «eccessiva ingerenza della politica» nella concreta gestione della macchina regionale, con provvedimenti «invasivi delle prerogative dirigenziali che prefigurano scelte di dettaglio, con tagli alle risorse ed al personale imposti in maniera lineare, indiscriminata e sperequata sul territorio». Sarebbero così saltati fuori modelli «irrealizzabili» che minano alla base «la funzionalità della macchina regionale».
Si riduce la struttura, protestano, «ma non si interviene sui costi della politica e sugli incarichi fiduciari».

«QUALITA’ CROLLA»
I dirigenti temono così la qualità dei servizi e la perdita dei diritti dei cittadini posto che l'amministrazione regionale sta intervenendo con tagli «non ancorati a strandard oggettivi che inevitabilmente sacrificheranno l'efficienza del sistema».
I dirigenti denunciano inoltre il caos istituzionale che è derivato dal proliferare di leggi regionali che «senza prevedere oneri aggiuntivi di spesa moltiplicano le funzioni in capo alle strutture».
La stessa eliminazione delle agenzie regionali (Arsaa, Aptr e Abruzzo Lavoro) «non ha prodotto i risultati attesi, anzi ha moltiplicato i problemi andando a caricare tutti i costi sulla struttura della Giunta regionale con discriminazioni pesanti fra il personale in servizio».

«SERVONO OBIETTIVI VERI»
Alla politica si chiede di fare buone leggi con una concreta analisi di fattibilita', di fissare obiettivi strategici veri, generali, che non scendano nel dettaglio e nelle scelte operative di cui i dirigenti rivendicano la piena responsabilità.
La stessa proposta di legge di riorganizzazione regionale di modifica della L.R. 77/99 non farebbe chiarezza su tali aspetti: «lascia inalterati tutti i problemi compresa l'incertezza sulla spesa, riproduce un modello organizzativo vecchio, con manifesti aspetti di incostituzionalita' in violazione della nuova normativa di cui al Dlgs.150/2009».
Per questi motivi chiedono che venga bloccata e attentamente ripensata.

«INGRESSO SOLO PER CONCORSO PUBBLICO»
I dirigenti - afferma la Direr - chiedono una riforma organizzativa incentrata sui principi costituzionali per l'accesso alla pubblica amministrazione, che preveda l'ingresso in Regione solo esclusivamente tramite concorso pubblico privilegiando i contratti a tempo indeterminato.
«Niente incarichi fiduciari esterni per la dirigenza», sottolineano con forza. «Solo la eliminazione dell'art.22/77, cioè della possibilità di assumere dirigenti senza concorso dall'esterno, basandosi solo su logiche politiche e spartizioni partitiche, porta a risparmiare circa 1 milione di euro l'anno». Inoltre diffidano l'amministrazione a conferire incarichi dirigenziali esterni in presenza di dirigenti di ruolo perchè ciò produce «un ingiustificato e non piu' sostenibile aumento della spesa».

«PROCEDURE CHIARE E TRASPARENTI»
Chiedono una procedura «chiara e trasparente» per il conferimento degli incarichi dirigenziali incentrata sul merito e sulla valutazione ( a tutt'oggi tutte le nomine dirigenziali sono state fatte in assenza della valutazione dell'anno precedente) tenendo conto della realizzazione degli obiettivi, della competenza, efficienza, produttività, e professionalità e la definitiva eliminazione dello spoils system al variare degli assetti politici.
Chiedono una legge specifica per regolare gli Uffici di diretta collaborazione e le segreterie politiche, per separarle dalla struttura amministrativa ed evidenziare che la pecularietà di tali strutture è data dal legame con l'organo politico per la elaborazione delle strategie e delle politiche, unico fatto che giustifica la procedura dello spoils system.
I dirigenti individuano nella riduzione delle strutture politiche un ulteriore elemento di risparmio: «un solo dirigente per la segreteria del Presidente (al posto dei quattro attuali) e un responsabile di segreteria per ogni assessore farebbe ulteriormente risparmiare in termini di speding review».