Crocchette di patate poverelle

Alessandro Biancardi

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         Crocchette di patate poverelle
LA RICETTA DEL GIORNO. A Salerno c’era una rosticceria che friggeva a tutte le ore crocchette mignon di patate, fatte semplicemente con patate, sale, pepe e prezzemolo.

L’odore invadeva la strada ed attirava stuoli di studenti e passanti. Costavano poco ed erano super buone. Venivano distribuite nei cosiddetti “cuppetielli” di carta assorbente di colore giallo ocra. Non so se l’attività esiste ancora ma quello che era allora il contenitore più povero oggi è di gran moda per servire ai matrimoni l’antipasto di fritti nei cartoccetti di carta paglia.

 

Per 4 persone:

1 kg. patate di Avezzano a pasta gialla

prezzemolo

sale

pepe

1 albume

pangrattato q.b.

250gr. scamorza o mozzarella (facoltativa)

Olio arachide per friggere.

Per lessare le patate adoperare la pentola a pressione con il cestello che danno in dotazione. Sul fondo mettere 2 bicchieri di acqua e nel cestello le patate con la buccia, lavate precedentemente. Bastano 5’ dal sibilo e sono pronte, dipende però dalla grandezza delle patate. In questo modo si lessano al vapore senza assorbire acqua pertanto sono meno acquose e garantiscono la riuscita di questa preparazione. Questo è un mio consiglio comunque le patate vanno lessate. Una volta cotte metterle calde, con tutta la buccia, nello schiacciapatate. Schiacciandole la buccia resterà nello schiacciapatate e andrà eliminata ogni volta prima di metterne altre. Procedendo in questo modo non solo ci sbrighiamo prima ma evitiamo pelandole di scottarci le mani. Solo quando si sono raffreddate completamente unire sale, prezzemolo e pepe.  Con le mani bagnate fare con il composto tanti piccoli bocconcini oppure mettere nel mezzo un bastoncino di scamorza o mozzarella, quest’ultima, per evitare schizzi di olio in cottura, va tagliata e fatta sgocciolare per un’oretta, chiudere formando dei cilindri. Passare le crocchette prima nell’albume, leggermente sbattuto, e poi nel pangrattato facendolo aderire da ogni parte. Friggere in olio profondo dorandole completamente poi poggiare a perdere l’unto su fogli di carta assorbente. Servire calde. 

 Buon appetito, Nellina.