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Cristina Gerardis lascia incarico di direttore generale della Regione Abruzzo

Andrà a dirigere l’ufficio legislativo del ministero dell’Agricoltura

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Regione, personale in agitazione: «disorganizzazione e approssimazione»

Cristina Gerardis

ABRUZZO. La motivazione ufficiale è che Cristina Gerardis ha ottenuto una offerta di lavoro per dirigere l’ufficio legislativo del ministero dell’Agricoltura. Per questa ragione ha rassegnato le sue dimissioni da direttore generale della Regione Abruzzo.

La notizia è stata già confermata dal presidente Luciano D’Alfonso: «Il passaggio formale avviene dopo uno scambio di note tra la Direttrice ed il Presidente, nelle quali la prima ha rappresentato la richiesta nominativa del Ministro per l’incarico predetto, il proprio rammarico per lasciare il ruolo regionale, la gratitudine nei confronti della Giunta per questa importantissima occasione professionale e la speranza di avere reso all’amministrazione un apporto utile e positivamente valutabile; il Presidente ha manifestato soddisfazione per questi due anni e mezzo di lavoro, in un contesto di reciproca fiducia, nell’interesse della Regione. Ha auspicato che la relazione di stima e anche di affetto che ha legato la Direttrice all’Ente, ai suoi rappresentanti politici, ai dipendenti regionali ed al territorio possa in futuro avere positivi seguiti».


Anche Gerardis su Facebook ha scritto: «Ci sono momenti in cui ti senti divisa a metà e forse, come oggi, non mi è mai successo. Divisa tra la tristezza di lasciare un luogo che amo, l’Abruzzo, da cui ho ricevuto moltissimo in termini umani e lavorativi e l’adrenalina di una sfida difficile ed importante. Posso solo sperare, ma in cuor mio ne sono sicura, che questi due anni e mezzo non siano passati invano. Che i rapporti autentici, costruiti sulla stima, l’amicizia ed il lavoro comune e quotidiano non si interrompano ma trovino nuove strade per crescere ancora.

Mi viene solo, ora, da dire grazie all’Abruzzo ed agli abruzzesi. Mi sono sentita a casa».



Cristina Gerardis ha legato il suo nome essenzialmente a due vicende: il suo ruolo all’interno della macchina amministrativa dal 2014 e il suo ruolo di Avvocato dello Stato nel processo per l’inquinamento di Bussi.

Fino a metà del 2014, infatti, in Abruzzo nessuno conosceva l’avvocato che aveva già un curriculum prestigioso e che da molti anni già lavorava per la pubblica amministrazione. L’annuncio della sua promozione venne dato dal presidente D’Alfonso durante una delle udienze del processo, a pochi mesi dalla sentenza di primo grado, spiegando di averla scelta dopo averla conosciuta -sempre in udienza- ed avendo apprezzato le sue molteplici qualità e preparazione tecnica.


Ora si apre una posizione prestigiosa in Regione che arriva in un momento tra i più delicati del mandato e che richiede, oltre a molta preparazione, anche ulteriori capacità caratteriali che dovranno essere compatibili sia alle contingenze della macchina ciclopica amministrativa che alle esigenze del presidente D’Alfonso che, come si sa, impronta la sua amministrazione all’insegna della velocità e del superlavoro.