LAquila, Giuliante contro «i conflitti di interesse nell'urbanistica»
L'AQUILA. «Ci sono troppe nomine per lurbanistica in capo ad una sola persona, proprio in un settore chiave per LAquila post terremoto».
Per questo motivo «chiederò alla Giunta regionale di spostare ad altro incarico larchitetto Francesco DAscanio»: tuona così in conferenza stampa lassessore regionale Gianfranco Giuliante che riscopre la sua vocazione di guerrigliero, un pò tenuta a freno dopo lingresso nella Giunta Chiodi. Oggi lassessore polemizza sul conflitto di interessi che interesserebbe larchitetto DAscanio che si trova a gestire contemporaneamente le aree bianche (cioè le aree che il Prg ha liberato dopo che per 25 anni non poteva essere edificabili), gli interessi dellAdsu (lazienda regionale del diritto allo studio, le case dello studente), il patrimonio ecclesiastico e settori importanti dellurbanistica regionale. Tutti ricordano le esternazioni di Gianfranco Giuliante in favore dellAquila sia da esponente di An sia da capogruppo Pdl alla Regione, quando bacchettò finanche il senatore-coordinatore Filippo Piccone che aveva promosso Pescara a capoluogo dAbruzzo.
Ora Giuliante torna ad esternare, segno forse che la preoccupazione per quello che st avvenendo allAquila ha superato il limite della sopportazione politica. Perché sarà pure un problema di conflitto di interessi, come è stato presentato e come sicurament va interpretato, ma dietro la denuncia di questa condizione irrituale rispunta in filigrana la vecchia battaglia di An contro lUdc, meglio sarebbe dire contro Giorgio De Matteis che era assessore quando allAquila si battagliava sui Prusst, i programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile territoriale. Erano gli anni dal 2003 al 2005 e furono presentate oltre 200 schede per i progetti Prusst, di cui «alcune curate dallo studio dellarchitetto DAscanio e quindi oggi in conflitto di interesse con i suoi incarichi dichiara Giuliante e sommare oggi 7 milioni di mq edificabili con 1 milione delle aree bianche, significa affidare ad una sola persona un potere eccessivo sullurbanistica aquilana. In una città senza fogne e con i problemi che conosciamo per il terremoto, ciò significa portare allestrema conseguenza gli effetti deregolatori dei Prusst e delle aree bianche. Se si pensa che già le New Town post emergenza sono una deregulation assoluta, che facciamo una città-far west in urbanistica?» Proposte? «Secondo me la valutazione di impatto strategico di alcune opere non può coinvolgere persone portatrici di interesse, ci deve essere unautorità terza conclude Giuliante altrimenti si va contro norme europee e anche di casa nostra».
In questa vicenda che ruolo ha il Comune? «Mi sembra un pò assente, dovrebbe avere un ruolo più da protagonista, trattandosi di scelte urbanistiche. E non dimentichiamo che i progetti come i Prusst, su cui si fece un gran chiasso, erano si uno strumento deregolatore che però consentiva di intervenire con il 70% di edilizia pubblica e il 30% di privata. Ma sono stati anche un fallimento: delle 218 schede progetto, oggi solo 2 sono state realizzate. Nella situazione attuale dellAquila non ci possiamo più permettere giochetti e ritardi di questo tipo o conflitti di interesse».
Sebastiano Calella 01/10/2011 10.41
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