martedì 23 dicembre 2014

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IL DOC INTEGRALE

Libro nero delle ferrovie abruzzesi: «treni soppressi ma pagati lo stesso»

La denuncia di Codacons e Federconsumatori sul trasporto su ferro in Abruzzo

Libro nero delle ferrovie abruzzesi: «treni soppressi ma pagati lo stesso»
PESCARA. Dai problemi sulla direttrice adriatica ai prezzi alti, ai treni notturni, alla mancanza di alternative, agli scenari futuri alle occasioni mancate.

C’è questo e molto altro nel Libro nero delle ferrovie abruzzesi curato da Federconsumatori e Codacons. Un testo organizzato in 24 schede che parte dall’analisi dei problemi del sistema ferroviari abruzzese, ne analizza le criticità e propone soluzioni.
«La denuncia è efficace, proprio perché lucidissimamente documentata», è il commentato del senatore abuzzese Nevio Felicetti. Il documento è una raccolta di disservizi, lamentele ed analisi oggettive della situazione attuale.

DIRETTRICE ADRIATICA DISCRIMINATA
Una delle prime osservazioni contenute nel documento si riferiscono alla disparità di trattamento che Trenitalia riserva in termini di servizi e costi tra l’offerta lungo la direttrice centrale Napoli/Roma/ Bologna/Milano e quella esistente lungo la direttrice adriatica.
Nella direttrice centrale l’alta velocità consente una offerta ferroviaria molto rapida a prezzi relativamente accettabili; mentre lungo quella adriatica la velocità è talvolta inferiore ad un terzo. Tutto questo si traduce in differenze di tempo di percorrenza. L’alta velociatà consente ai cittadini di raggiungere Firenze da Roma ( Km 316) con 1h e 23’ ( velocità 228 Km/h), pagando un prezzo di 45 euro. Per un analogo viaggio Pescara-Bologna ( Km 350) i viaggiatori possono impiegare o 2h e 55’ (Freccia Bianca , velocità 120Km/h), oppure anche 4h e 51’ ( Intercity, veloctà 72 Km/h); nel primo caso pagano 43 euro, nel secondo 31,50.
Un problema molto sentito dalle tasche dei cittadini è la mancanza di alternative. Su tutte le linee ferroviarie, si legge nel libro nero, dove esiste un’offerta con treni più costosi ( Freccia Rossa, Freccia Argento), esiste anche una alternativa per i cittadini, che fino a poco tempo fa si chiamava Interregionali, e che oggi si chiama Regionali Veloci.
Sulle linee Roma-Firenze, Bologna-Milano, Milano-Torino, Bologna-Venezia Trenitalia offre ai cittadini sia il servizio più costoso, sia quello meno costoso. E la differenza tra l’offerta più costosa e quella meno è rilevantissima. Roma-Firenze, per esempio con Freccia Rossa costa 45€, mentre quella con un regionale veloce costa 17,5. Lungo la direttrice adriatica manca invece l’offerta con treni veloci, obbligando così i cittadini ad acquistare solo il servizio più costoso.
Ad aggravare il quadro dell’offerta c’è da evidenziare che con l’ultimo cambio dell’orario (11.12.2011) Trenitalia ha imposto una riorganizzazione del servizio che ha privato i cittadini lungo la linea adriatica di ogni collegamento intercity diretto oltre Bologna.
Prima esistevano collegamenti intercity verso Milano, Torino, Venezia e Verona ; collegamenti che sono stati soppressi con dannosissime conseguenze sia per i costi, sia per i tempi e sia anche per la qualità del viaggio ( soprattutto per anziani e diversamente abili).
Se a questo obbligo di scendere a Bologna per poter proseguire il viaggio si aggiunge anche il fatto che Trenitalia ha deciso di ignorare il rispetto della coincidenza tra i treni, e che inoltre non garantisce neanche i diritti dei viaggiatori in caso di mancata coincidenza così come prevede il Regolamento Europeo, il disagio è completo. C’è poi il problema dei treni notturni composti da vetture letto, cuccette e una sola vettura per viaggiatori ordinari. I treni partono tutti da Lecce, e arrivano tutti a Bologna e se i viaggiatori in biglietteria non hanno potuto ottenere il biglietto perché i posti sull’unica vettura ordinaria erano esauriti possono salire ugualmente sul treno a condizione di pagare oltre al biglietto (50€) anche 50 € di multa e viaggiare in piedi.
L’offerta futura è destinata a peggiorare di molto. Dal 2016 dovrebbe essere fruibile l’Alta Capacità sulla relazione Foggia-Napoli-Roma-Milano. Questo consentirà ai treni provenienti dalle Puglie e diretti al nord, di utilizzare una via enormemente più veloce rispetto a quella utilizzata attualmente lungo la linea adriatica. Con la inevitabile conseguenza che i treni Lecce/Bari/Foggia con destinazione Milano/Torino, non passeranno più lungo l’attuale linea. Quindi l’Abruzzo verrà privato di una notevole quantità di treni ( attualmente il 90% dei treni IC e Freccia Bianca disponibili per gli abruzzesi proviene dalle Puglie).

LINEE STORICHE BISTRATTATE
La linea di collegamento Foggia-Pescara ha subito la scure di Trenitalia. Da qualche anno l’azienda ha deciso che il confine di Regione ( Termoli) debba diventare anche limite insuperabile dei treni regionali verso sud. Con questa interruzione nella continuità del viaggio, i cittadini interessati al collegamento Pescara-Foggia sono costretti ad utilizzare due diversi treni regionali : il primo da Pescara a Termoli e il secondo da Termoli a Foggia oppure ad utilizzare i molto più costosi IC o Freccia Bianca.
La situazione è difficile anche per la linea Pescara-Roma. Nel 1980 il tempo impiegato per collegare Pescara a Roma era di tre ore e diciassette minuti. Oggi è di 4 ore. E ad ogni cambio d’orario la situazione tende a peggiorare. Nel 1980 il treno impiegava 3h e 17’ ma si fermava solo a Chieti, Sulmona ed Avezzano. Oggi le fermate sono 7/8, non sempre adeguatamente utilizzate, ma che stanno determinando la totale fuoriuscita dal mercato della mobilità i treni Pescara-Roma.

STAZIONE CENTRALE PESCARA: BUSINESS MANCATO
L’area tutt’intorno alla stazione centrale di Pescara, infine, potrebbe essere valorizzata e fruttare anche in termini economici ma non è così. Dei circa 19.000 metri quadri disponibili secondo i dati di Centostazioni, finora ne sono stati affittati solo circa 2.000. E la ragione principale è determinata dai prezzi altissimi che i responsabili ferroviari esigono per concedere in locazione gli spazi disponibili.

L’ABRUZZO NON RIESCE A PUNIRE TRENITALIA
Da anni, conclude il documento, si denuncia la totale subordinazione delle strutture regionali del Trasporto abruzzese alle decisioni di Trenitalia eppure l’Abruzzo non è mai riuscito ad applicare le previste penali.
Dal 2001 al 2010 quasi tutte le regioni d’Italia hanno applicato sanzioni a Trenitalia. La Lombardia, per esempio, complessivamente ha comminato penali per 48,26 milioni di euro. L’Emilia Romagna 15,45, e la stessa regione Marche ha inflitto penali per 3,43 milioni di euro.
In dieci anni l’Abruzzo non è stata in grado di applicare neanche una sanzione. Anche il nuovo contratto di Servizio con Trenitalia non sembra portare benefici e vantaggi al sistema ferroviario nostrano. Nel campo degli investimenti, ad esempio, i cittadini della regione Marche avranno nuovi treni per complessivi 100 milioni di euro, (91,6 dei quali saranno a carico di Trenitalia, e i restanti 8,4 saranno pagati dalla loro regione) mentre gli abruzzesi avranno anch’essi nuovi treni, ma per un valore complessivo di 32 milioni di euro (16 dei quali saranno pagati da Trenitalia, e i restanti 16 dalla nostra regione).
Marirosa Barbieri

Libro Nero Ferrovie ABRUZZO FEDERCONSUMATORI

Letture

8120

12/04/2012 - 11:03

La Redazione

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