giovedì 27 novembre 2014

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LA NOSTRA INCHIESTA

L’Aquila, tre anni di puntellamenti tra sperperi e misteri…

Dal 2009 ad oggi dubbi e domande

L’Aquila, tre anni di puntellamenti tra sperperi e misteri…
L’AQUILA.Un business tanto redditizio quanto incontrollato ed… incontrollabile. Quando si parla di puntellamenti si parla de L’Aquila, di trasparenza, di affidamenti diretti, di ditte ed interessi.

Una parentesi legata alla ricostruzione tutt’altro che chiusa. Anche se oggi si pensa di cambiare strategia, di buttarsi alle spalle la questione c’è ancora molto da chiarire: costi, manutenzione e criteri di assegnazione.
PrimaDaNoi.it ha scandagliato anche un documento protocollato il 28-12-2009 dal Comune de L’Aquila sullo stato dei lavori ed interventi di messa in sicurezza connessi alla gestione post sisma. Il testo riporta i puntellamenti relativi al 2009 (stato dei lavori aggiornato al 15.12.2009) ed è indirizzato al vice commissario vicario delegato per la gestione dell’emergenza sisma, Franco Gabrielli.
Dalle carte viene fuori una spesa dei lavori pari a 21.449.419,26 euro (solo nel 2009). Non è specificato tuttavia se si tratta di fornitura e posa in opera (puntellamenti che prevedono una cessione definitiva dei materiali utilizzati ai Comuni), oppure di semplice noleggio delle attrezzature. Particolare non trascurabile visto che alcune imprese hanno reclamato, a distanza di anni, il pagamento degli affitti delle attrezzature per i lavori da parte dei Comuni.
Sembra, infine, che alcune imprese abbiano svolto le opere senza ricompensa.

COMUNE  E MINISTERO: GEMELLI DIVERSI
Ci sono poi altri due aspetti che meritano attenzione. Su un documento del Ministero degli Interni  contenente le spese per i puntellamenti e datato al 2010 compaiono gli stessi lavori eseguiti dalle stesse ditte, nello stesso periodo ma accompagnati da cifre diverse rispetto a quelle contenute nel documento 2009.
Infine anche se il Comune de L’Aquila ha pubblicato l’aggiornamento dei lavori (dal 2009 fino al 15 febbraio 2012) sul suo sito Web, si tratta pur sempre di una trasparenza lacunosa visto che per le opere dal 2009 fino al febbraio 2010 non vi è riferimento ai costi sostenuti.

LE DITTE PIU’ “CARE”…
Dal documento consultato da PrimaDaNoi.it saltano fuori una serie di aziende che hanno ottenuto lauti compensi per i lavori di puntellamento. Si parte dalla Domus dei fratelli Gizzi srl che si è beccata a L’Aquila un totale di 1.120.411, 26 euro, la ditta Orione Costruzioni generali che ha puntellato per 1.734.595,16. Segue la Tecnogroup srl per 1.103.376,69, l’ Impresa Soccodato Geometra Ennio per 1.716.807, 38, l’ Archeores srl che ha puntellato per 1.683.158,49 ed I Platani srl per un importo di 1. 735.306 euro.
Si passa poi ad imprese un po’ “meno costose”. E’ il caso della Edimo Restauri e del Consorzio stabile Edimo che insieme hanno totalizzato 987.738 euro.
Poi, è toccato alla Mancini srl che ha realizzato puntellamenti a l’Aquila per un totale di 805.641 euro, la Cifolelli edilizia srl per 745.977, il Consorzio stabile Tottea, per 814.868 euro.

LE MENO COSTOSE: PUNTELLAMENTI GRATIS
Dalle più care si passa alle più economiche (almeno sulla carta). Dai dati, il Consorzio Federico II che ha eseguito puntellamenti per edifici (Convitto nazionale, Carispaq, Camera di Commercio, biblioteca Provinciale, Palazzo Branconi Farinosi), risulta aver percepito 0,0 euro.
Stessa cosa vale per i puntellamenti della Walter Terrazza Costruzioni, per Armido Frezza. Poi si passa ai lavori remunerati come quelli dell’ impresa edile Barattelli per un totale di 114.417 euro, la Pacifici Emidio per 128.824, la società Fratelli Di Nardo che ha incassato 288.740 euro.

QUALCHE CONTO NON TORNA
Dal documento del Ministero dell’Interno dell’anno 2010 a prima vista sembra che per gli stessi lavori che vedono impegnate le stesse ditte del 2009, i compensi indicati cambino. Non si comprende perché, (probabilmente i dati 2009 sono stati poi aggiornati o sono intervenuti cambiamenti) ma la differenza è visibile.
Ad esempio il Consorzio Federico II peri i puntellamenti in Piazza San Silvestro Via Garibaldi Via del Guasto nel 2009 non ha ricevuto compenso, nel nuovo documento sembra aver incassato 83.162 euro.
Il Consorzio è un’ associazione d'imprese creata dopo una riunione avvenuta a Palazzo Chigi presieduta da Gianni Letta alla quale parteciparono il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, l’imprenditore Riccardo Fusi, presidente della Btp, l’imprenditore Ettore Barattelli e dirigenti della Cassa di Risparmio de L’Aquila. Dopo quel meeting l’associazione ottenne diversi lavori in appalto, come emerge dal rapporto dei Ros che hanno condotto le indagini sull’affaire che ha visto coinvolta la Carispaq.
Anche la Domus dei fratelli Gizzi nel documento del 2009 del Comune sembra abbia fatturato 1.120.441 euro mentre in quello 2010 del Ministero, 543.196 euro. I Paltani srl secondo il documento del 2009 hanno incassato 1.735.306, in base a quello del 2010, 2.068.919 euro per gli stessi lavori.

DAL SITO DEL COMUNE: TRASPARENZA A META’?
Sul sito Web del Comune de L’Aquila è possibile consultare l’elenco aggiornato delle operazioni di puntellamento eseguite dalle ditte dal 29 dicembre 2009 al 15 febbraio 2012.
Balza subito all’occhio che nelle carte del 29 dicembre 2009, 19 gennaio 2010 e 1 febbraio 2010 non figurano i pagamenti dei lavori ma solo la denominazione delle ditte, il tipo di opera, l’ edificio, la via, la località.
Tra le imprese incaricate nella tabella del 29 dicembre 2009, rispetto a quella aggiornata al 15 dicembre, spuntano nuovi soggetti come la Amip Euro company srl, la Arrigo De Nuntiis demolizione Pianola, Artedile di Tomei Piergiorgio, Assergi Costruzioni di Acitelli Paolo e vecchie conoscenze come la Ati Impresa costruzioni Soccodato Geometra Ennio o la Domus dei fratelli Gizzi.
Dagli elenchi aggiornati al 10 maggio 2010 comincia invece a spuntare l’indicazione dei prezzi, l’importo da liquidare e le somme liquidate. Al 15 febbraio, infatti, la somma totale da liquidare è pari a 4.450.409 euro e quella liquidata 198.541.240 euro.

D’UN TRATTO SI CAMBIA
Oggi, sul sito del Commissario per la Ricostruzione si pensa ad una nuova procedura «per fornire una soluzione immediata al degrado delle opere provvisionali e alla loro manutenzione».
In poche parole si intende sostituire i puntellamenti con opere di riparazione locale a carattere definitivo, evitando così il dispendio di ulteriori somme di mantenimento per gli interventi in opera ormai da tempo. 

DALLA CHIAMATA ALLA “TRASPARENZA”
«Discrezione». E’ il termine che balza nella mente di Enrico Perilli (Rifondazione Comunista), consigliere comunale de L’Aquila quando si parla di puntellamenti. Perilli ha raccontato a PrimaDanoi.it delle numerose richieste di chiarimento rivolte al Comune per sapere di più sui criteri di affidamento dei lavori.
«Ad oggi non abbiamo per nulla chiarezza sulla vicenda», dice, «e non è un problema risolto. Il totale dei costi ammonta a circa 200 mln di euro».
Perilli ha raccontato che all’inizio l’affidamento dei puntellamenti avveniva per chiamata diretta, a discrezione dell’Ente e solo in seguito, probabilmente per dare alla procedura un aspetto più trasparente, si è stabilita qualche regola. I Comuni erano tenuti a stilare una lista delle ditte che avessero come requisito fondamentale il certificato antimafia. Ma la debolezza del procedimento, ha spiegato, «è che i Comuni decidevano a chi affidare i lavori, quanto assegnare, come assegnare. Succedeva ad esempio che ad una impresa veniva affidato il puntellamento di un intero centro storico per 2mln di euro, ad un’altra qualche piccolo lavoro».
E Perilli non è stato di certo l’unico ad aver preteso risposte in questi anni.
Anche Giulio Petrilli ex esponente del Pd ha pungolato più volte il sindaco Cialente sulla vicenda. «Sarebbe stato interessante sapere quali criteri sono alla base di determinate scelte», ha dichiarato Petrilli, «così come quelle inerenti i direttori dei lavori». Secondo Petrilli sono state scelte sempre le solite imprese che hanno operato per i puntellamenti e la messa in sicurezza degli edifici ed infrastrutture, senza il criterio della rotazione.
Sui puntellamenti poi, è stato aperto un vero e proprio filone d’ inchiesta.
L’indagine è cominciata dal sequestro di due immobili nell’aquilano a Calascio e Santo Stefano, sui quali sono stati eseguiti lavori di puntellamento da una ditta umbra. Il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli titolare dell'inchiesta, ha ipotizzato il reato di truffa aggravata ritenendo «che fossero stati messi in atto artifici e raggiri consistiti nell'eseguire le opere di messa in sicurezza, posizionandovi un numero di giunti eccessivo rispetto a quello necessario e presentate poi fatture con somme di importo assai più elevato di quello stanziato dalle rispettive amministrazioni comunali per l'intervento commissionato».
La ditta umbra ha ottenuto anche altri appalti a L'Aquila, ed è proprio qui che in seguito si sono concentrati altri filoni d'indagine.
Quella dei puntellamenti resta una parentesi destinata, almeno moralmente, a non chiudersi mai.
Marirosa Barbieri


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12/03/2012 - 09:15

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