venerdì 31 ottobre 2014

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SCIENZA

La strana storia dei neutrini e della velocità della luce

Perché l’Italia ha capito con così tanto ritardo che c’era qualcosa che non andava?

 La strana storia dei neutrini e della velocità della luce

I laboratori del Gran Sasso

GINEVRA. I neutrini non sono più veloci della luce. Lo dicono gli stessi scienziati che mesi fa dichiaravano il contrario.

 Un’anomalia negli strumenti per misurare la loro velocità, alla base dell’errore. Ma gli scienziati cercano di salvare il salvabile: «non è detta l’ultima parola», il commento di Antonio Ereditato alla guida dell’esperimento. I giornali di mezzo mondo riprendono la notizia e portano alla ribalta dubbi già manifestati. Gli scienziati: «lo avevamo detto». Der Spiegel:«novità a tutti i costi?».
La storia dell’errore e della svista amplificata a livello mondiale rischia di gettare una luce non edificante sul nostro Paese e sui livelli raggiunti della ricerca nostrana. Per importanza la notizia segue immediatamente l’altra che pure ha tenuto banco mortificandoci: il naufragio della Costa Concordia.
«Un errore ha messo in discussione la recente scoperta sui neutrini».
Così la rivista Science dà l’annuncio: «Sembra che i neutrini non siano più veloci della luce a causa di un problema (was due to a mistake after all): una cattiva connessione tra il Gps ed il computer (A bad connection between a GPS unit and a computer may be to blame)».
Eppure gli scienziati della collaborazione internazionale Opera per lo studio dei neutrini diretto da Antonio Ereditato nell’ambito dell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) erano certi del risultato che avrebbe messo in discussione la teoria della relatività di Einstein. Così il 23 settembre i ricercatori «sparano» i neutrini dal Cern di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a 730 chilometri di distanza. I neutrini sembrano guadagnare 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità della luce.
Gli scienziati erano talmente convinti della riuscita dell’esperimento da diventare sordi davanti a chi muove dubbi come Andrew Cohen e Sheldon Glashow, professori della Boston University o Ronald van Elburg della University of Groningen nei Paesi Bassi. Tutti invitano a tener conto di eventuali errori strumentali.
E infatti l’errore stava in una banale connessione in fibra ottica tra il ricevitore GPS e il computer usato per calcolare il tempo impiegato dai neutrini a viaggiare dal Cern di Ginevra al Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso. Errore che avrebbe fatto risultare i neutrini più veloci della luce. In pratica un pezzetto di fibra ottica, dove la luce non viaggia alla velocità della luce ma più lentamente, perché non è nel vuoto, i neutrini andavano lentamente. Era quel rallentamento a far sembrare i neutrini più veloci.
Eppure qualche dubbio gli scienziati ce l’hanno avuto visto che decisero di chiedere ai colleghi americani e giapponesi di verificare come stessero le cose.
E così sia gli Stati Uniti (con i fasci di neutrini prodotti dal Fermilab di Chicago e inviati per 730 chilometri al rivelatore dell’esperimento Minos) sia il Giappone (con l’esperimento T2K) decisero di fare l’esperimento (i risultati non sono ancora noti).
«UN BUCO NEL TEST »
La stampa straniera va cauta sul mistake italiano. Del resto fisici e luminari Usa avevano smontato in un colpo la teoria. Il New York Times si limita a riportare la notizia.
«I ricercatori hanno scoperto un errore. I neutrini non sono più veloci della luce a causa di un errore di collegamento tra Gps e computer».
Più pungente il quotidiano francese Le Figaro.  «Neutrinos plus rapides que la lumière: une erreur ? (neutrini più veloci della luce? Un errore», titola il giornale e parte con una serie di osservazioni. «I risultati che avrebbero dovuto rivoluzionare la scienza», si legge, «in realtà sono stati frutti di un errore. Alcuni scienziati non ci avevano creduto dall’inizio».

«NOVITA’ AD OGNI COSTO? »
Il giornale tedesco Der Spiegel Christoph Seidler parla di un entusiasmo eccessivo da parte degli scienziati dopo l’esperimento e sottolinea come a volte si voglia a tutti i costi rovesciare vecchie teorie e a metterne in campo nuove

«PRESTO PER CANTARE VITTORIA »
All’indomani dell’annuncio bomba sui neutrini c’era chi andava già con i piedi di piombo. E’ il caso di Andrew Cohen e Sheldon Glashow, professori della Boston University (Glashow è stato premio Nobel per la Fisica nel 1979). «Se i neutrini vanno più veloci della luce», sostenevano i due, «devono rilasciare molta energia. E questo non è avvenuto durante l’esperimento così, concludiamo che i neutrini non siano superluminali». Ronald van Elburg dell’ University of Groningen nei Paesi Bassi , invece, già sollevava dubbi sul funzionamento del Gps che avrebbe potuto costituire un problema ai fini di un esperimento perfetto.
Marirosa Barbieri

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23/02/2012 - 18:26

Commenti

1

La strana storia dei neutrini e della velocita’ della luce

29/02/2012 10:18

Postato da Biante

Per Moore La velocita’ e’ un valore ottenuto dal rapporto spazio diviso il tempo, pertanto se in un esperimento si accetta un dato del valore tempo inferiore a quello reale, la velocita’ risultera’ superiore. Un esempio: una macchina (neutrino) su un circuito di 1 km, impiega 60 secondi a percorrerla, la macchina viaggia alla velocita’ di 60 Km/h; se per un errore del cronometro, i secondi invece di 60, risultassero 30 (tempo inferiore del reale) , si dichiarera’ (erroneamente) che la macchina viaggia alla velocita’ di 120 Km/h. Saluti.

2

è un errore di chi ha redatto l'articolo o non ho capito il passaggio?

24/02/2012 11:19

Postato da Moore

....'''Errore che avrebbe fatto risultare i neutrini più veloci della luce. In pratica un pezzetto di fibra ottica, dove la luce non viaggia alla velocità della luce ma più lentamente, perché non è nel vuoto, i neutrini andavano lentamente. Era quel rallentamento a far sembrare i neutrini più veloci.'...cioè il rallentamento rendeva i neutrini più veloci????

3

"Qui c'e' qualcosa che non quadra" ...disse il cerchio al triangolo

23/02/2012 20:08

Postato da master

Il colmo per un matematico: confondere un fattore di potenza con un contadino di Macerata

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