Inceneritori, la giunta Chiodi prepara la volata: pronti alle decisioni
ABRUZZO. La volontà della giunta Chiodi in fatto di inceneritori e politica dei rifiuti è chiara. Meno chiare le logiche che sottendono certe decisioni. * STATI:«GLI ABRUZZESI CI HANNO ELETTO E NOI PRENDEREMO DECISIONI IMPORTANTI»
Lo avevamo scritto qualche giorno fa, in Abruzzo si lavora per costruire fino a quattro inceneritori, e lo si sta facendo in questi giorni in diverse zone della regione, con personaggi politici influenti non solo abruzzesi, trattative riservate, si direbbe, visto che non cè un documento e nemmeno una discussione sul merito. Chi è che può decidere? La giunta di centrodestra ha già approvato labbassamento della soglia dei rifiuti differenziati che può aprire la strada agli inceneritori: la soglia prima era al 40% ed è stata abbassata al 25%. Questo non basta perché servirebbe comunque un passaggio in consiglio regionale. Una volta passato anche questo step sarà praticamente impossibile bloccare la costruzione degli inceneritori. Non un cambio di rotta sulla politica dei rifiuti e sul piano regionale in materia ma quasi una continuità con la precedente giunta regionale. Ora però lallerta sembra aumentare perché oltre i fronti già conosciuti della petrolizzazione e del nucleare ora cè questa nuova grana per lAbruzzo. Gli inceneritori sono da più parti contestati sia per il loro inquinamento che producono ma soprattutto perché costituirebbero una soluzione vecchia e di fatto anacronistica. Anche illogica, poiché da anni le politiche ambientali spingono verso la raccolta differenziata mentre gli inceneritori bruciano lindifferenziata. Eppure lItalia e la nostra regione è molto indietro in fatto di differenziata. In moltissimi comuni non è nemmeno mai partita, nel capoluogo adriatico, per esempio, si può dire che si faccia? Così lAbruzzo non arriva al 19% mentre il decreto Ronchi prevedeva il raggiungimento di questa soglia quasi un decennio fa. Perché questo ritardo? Quali interessi hanno frenato le pubbliche amministrazioni? Si parla di emergenza rifiuti e discariche quasi sature, eppure non si preme sulla differenziata. Meglio costruire inceneritori. Secondo alcuni esperti un solo impianto sarebbe comunque sufficiente, invece ce ne vorrebbero due per certi e per fare contente alcune frange si potrebbe arrivare a quattro. I bene informati parlano di uno scontro molto forte allinterno del Pdl tra le varie anime. Un confronto-scontro molto serrato sarebbe in atto nella Marsica ma gli inceneritori potrebbero sorgere altrove, nel Lancianese per esempio, e nel Teramano. Non manca anche chi parla di «fandonie» e si mostra infastidito da questi argomenti. Dunque è impossibile parlare di inceneritori senza allargare lo sguardo allintero universo del settore nella nostra regione, un settore sensibile e appetibile spartito comunque tra pochi potentati e sul quale comunque pesano gravi sospetti che la procura di Pescara sta cercando di scandagliare. Una inchiesta vorrebbe far luce su una serie di irregolarità nella gestione dei rifiuti e tra i rapporti di alcune municipalizzate ed aziende private. Voci sempre più insistenti stanno agitando la politica che non sembra aperta a confronti pubblici, magari anche scientifici e tecnici che possano in qualche modo fornire basi certe per aprire agli inceneritori. «Giustificare la scelta degli inceneritori sul versante del recupero energetico», sostiene Marco Fars, segretario Prc Abruzzo, «nasconde il vero problema che è il raggiungimento di quote di raccolta differenziata, in linea con quanto avviene in tutta Europa. La modifica del piano rifiuti costituisce un errore e un passo indietro gigantesco. Ci si dovrebbe invece interrogare su come aumentare la raccolta differenziata ed investire significative risorse sostenendo in questo sforzo i Comuni. Inoltre la Regione verde d'Europa avrebbe bisogno di un serio piano di sviluppo e di sostegno alle attività di produzione energetica da fonti rinnovabili. Il ritardo in tal senso è enorme. Chiodi dica un No forte e chiaro al nucleare e impegni concretamente la Giunta regionale a promuovere il fotovoltaico e l'eolico». «Il presidente della Regione, Gianni Chiodi annuncia iniziative contrarie alla legge nazionale sulla raccolta differenziata che prevedeva che i Comuni raggiungessero il 35% della raccolta differenziata entro il 2009 (in origine tale percentuale era da raggiungere entro il 2003), ed il raggiungimento entro il 2012 del 65%. In Abruzzo siamo quasi al 19%», fa notare Walter Caporale, capogruppo dei Verdi, «la nostra Regione, piuttosto che fare una seria politica di gestione dei rifiuti continua a fare una pessima politica di gestione del Territorio della Regione Polmone Verde dEuropa. LEstrazione del petrolio ed i conseguenti centri di lavorazione e raffinazione a terra ed a mare, la possibilità di avere altre Bussi impunite grazie alleliminazione della Valutazione dIncidenza Sanitaria per le attività insalubri (Legge regionale 32/2009), nonché centri di lavorazione del Metano nel cuore Verde della Majella, Biomasse con la predisposizione a diventare inceneritori di rifiuti. Lha capito Chiodi che gli inceneritori, impropriamente denominati termovalorizzatori, producono polveri sottili che nessun filtro riesce a trattenere? Polveri capaci di penetrare nella pelle e nei follicoli polmonari e di aumentare notevolmente lincidenza dei tumori e delle malattie cardio-vascolari. Gli inceneritori non sono neanche una panacea alla disoccupazione, a differenza delle opportunità di lavoro legate al riuso ed al riciclo dei rifiuti». 11/05/2010 9.05 CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOKarea utente »
A questo indirizzo invieremo il link per modificare la password


E tu cosa ne pensi?
commentaeffettua il login per commentare gli articoli »
Password Dimenticata? | Registrati Subito
A questo indirizzo invieremo il link per modificare la password