Inciucio politico-familiare dietro lapprovazione del progetto
PESCARA. «Concretezza per il nostro territorio». E stato di parola, cosa rara per un politico oggigiorno, ma Lucio Petrocco è un uomo dai grandi valori che ama molto la sua famiglia e ci tiene allambiente. * PETROCCO: «LA COMMISSIONE CHE PRESIEDO NON CENTRA. SOLO FALSITA»
E consigliere (Pdl) alla Provincia di Pescara nella amministrazione di Guerino Testa ed ha fortemente voluto farsi eleggere presidente della commissione ambiente, quellorganismo che deve valutare le scelte che riguardano il territorio pescarese e che incidono sullambiente. E lui di ambiente ne capisce, avendo una grossa esperienza in campo petrolifero. Documenti alla mano e dopo una breve ricerca il suo collega dellItalia dei valori, Attilio Di Mattia, ha però voluto intravedere qualcosa di strano nellapprovazione di un anonimo progetto da parte della Regione. Un progetto denominato impianto di recupero di idrocarburi, mediante trattamento chimico-fisico con deposito preliminare di rifiuti pericolosi e non pericolosi derivanti da operazioni di bonifica serbatoi. Insomma un posto dove si trattano materie derivate dal petrolio e si stoccano rifiuti anche pericolosi. Una prima coincidenza fa pensare subito a Petrocco perché limpianto deve sorgere a Civitaquana, cioè il centro dove vive, è stato eletto ed è conosciuto forse anche troppo. Dove risiede con la famiglia ed i figli. Chissà cosa ne pensa del progetto il presidente della Commissione ambiente Quel progetto sembrerebbe uno dei tanti presentato da una delle tante ditte anonime. Invece il caso si accanisce con Petrocco. A presentare il progetto e la Ecopetrol srl. Per uno strano gioco del destino -secondo Di Mattia che sul suo blog (www.attiliodimattia.it) pubblica la visura della società- il proprietario della Ecopetrol è Stefania Pelini, una omonima della moglie di Petrocco, pure lei di Civitaquana, come la ditta che ha sede nel paesotto del pescarese. In un paese così piccolo due donne con lo stesso nome e cognome. Che caso. Ma la coincidenza incredibile è che curiosando sul blog elettorale del candidato del Pdl, Petrocco, tra foto in compagnia dei big locali del centrodestra, si legge testualmente che «dopo diverse esperienze lavorative come dipendente di alcune società produttive locali, decide di intraprendere insieme al fratello Mario lattività di imprenditore fondando la Ecopetrol srl che opera nel settore petrolifero e della quale è il responsabile commerciale». Ecopetrol srl, ancora un caso di omonimia, ancora una coincidenza incredibile con la ditta che ha presentato il progetto. In questo caso poi sembrerebbe che la burocrazia di solito farragginosa (siamo sempre pronti a criticare ingiustamente) abbia lavorato bene, licenziando il progetto in pochissimi mesi. Sottoposto alla commissione di valutazione di impatto ambientale della Regione (lorganismo nel quale passano tutti i progetti più delicati della regione) il progetto è stato licenziato con prescrizioni e voto favorevole (N.1318) il 17 settembre scorso. Tra le prescrizioni da attuare ci dovrà essere anche un accordo stipulato con il Comune di Civitaquana prima della realizzazione dellopera e lavvio della attività, ma di sicuro non costituirà un problema. A firmare il documento è il dirigente regionale Antonio Sorgi che di sicuro non avrà avuto sufficiente tempo per notare le incredibili coincidenze che rimandavano alla famiglia Petrocco da Civitaquana. Unultima incredibile beffa del destino quando il caso sembra accanirsi inesorabilmente- sembra davvero inspiegabile. Quello stesso progetto di impianto di lavorazione di idrocarburi era stato presentato nel 2008 e respinto a maggio di quello stesso anno. Respinto dallo stesso dirigente (Antonio Sorgi) perché vi sarebbero stati contrasti tra i rifiuti trattati e le previsioni urbanistiche della zona. Poichè il voto questa volta è stato favorevole se ne deduce che i piani urbanistici della zona sono mutati. Laltro motivo che aveva indotto Sorgi a respingere era quello che limpianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi sorgeva vicino alle case. Troppo vicino.

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