Sabato 31 Luglio 2010
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Domenica e lunedì c'è il referendum: informarsi? Una impresa quasi impossibile


REFERENDUM. Domenica 21 e lunedì 22 giugno gli italiani sono chiamati a un nuovo appuntamento elettorale. Si andrà alle urne per il referendum sulla legge elettorale e per il secondo turno delle elezioni amministrative per il ballottaggio a Giulianova.
Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 22 di domenica 21 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 22.
La data del 21 giugno per lo svolgimento del referendum popolare è stata individuata a seguito dell'entrata in vigore della legge n.40/2009 che prevede che i referendum previsti dall'articolo 75 della Costituzione abbiano luogo nel 2009 in una domenica compresa fra il 15 ed il 30 giugno.
E navigando su internet le istruzioni che si trovano sono veramente scarse. Strano davvero visto che la chiamata diretta dei cittadini ad esprimersi dovrebbe essere l’esercizio più alto della democrazia.
Il governo attuale ha iniziato da tempo a fare campagna elettorale per l’astensione e questo si è tramutato persino in una mancanza di informazioni sui siti istituzionali ministeriali.
L’unica possibilità di informarsi la da il sito www.referendumelettorale.org di Mario Segni che spiega quanto questo voto sia fondamentale «per cancellare la legge “porcata”».
Quella legge per cui sono i partiti che stabiliscono i rappresentanti da mandare in parlamento attarverso un meccanismo di elezione legato alla posizione dei nomi nelle liste.
Per il resto pare che ci sia un chiaro vuoto informativo e si sia lasciato più spazio alle varie posizioni politiche.
Anche sul ministero dell’Interno, al contrario per quanto era accaduto con le politiche e le amministrative, le procedure di voto vengono solo accennate.
Perchè il referendum sia valido dovrà votare il 50% degli italiani più uno.



Tre sono i quesiti:

1° quesito - scheda colore Viola:
Premio di maggioranza alla lista più votata - Camera

2° quesito - scheda colore beige:
Premio di maggioranza alla lista più votata - Senato

3° quesito - scheda colore verde:
Abrogazione delle candidature multiple

Se vincono i Sì nei primi due casi, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo.
Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna.
Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.

Con il terzo quesito, potrebbe essere cancellata la possibilità che un candidato possa presentarsi in più circoscrizioni. Questa eventualità rende ancor più possibile l’assoluta vittoria di una Partito o coalizione di liste, poichè nel caso di vittoria plurima, l’eletto può scegliere il seggio, lasciando agli altri candidati del proprio partito, la garanzia di allocazione. Attualmente, la maggior parte dei parlamentari hanno trovato posto grazie a questa normativa.


15/06/2009 8.31



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