Sabato 31 Luglio 2010
Visite: 17.525.923

Angeli di Sodoma: Carbotti condannato, Diodato assolto

CHIETI. Cade definitivamente ogni accusa sui presunti ideatori della setta satanica che secondo gli inquirenti adescava minorenni e si dedicava a riti e festini macabri a luci rosse. Carbotti è stato condannato a 9 anni per spaccio di droga e profanazione di tomba. Diodato assolto «perchè il fatto non sussiste».
«Qualcuno deve pagare per il vergognoso linciaggio mediatico».
Dopo l’assoluzione con formula piena di Italo Diodato e la condanna a 9 anni di Gianni Carbotti, per reati ben diversi da quelli di cui si parlò quando esplose il caso, Andrea Di Tizio, coordinatore cittadino di Chieti dei Riformatori Liberali e portavoce del Club Riformatori Liberali “Enzo Tortora” chiede che si faccia completa chiarezza sulla vicenda.
«I quattro imputati», ricorda Di Tizio, «due dei quali assolti perchè il fatto non sussiste, sono stati sbattuti nelle prima pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali e additati come mostri e facenti parti della setta satanica “Gli angeli di Sodoma”. Don Aldo Bonaiuti, il sacerdote che collaborò in qualità di ‘esperto’ con la Polizia di Pescara, dichiarò su un giornale locale che erano stati fermati «appena in tempo» prima che la setta sacrificasse un bambino. Qualcuno parlò anche di
cannibalismo e scarnificazione di cadavere. Nella trasmissione ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa vennero mostrati da don Oreste Benzi oggetti sequestrati in casa degli imputati allo scopo di dimostrare la loro devianza. Di tutto questo», continua Di Tizio, «rimangono due assoluzioni piene e due condanne per reati diversi da quelli di cui parlarono televisioni e giornali, oltre a un danno
di immagine difficilmente riparabile frutto di un linciaggio mediatico indegno».

Giovedì scorso, infatti, il tribunale di Chieti ha assolto Italo Diodato, 36 anni di Chieti «perchè il fatto non sussiste» e condannato Giovanni Carbotti, 39 anni a 9 anni e 2 mesi di reclusione per spaccio di droga e profanazione di tomba.

L’INCHIESTA DELL’AUTUNNO DEL 2002

L’inchiesta partì nell’ottobre del 2002 quando la squadra mobile di Pescara arrestò quattro persone che secondo gli inquirenti adescavano bambini e profanavano cimiteri per organizzare macabri festini a luci rosse.
Secondo l’accusa la sette adescava i minori, per poi coinvolgerli in riti a base di droga, sesso e simbolismi satanici, nelle scuole della città e negli stabilimenti balneari.
I minorenni secondo gli inquirenti venivano adescati, drogati e sottoposti a riti con atti sessuali. Gli investigatori ritenevano che durante le cerimonie venissero utilizzati anche cadaveri, i ragazzi e le ragazze che cadevano nel giro venivano fotografati e le loro immagini alimentavano il traffico di materiale pornografico.
I quattro ( Carbotti, Diodato, il fotografo teatino Amleto De Cesare assolto con formula piena e il capo carismatico Gaetano De Carna condannato a 11 mesi per spaccio di droga) si muovevano ispirati dalla setta statunitense “Church of Satana” ed erano stati anche accusati di sequestro di persona, somministrazione di sostanze stupefacenti, violenza sessuale, traffico di materiale pornografico, sottrazione e distruzione di cadaveri.
Nelle abitazioni dei ragazzi vennero sequestrati anche scheletri e parti di cadaveri.

09/10/2006 12.15




Login

Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!

CONSIGLI PUBBLICITARI

ABRUZZOMETEO.IT