INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
TOTO. - Al Ministro della salute, al Ministro dell’economia e delle finanze . - Per sapere - premesso che:
il diritto alla salute è tutelato dall’art. 32 della Costituzione “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”;
una normativa nazionale ha anche introdotto il concetto e la definizione di “livelli essenziali di assistenza” che il sistema sanitario nazionale, e, per ciò stesso, i sistemi sanitari regionali, devono garantire a tutti i pazienti;
la regione Abruzzo relativamente all’ambito sanitario è in regime commissariale dall’anno 2008, ma dubbio è l’andamento del Piano di rientro dai debiti sanitari, considerata la recente introduzione del ticket per le prestazioni riabilitative, a carico dei disabili gravi, particolarmente odioso per i soggetti sui quali grava;
ancora più dubbio è il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, posto che le strutture pubbliche, ospedaliere e territoriali, per via delle ristrettezze finanziarie imposte dal Piano di rientro, non sono nemmeno in grado di assicurare l’operatività di personale sufficiente per l’erogazione in tempi ragionevoli di attesa, congrui rispetto a elementari concetti di decenza e di buon andamento del sistema sanitario;
i mezzi di comunicazione con una frequenza impressionante riportano cronache da Paese in via di sottosviluppo descrivendo la realtà dei Centri Unici di Prenotazione (CUP) delle prestazioni sanitarie abruzzesi, con particolare riferimento a taluni di essi, e riferendo di file inimmaginabili persino per pagare il contributo di partecipazione al costo delle prestazioni, il cosiddetto ticket, talora di interventi delle Forze dell’ordine, quasi sempre di lamentele al limite della sopportazione da parte degli utenti, che richiamano alla mente scenari tipici delle croniche penurie di Stato patite nel passato e vissute, ancora, nel presente, sotto regimi di famigerata specie;
in questa situazione si è calata la vicenda del fallimento di un gruppo che gestiva sul territorio regionale cliniche private e centri di riabilitazione, al quale la regione, in applicazione di leggi locali, aveva sospeso e mantiene sospeso l’accreditamento, con conseguente blocco dell’attività sanitaria di quelle strutture tra le quali è opportuno evidenziare, per avere un elemento di valutazione della situazione data, la clinica “Villa Pini d’Abruzzo”, a Chieti, struttura più ampia, per numero di posti letto, del locale Ospedale Clinicizzato SS. Annunziata, appartenendo entrambe le strutture alla medesima ASL;
nelle anzidette evenienze è difficile capire se, come e quando il sistema sanitario regionale dell’Abruzzo riesca ad assicurare quei livelli essenziali di assistenza a cui pure avrebbero diritto i pazienti che, al contrario, si trovano a vivere emergenze affatto indegne di un Paese civile, non solo per l’allungamento a dismisura delle liste d’attesa, ma anche per gli estremi disagi e i gravi problemi diagnostici, terapeutici che riguardano i pazienti, soprattutto quelli giovanissimi, del settore della riabilitazione e, massimamente, del settore psichiatrico;
è fondamentale tener conto che la sanità pubblica in Abruzzo non eroga pressoché nessuna prestazione nel settore riabilitativo e per le altre prestazioni il rapporto tra domanda e offerta di prestazioni è significativamente, ma inevitabilmente peggiorato, alla luce degli interventi decisi in attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore e, poi, dello stesso fallimento del menzionato Gruppo privato sulle strutture del quale pende ancora la sospensione dell’accreditamento in assenza di qualsivoglia alternativa, anche temporanea, in ogni caso ad adiuvandum, né in sede pubblica, d’altronde impossibilitata a offrirla per penuria di risorse umane e finanziarie, né in sede privata, per ragioni che appaiono meno intelligibili;
il trascorrere del tempo non sembra chiarire né lascia intravedere il miglioramento delle cennate situazioni, anzi, secondo altre notizie sempre di fonte giornalistica, sembrerebbe che uno dei due subcommissari nominati dal Governo nella seduta del Consiglio dei Ministri n.78 del 13 gennaio 2010, nell’ambito dell’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario nella Regione Abruzzo, il dottor Giancarlo Rossini, competente per quanto riguarda gli aspetti giuridici ed amministrativo-gestionali, si sarebbe dimesso in seguito all’intromissione altrui, secondo voci insistenti, nella sfera di competenza delineata dalle deleghe a lui assegnate mentre la figura dell’altro subcommissario competente per la programmazione sanitaria, in ragione di suoi rapporti con importanti soggetti privati operanti nel settore sanitario per la cura, sul piano professionale, dei loro interessi imprenditoriali, potrebbe essere, ad avviso dell’interrogante, e senza mettere in dubbio le qualità professionali della persona, suscettibile di potenziali conflitti d’interessi di notevole momento, posto che ogni decisione che prospetti, agevoli, solleciti, coinvolga o, al contrario, escluda, inibisca o neghi ruoli di operatori sanitari privati attualmente estranei all’attività di settore in sede locale oppure ancora incida (in qualunque direzione, positivamente o negativamente) sulla realtà sanitaria privata accreditata esistente, difficilmente si sottrarrebbe a ambiguità ed equivoci, anche strumentalmente alimentati -:
se il Governo non intenda specificamente verificare il concreto rispetto dei livelli essenziali di assistenza attualmente definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2008, nell’ambito del sistema sanitario regionale abruzzese;
se corrisponda al vero la notizia diffusasi delle dimissioni del dott. Rossini dall’incarico di sub-Commissario per l’Abruzzo e, nel caso di conferma, quali siano le motivazioni addotte;
se il Governo abbia valutato in sede di nomina dell’altro subcommissario per l’Abruzzo, anche in termini di mera opportunità, la compatibilità dei suoi impegni e delle sue attività professionali con l’incarico chiamato a svolgere e se non ritenga di dover ulteriormente approfondire i profili di consonanza della condizione soggettiva del subcommissario con il ruolo che ricopre in Abruzzo, pervenendo a conclusioni eventualmente contrarie rispetto alle decisioni assunte in sede di nomina.
11/03/2010 8.38